Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Thu, 11 Jun 2026 08:27:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.24 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 FINESTRE MOBILI PENSIONE: COSA SONO, QUANTO DURANO E QUANDO PARTE DAVVERO LA PENSIONE https://www.patronato.acli.it/finestre_mobili_pensioni/ Tue, 16 Jun 2026 08:00:08 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42717 Hai raggiunto i requisiti per la pensione, fai i conti e pensi: “Ci siamo, è fatta”. E invece no. Perché tra il momento in cui maturi il diritto e il primo pagamento dell’assegno può esserci un passaggio fondamentale che spesso viene sottovalutato: la finestra mobile pensione. 

 

Finestre mobili: cosa sono e come funzionano 

La finestra mobile è un periodo di attesa obbligatorio tra il raggiungimento dei requisiti e la decorrenza effettiva della pensione. In pratica, hai già il diritto… ma non ricevi ancora il pagamento della tua pensione: hai raggiunto l’obiettivo, ma prima di “goderti il risultato” devi aspettare. 

 

Quando si applica la finestra mobile 

Oggi la finestra mobile riguarda principalmente la pensione anticipata. 

Se hai maturato: 

  • 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) 
  • 41 anni e 10 mesi (donne) 

non entri subito in pensione, devi attendere una finestra di circa 3 mesi prima che parta l’assegno. 

Questo significa che tra il momento in cui raggiungi i requisiti e il pagamento della pensione esiste uno spazio di tempo da gestire con attenzione. 

 

Durante la finestra mobile: lavorare o fermarsi? 

È una delle domande più frequenti. Durante la finestra mobile non sei obbligato a lavorare, ma devi sapere una cosa fondamentale: la pensione non viene ancora pagata 

Hai quindi due possibilità:  

  • continuare a lavorare e mantieni lo stipendio 
  • interrompere l’attività e resti senza reddito fino alla decorrenza della pensione 

 

E il rischio più grande è pensare solo ai requisiti, dimenticando la decorrenza. 

Può succedere di: 

  • smettere di lavorare troppo presto 
  • ritardare decisioni importanti 
  • trovarsi con mesi senza reddito 

È qui che si vede la differenza tra chi “arriva” e chi arriva preparato. 

 

Pensione e finestre mobili: pianificare è fondamentale 

La pensione non è un automatismo. È un percorso fatto di scelte, tempi e passaggi amministrativi.
Ogni dettaglio conta: requisiti, domanda, decorrenza e finestra mobile devono incastrarsi nel momento giusto. Per questo non conviene improvvisare.
 

Consulenza personalizzata 

Vuoi sapere quando parte davvero la tua pensione e come gestire la finestra mobile? Prenota un appuntamento con il Patronato ACLI: ti aiutiamo a pianificare ogni passaggio, senza lasciare nulla al caso. 

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ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITÀ INPS: QUALI SONO I REQUISITI GIUSTI? https://www.patronato.acli.it/assegno-invalidita-requisiti/ Tue, 09 Jun 2026 07:30:57 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42691 Se la tua capacità di lavoro si è ridotta a seguito di patologie e il medico ti ha invitato a valutare la richiesta dell’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) INPS, è importante verificare con attenzione i requisiti, contributivi e medico legali. La tutela dell’invalidità richiede infatti competenze specializzate per scongiurare il mancato riconoscimento di quello che ti spetta.  

I requisiti  

Per ottenere l’Assegno Ordinario di Invalidità INPS è necessario avere almeno 260 contributi settimanali (pari a 5 anni di contribuzione), di cui 156 settimane (3 anni) maturate nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda.
Può essere utilizzata tutta la contribuzione disponibile, compresa quella maturata all’estero, nei Paesi convenzionati con l’Italia. 

Dal punto di vista sanitario, è richiesta una riduzione della capacità lavorativa superiore ai due terzi, accertata da una Commissione medicolegale dell’INPS.  

 

Prima di presentare la domanda, devi rivolgerti al tuo medico di base per il rilascio del certificato medico telematico (il modello SS3), che viene trasmesso direttamente all’INPS.
Attenzione: l’invio del certificato non equivale alla presentazione della domanda di assegno. 

La domanda va infatti presentata all’INPS, in via telematica, integrando le informazioni necessarie per la corretta istruttoria della domanda: 

  • il numero del certificato medico SS3; 
  • i tuoi redditi e, se presente, quelli del coniuge; 
  • i dati per l’eventuale pagamento dell’assegno; 
  • le informazioni relative all’attività lavorativa. 

E se la domanda viene respinta?

Se la commissione medica dell’Inps non riconosce una riduzione della capacità lavorativa sufficiente per il riconoscimento dell’assegno la domanda viene respinta, ma è possibile fare ricorso. I nostri uffici e i nostri consulenti medico legali sono a tua disposizione per valutare se ci sono le condizioni per impugnare la respinta dell’Inps, presentare opposizione e rappresentare i tuoi interessi nei confronti dell’Inps. 

Non lasciare nulla al caso 

Quando si parla di invalidità e diritti previdenziali, una verifica accurata è fondamentale. 
Il Patronato ACLI è a tua disposizione per una consulenza personalizzata e per l’assistenza completa nella presentazione della domanda e negli adempimenti successivi. 

Puoi rivolgerti alla sede più vicina oppure prenotare un appuntamento online dal nostro sito, nella sezione Prenota il tuo appuntamento.
 

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QUANDO SI VA IN PENSIONE NEL 2026: LE REGOLE DA SAPERE PER NON SBAGLIARE https://www.patronato.acli.it/regole-pensioni-2026/ Thu, 04 Jun 2026 08:00:06 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42680 Quando potrò andare in pensione? Nel 2026 la risposta dipende da età, contributi e percorso lavorativo. La regola generale resta quella della pensione di vecchiaia:

  • 67 anni di età
  • almeno 20 anni di contributi versati

Ma questa è solo una delle possibilità. Accanto alla pensione di vecchiaia convivono forme di pensionamento anticipato, canali specifici e tutele dedicate a chi ha carriere lunghe, lavori gravosi o situazioni di particolare fragilità.

La realtà è che non esiste una data uguale per tutti. Due persone della stessa età possono avere tempi di uscita completamente diversi, a seconda dei contributi accreditati, dei periodi riscattati o figurativi e delle scelte compiute nel corso della vita lavorativa.

Affidarsi a informazioni generiche o al “sentito dire” espone a rischi concreti: ritardi inattesi, assegni inferiori alle aspettative o opportunità perse. La pensione non si improvvisa, si pianifica con anticipo.

Verificare per tempo la tua posizione contributiva ti permette di programmare il futuro, fare scelte consapevoli e difendere i tuoi diritti previdenziali.

Il Patronato ACLI è al tuo fianco per aiutarti a capire quando maturi davvero il diritto alla pensione e quale percorso è più adatto alla tua situazione, con attenzione alla persona e conoscenza delle norme INPS.

Prenota un appuntamento con il Patronato ACLI: conoscere le regole è il primo passo per tutelare il tuo futuro.

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DECORRENZA PENSIONE: QUANDO FARE LA DOMANDA PER NON PERDERE MESI (E ARRETRATI) https://www.patronato.acli.it/decorrenza_pensione/ Thu, 28 May 2026 07:30:09 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42708 Quando pensi alla pensione, immagini un momento preciso: il giorno in cui l’assegno ti viene corrisposto.

In realtà, quella data è il risultato di una serie di variabili: il momento in cui hai maturato i requisiti, l’eventuale slittamento dovuto alla finestra, la data di presentazione della domanda.

La combinazione di questi tre fattori, se non gestita bene, può causare il posticipo della pensione e la conseguente perdita di soldi.

Vediamo quindi cosa dice la legge, distinguendo tra pensione di vecchiaia e pensione anticipata.

 

 

Pensione di vecchiaia: come funziona la decorrenza e gli arretrati 

Se accedi alla pensione di vecchiaia — cioè con 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi — hai un margine di sicurezza in più. 

In questo caso, infatti, la regola è chiara: la pensione decorre dal mese successivo a quando maturi i requisiti (non si applica nessuna finestra), anche se presenti la domanda in ritardo. 

Questo significa che puoi recuperare gli arretrati (nel limite massimo di 5 anni).  

Immagina questa situazione: maturi i requisiti a gennaio, ma presenti la domanda a maggio. La pensione non parte da maggio, ma comunque da febbraio; i mesi precedenti ti vengono riconosciuti. 

È come se il sistema ti dicesse: “Avevi già maturato il diritto, quindi non devi essere penalizzato”.

Pensione anticipata: quando la domanda fa la differenza 

La logica cambia completamente con la pensione anticipata. 

Qui non conta l’età, ma i contributi: 

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini 
  • 41 anni e 10 mesi per le donne 

Dalla data di maturazione di questi requisiti occorre applicare la finestra: un periodo di attesa obbligatorio, previsto dalla legge, che fa slittare la decorrenza della pensione di alcuni mesi (variabili in base alla tipologia di attività lavorativa). Ma il punto più importante è un altro: la pensione decorre solo dopo la presentazione della domanda e non sono previsti arretrati. Se la decorrenza della pensione è marzo, ma presenti la domanda a luglio, la pensione ti sarà riconosciuta solo da agosto: tutti i mesi precedenti sono persi.

Domanda di pensione: quando conviene farla davvero 

A questo punto la domanda è inevitabile: quando fare la domanda di pensione? 

  • Per la pensione di vecchiaia hai più flessibilità, ma conviene comunque non arrivare all’ultimo giorno. 
  • Per la pensione anticipata, invece, il tempismo è decisivo: devi muoverti subito, senza ritardi, alcuni mesi in anticipo. 

La pensione è un progetto: non lasciare nulla al caso 

Oggi la pensione non è più solo un diritto da maturare. È un progetto di vita che richiede attenzione, pianificazione e consapevolezza. 

Requisiti, decorrenza, domanda: ogni passaggio deve incastrarsi nel momento giusto.

Consulenza personalizzata 

Vuoi essere sicuro di non perdere nemmeno un mese di pensione? Prenota un appuntamento con il Patronato ACLI: ti aiutiamo a scegliere il momento giusto per la domanda e a costruire un percorso senza errori.

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PENSIONE DI VECCHIAIA: SEI SICURO DI AVERE I 20 ANNI DI CONTRIBUTI? https://www.patronato.acli.it/pensione-contributi/ Tue, 26 May 2026 07:30:20 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42658 Se sei prossimo ai 67 anni e stai attendendo la pensione di vecchiaia, potresti aver bisogno di una nuova verifica contributiva. Spesso, infatti, non è chiaro se si raggiungono i 20 anni di contributi richiesti, soprattutto in presenza di periodi di malattia, disoccupazione o altre interruzioni lavorative. È una situazione frequente e non va mai sottovalutata. 

Per accedere alla pensione di vecchiaia, oltre all’età anagrafica, è necessario soddisfare il requisito contributivo. Ciò che non sempre è noto è che ai contributi versati possono sommarsi anche i contributi figurativi: contributi “virtuali” accreditati dall’INPS, senza costi, che possono risultare determinanti ai fini pensionistici. 

 

Sono coperti da contribuzione figurativa, ad esempio: 

  • malattia, infortunio, maternità e congedi parentali; 
  • cassa integrazione e permessi o congedi per handicap; 
  • disoccupazione con indennità Naspi;
  • servizio militare obbligatorio. 

In alcuni casi l’accredito dei contributi figurativi è automatico, in altri è necessario presentare una domanda all’INPS. Ed è proprio in questa fase che un controllo accurato può evitare errori o ritardi. 

Quando si parla di pensione e diritti previdenziali, nulla dovrebbe essere lasciato al caso. 

Consulenza personalizzata  

Il Patronato ACLI è a tua disposizione per una consulenza personalizzata sulla pensione e per la verifica completa della tua posizione contributiva. Puoi rivolgerti direttamente alla sede oppure prenotare un appuntamento online dal nostro sito, nella sezione Prenota il tuo appuntamento. 

Prenderti cura oggi della tua pensione significa tutelare il tuo futuro.

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QUOTA 103 NEL 2026: COSA CAMBIA E PERCHÈ SCEGLIERE CON CONSAPEVOLEZZA https://www.patronato.acli.it/quota-103-cosa-cambia/ Thu, 21 May 2026 08:00:55 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42650 Quota 103 resta una delle possibilità di pensionamento anticipato anche nel 2026, ma non è una scorciatoia valida per tutti. Riguarda solo i lavoratori che hanno maturato i requisiti (62 anni di età e 41 di contributi) entro il 31 dicembre 2025 che possono ancora andare in pensione nel 2026 grazie alla “cristallizzazione del diritto”. 

È una misura che va compresa fino in fondo, perché i requisiti sono chiari, ma gli effetti sull’importo dell’assegno sono da valutare con molta attenzione. 

Per accedere a Quota 103 servono: 

  • 62 anni di età 
  • 41 anni di contributi effettivi 

Il diritto alla pensione scatta solo dopo le finestre di decorrenza previste, che possono far slittare di alcuni mesi l’erogazione del primo assegno. Inoltre, la scelta di Quota 103 può comportare limitazioni all’importo della pensione fino al raggiungimento dell’età prevista per la vecchiaia, con effetti da valutare attentamente nel medio-lungo periodo. 

Molti lavoratori si accorgono solo all’ultimo che Quota 103 non è la soluzione più adatta alla propria storia contributiva. In altri casi, attendere pochi mesi o valutare un canale diverso può significare una pensione più elevata, in linea con le proprie aspettative. 

Arrivare preparato è fondamentale. Significa conoscere le regole, verificare i contributi realmente utili e comprendere le conseguenze economiche di ogni scelta, evitando decisioni affrettate. 

Il Patronato ACLI ti aiuta a fare chiarezza: analizza la tua posizione INPS, confronta le alternative disponibili e ti accompagna in una scelta consapevole, costruita sulla tua situazione personale e lavorativa. 

Prenota un appuntamento con il Patronato ACLI: conoscere bene Quota 103 oggi significa proteggere il tuo domani.

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PENSIONE AI SUPERSTITI: COSA SAPERE NEL 2026 https://www.patronato.acli.it/pensione-ai-superstiti-2026/ Tue, 19 May 2026 09:00:43 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42383 Quando una persona cara viene a mancare, oltre al dolore si aprono spesso dubbi e preoccupazioni pratiche. In questi momenti, sapere quali tutele esistono può fare davvero la differenza.
Tra queste c’è la pensione ai superstiti, una prestazione che garantisce continuità economica alla famiglia del lavoratore o del pensionato deceduto.

Si tratta di un sostegno importante, che può assumere due forme:

  • pensione di reversibilità, quando la persona era già pensionata;
  • pensione indiretta, quando era assicurata ma non ancora in pensione.

 

A chi spetta 

Il primo soggetto tutelato è il coniuge o la persona unita civilmente. Anche in caso di separazione il diritto rimane, mentre per l’ex coniuge divorziato il diritto c’è solo se percepisce l’assegno divorzile e non si è risposato.

Se invece il coniuge superstite decide di contrarre un nuovo matrimonio, la pensione si interrompe, ma lo Stato riconosce un assegno una tantum: una somma pari a due annualità della quota che percepiva, comprensiva della tredicesima.

Accanto al coniuge, hanno diritto anche i figli, purché risultino a carico. Il diritto vale per i minorenni, per gli studenti (fino a 21 anni se frequentano la scuola superiore, 26 se iscritti all’università) e per i figli inabili.

Quando non ci sono né coniuge né figli, la tutela si estende ad altri familiari stretti che dipendevano economicamente dal defunto: genitorifratelli o sorelle che non abbiano una pensione e risultino inabili o comunque a carico.

 

Da quando decorre 

La prestazione parte sempre dal primo giorno del mese successivo al decesso. Un meccanismo semplice, pensato per evitare vuoti economici troppo lunghi.

 

Quanto spetta 

L’importo non è fisso: rappresenta una percentuale della pensione che la persona percepiva (o avrebbe percepito). La quota varia in base alla composizione del nucleo familiare:

  • coniuge solo: 60%;
  • coniuge e un figlio: 80%;
  • coniuge e due o più figli: 100%.

Se invece non c’è il coniuge, per i figli si parte dal 70% (uno), 80% (due) e 100% (tre o più).
Per genitori, fratelli o sorelle, le percentuali sono più basse, perché pensate come tutela residuale.

I limiti di reddito 2026

Il reddito del beneficiario può incidere sull’importo, la norma prevede tre soglie oltre le quali la pensione viene ridotta:

  • fino a 23.862,15 euro: nessuna riduzione;
  • tra 23.862,15 e 31.816,20 euro: – 25%;
  • tra 31.816,20 e 39.769,25 euro: – 40%;
  • oltre 39.769,25 euro: – 50%.

Sono considerati tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre pensioni, lavoro dipendente o autonomo, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali. C’è però un’eccezione significativa: se nel nucleo sono presenti figli minorenni, studenti o inabili, le riduzioni non si applicano.

 

Il Patronato ACLI ti accompagna 

In un momento già complesso di per sé, districarsi tra norme, percentuali e documenti può sembrare faticoso. Per questo gli Operatori del Patronato ACLI sono pronti ad aiutarti, passo dopo passo, nell’invio della domanda all’INPS e nella verifica dei tuoi diritti: Trova la sede più vicina a te 

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PENSIONE COMPLEMENTARE, FONDO PENSIONE E NUOVA ASSUNZIONE: LE NOVITÀ DAL 2026 https://www.patronato.acli.it/pensione-complementare/ Thu, 14 May 2026 09:00:39 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42581

Le novità introdotte dalla legge di bilancio 2026 in materia di previdenza complementare riguardano anche i lavoratori che alla data di entrata in vigore avevano già avuto altre precedenti esperienze lavorative.

La normativa prevede che in occasione di una nuova assunzione il datore di lavoro abbia l’obbligo di verificare se il lavoratore che sta per assumere abbia già avuto precedenti esperienze e se abbia in passato aderito o meno ad un fondo di previdenza complementare.

Ciò per evitare che chi aderisce alla previdenza complementare in un rapporto di lavoro, opti per la scelta contraria nel rapporto di lavoro successivo generando confusione oltre che una situazione di illeggittimità.

Dal 1 luglio 2026 Il datore di lavoro è tenuto a verificare queste circostanze e consegnare un’informativa al lavoratore sugli accordi collettivi applicabili in tema di previdenza complementare e a verificare quale sia stata la scelta in precedenza compiuta dal lavoratore in merito alla previdenza complementare.

Qualora il lavoratore avesse in passato aderito a una forma pensionistica complementare, avrà a disposizione 60 giorni dalla data di assunzione per esprimersi ed indicare a quale conferire il TFR maturando da tale data. (se mantenere lo stesso fondo oppure sceglierne un altro).

Nel caso di lavoratori di prima iscrizione alla previdenza obbligatoria in data antecedente al 29 aprile 1993 (c.d. “vecchi iscritti”) per i quali gli accordi non prevedano la destinazione del TFR a previdenza complementare, qualora non vogliano devolvere l’intero proprio TFR maturando, potranno comunicare nello stesso termine di 60 giorni la volontà di conferimento del TFR in misura non inferiore al 50 per cento.

A partire dal 1 luglio 2026, se vieni assunto e hai già avuto esperienze lavorative aderendo ad un fondo di previdenza complementare il Patronato Acli è a tua disposizione per offrirti un’informazione e assistenza personalizzata, aiutarti a verificare la tua situazione nonché ad orientarti circa la scelta del fondo pensione più confacente alle tue esigenze.

Puoi fissare un appuntamento in autonomia direttamente sul nostro sito, nella sezione

 

Prenota il tuo Appuntamento.

Non esitare a contattarci per far valere i tuoi diritti.

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CITTADINANZA ITALIANA: VERIFICA SE PUOI PRESENTARE LA RICHIESTA https://www.patronato.acli.it/cittadinanza-italiana-richiesta/ Wed, 13 May 2026 08:00:09 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42670 La cittadinanza italiana non si acquisisce automaticamente: è sempre necessario presentare una domanda. In alcuni casi la cittadinanza viene concessa dallo Stato, in altri è un vero e proprio diritto riconosciuto dalla legge.

Non tutte le domande di cittadinanza, infatti, sono uguali:

  • la richiesta di cittadinanza per residenza è una concessione dello Stato;
  • la richiesta di cittadinanza per matrimonio e quella presentata al compimento dei 18 anni da chi è nato in Italia rientrano invece tra i diritti previsti dalla normativa.

Per questo ti proponiamo un breve check-up informativo: se ti riconosci in una delle situazioni elencate di seguito, potresti avere già i requisiti per richiedere la cittadinanza italiana.

CHECK-UP CITTADINANZA

[] Provieni da un paese non europeo e hai residenza in Italia da almeno dieci anni?

[] Provieni da un paese europeo e vivi in Italia da almeno quattro anni?

[] Sei rifugiato/a o hai la protezione internazionale con residenza in Italia da almeno cinque anni?

[] Sei sposato/a o unito/a civilmente a con una persona italiana e risiedi in Italia da almeno due anni?

[] Sei sposato/a o unito/a civilmente a con una persona italiana, avete figli e risiedi in Italia da almeno un anno?

Se hai risposto “SI” a una delle domande del Check-up Cittadinanza, potresti avviare la richiesta per ottenere la cittadinanza italiana: Prenota il tuo appuntamento oppure Trova la sede più vicina.

 

Per comprendere meglio le diverse situazioni e orientarti tra le possibili opzioni, ti invitiamo a proseguire con la lettura della news.

 

La richiesta di cittadinanza per residenza

Ai fini della richiesta di cittadinanza italiana bisogna dimostrare un periodo di residenza in Italia. Il periodo può variare:

  Anni di residenza richiesti
Cittadini non UE 10 anni
Cittadini UE 4 anni
Rifugiati 5 anni
Nati in Italia (senza residenza continuativa) 3 anni
Figli maggiorenni di italiani naturalizzati 5 anni

Sono previsti inoltre altri requisiti:

  • Reddito sufficiente
  • Lingua italiana: livello minimo B1 (con alcune esenzioni)
  • Certificati esteri: certificato o atto di nascita e certificato penale del Paese di origine

 

La richiesta di cittadinanza per matrimonio/unione civile con cittadino italiano 

Nel caso della cittadinanza per matrimonio o unione civile, il periodo di residenza richiesto varia in base alla situazione familiare.

Situazione Anni di residenza richiesti
Matrimonio o unione civile con cittadino italiano 2 anni (per i naturalizzati: maturati dalla data del giuramento)
Se ci sono figli nati o adottati dalla coppia 1 anno

Per la cittadinanza per matrimonio o unione civile non è necessario dimostrare il reddito.

 

La richiesta di cittadinanza per nascita in Italia

Il Comune deve inviare una lettera di invito a presentare la richiesta ai neo18enni nati in Italia che hanno i requisiti:

Requisito Residenza continuativa in Italia dalla nascita fino ai 18 anni
Quando fare domanda Fra i 18 e i 19 anni
Reddito Non richiesto
Dove Comune di residenza

 

Per una consulenza personalizzata

Ti aspettiamo nei nostri uffici: ti aiuteremo a verificare se hai i requisiti e ti guideremo nella richiesta della cittadinanza italiana, con una consulenza personalizzata per la tutela dei tuoi diritti. Prenota il tuo appuntamento oppure Trova la sede più vicina.

 

 

Marianna Borroni

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ADEGUAMENTO DAL 2027 DEI REQUISITI PENSIONISTICI ALLA SPERANZA DI VITA https://www.patronato.acli.it/pensioni/ Tue, 12 May 2026 09:00:30 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42577

Aumento della speranza di vita: che cosa significa esattamente questa espressione? Indica che il nostro paese offre accesso alle cure e garantisce un tenore di vita che, pur con le dovute eccezioni, consente di vivere più a lungo. Questo incide, ovviamente, sulla spesa pensionistica, determinandone un aumento e la necessità di contenerla, che ha portato, più volte, allo spostamento in avanti dell’età pensionabile.

La legge Fornero aveva previsto un innalzamento dell’età pensionabile proprio in base al principio dell’aumento dell’aspettativa di vita. Negli ultimi 8 anni, però, il requisito pensionistico era sempre stato “congelato”: 67 anni per la pensione di vecchiaia sia per uomini che per donne; 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, con successiva apertura della finestra mobile per la pensione di anzianità contributiva.

In seguito alla conferma dell’Istat circa l’aumento progressivo della speranza di vita per gli italiani, il governo ha deciso di procedere alzando i requisiti richiesti per l’accesso alla pensione. La novità più evidente e temuta della legge di Bilancio 2026 dispiegherà i propri effetti dal prossimo anno, nel biennio 2027-2029.

Anno 2027

  • Pensione di vecchiaia: almeno 20 anni di contributi al compimento di 67 anni e 1 mese, requisito comune per uomini e donne.
  • Pensione di anzianità contributiva: 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne.
  • Assegno sociale: al compimento di 67 anni e 1 mese, con determinati requisiti reddituali.

A partire dal 2028, tali decorrenze slitteranno di ulteriori due mesi e di altri tre nel 2029.

Questi aggiornamenti riguardano la maggior parte dei lavoratori, con eccezioni per lavoratori precoci, addetti a mansioni particolarmente gravose e usuranti.

La legge di Bilancio 2026 prevede inoltre la conferma dell’anticipo pensionistico Ape social, ma non riconferma le pensioni anticipate Opzione Donna e Quota 103.

Una consulenza personalizzata fa la differenza

Le regole pensionistiche sono articolate e ogni carriera lavorativa è diversa. Per questo, è fondamentale una valutazione personalizzata che tenga conto dell’età, della contribuzione maturata e delle diverse opzioni disponibili. È possibile richiedere una consulenza previdenziale personalizzata per analizzare la propria situazione e pianificare il pensionamento.

L’appuntamento può essere prenotato direttamente dal sito web, nella sezione Prenota il tuo appuntamento, oppure contattando la sede del Patronato ACLI più vicina.

 

Ilenia Curti
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