Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Tue, 31 Mar 2026 08:53:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.24 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 COME TUTELARSI IN CASO DI MALATTIA PROFESSIONALE https://www.patronato.acli.it/come-tutelarsi-in-caso-di-malattia-professionale/ Thu, 09 Apr 2026 09:00:59 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42379 Una malattia si definisce professionale quando insorge a causa del lavoro svolto nel corso degli anni. Non deriva da un incidente improvviso (come l’infortunio) ma da un’esposizione prolungata ad un determinato fattore di rischio connesso all’attività lavorativa. Ciò accade ad esempio, quando si lavora per anni nella stessa mansione.

 

Le patologie più comuni sono quelle che riguardano movimenti ripetitivi, posture scorrette, movimentazione manuale di carichi (patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, quali ernie discali, discopatie, tendiniti, tunnel carpale, ecc. ecc.). In altre situazioni è l’ambiente lavorativo a determinare l’insorgenza delle patologie, ad esempio a causa di macchinari rumorosi (sordità), oppure contatto con sostanze nocive (che possono provocare anche patologie oncologiche come nel caso dell’amianto) o polveri (problemi respiratori). Ma le situazioni interessate sono molte di più; infatti, negli ultimi anni l’Inail sta registrando un costante incremento delle casistiche segnalate.

Quando si parla di malattia professionale 

L’elemento chiave quando si parla di malattie professionali, è quindi il legame tra attività lavorativa e malattia, che può emergere anche dopo molti anni di lavoro. Questo porta molto spesso a sottovalutare le proprie patologie e ad “accettarle” come una normale conseguenza (“il mio lavoro è così!” sentiamo spesso dire), senza attivarsi per la propria tutela.

Tutelarsi, significa anzitutto attivarsi non appena la patologia viene chiaramente diagnosticaÈ importante non affrontare la cosa da soli, ma rivolgersi al Patronato, poiché il riconoscimento di una malattia professionale richiede passaggi ben determinati.

Assistenza medico-legale 

È bene quindi sapere che, con i suoi medici-legali e i suoi operatori, il Patronato può fornire tutta l’assistenza necessaria a partire dal certificato per avviare la richiesta, passando per la ricostruzione precisa del lavoro e delle mansioni svolte e fino alla valutazione della risposta trasmessa dall’Inail.

Il riconoscimento della malattia professionale da parte dell’Inail può comportare indennizzi economici che variano in base alla percentuale di danno (da un importo una tantum ad una rendita mensile), ma sono previsti anche rimborsi di spese e cure sanitarie, la fornitura di ausili e protesi ecc.. Non si tratta di “favori”, ma di diritti!

Per la tutela dei tuoi diritti 

Se il lavoro ti ha causato una patologia, è un tuo diritto tutelarti e farlo nel modo giusto può fare la differenza.  La tua salute e i tuoi diritti sono al centro del nostro impegno. Con la nuova modalità di segnalazione, ti offriamo un servizio più rapido, accessibile e vicino alle tue esigenze.

 

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Massimo Calestani
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RICOSTITUZIONE DELLA PENSIONE: QUANDO E PERCHÉ PUÒ CAMBIARE L’IMPORTO https://www.patronato.acli.it/ricostituzione-della-pensione-2/ Tue, 31 Mar 2026 08:53:43 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42317

 

Dopo la liquidazione della pensione può accadere che l’importo riconosciuto non rispecchi pienamente tutta la contribuzione maturata nel corso della vita lavorativa. In questi casi, la normativa prevede uno strumento importante di tutela: la ricostituzione della pensione.

La ricostituzione consente di ricalcolare l’importo della pensione, entro i termini stabiliti dalla legge, valorizzando contributi – obbligatori, figurativi o da riscatto – versati o maturati prima della decorrenza della pensione, ma non valutati correttamente al momento della prima liquidazione.

 

Cosa comporta la ricostituzione della pensione 

Con la ricostituzione contributiva si procede a una verifica completa della posizione previdenziale e al ricalcolo della pensione, come se si trattasse di una nuova liquidazione.

Se l’esito è positivo, le variazioni dell’importo operano dalla decorrenza originaria della pensione; questo significa che, oltre all’aumento dell’assegno mensile, possono essere riconosciuti anche arretrati.

 

La ricostituzione può avere effetti complessi 

È importante sapere che la ricostituzione non è sempre neutra.
In alcuni casi, infatti, durante l’istruttoria possono essere rideterminati periodi di contribuzione che erano stati valutati nella prima liquidazione. Questo può comportare:

  • una modifica della decorrenza originaria della pensione;
  • oppure, nei casi più critici, la riduzione dell’importo della prestazione.

Proprio per questo motivo, la domanda di ricostituzione va sempre valutata con attenzione, evitando iniziative faidate.

 

Quando presentare la domanda di ricostituzione 

La domanda di ricostituzione può essere presentata in qualsiasi momento, ma è fondamentale agire tempestivamente per evitare che gli arretrati cadano in prescrizione.

 

Una verifica che tutela i tuoi diritti 

Ogni situazione previdenziale è diversa. La ricostituzione della pensione può rappresentare un’opportunità importante, ma anche un passaggio delicato, che richiede competenza e attenzione.

Per questo il Patronato ACLI è al tuo fianco per offrirti una consulenza previdenziale chiara e personalizzata, aiutandoti a:

  • verificare se hai diritto alla ricostituzione della tua pensione;
  • ricostruire correttamente la tua posizione contributiva;
  • valutare benefici e possibili effetti della domanda;
  • presentare la pratica in modo corretto e completo;
  • tutelare pienamente i tuoi diritti previdenziali.

 

Contatta la sede del Patronato ACLI più vicina o prenota un appuntamento per una consulenza dedicata: insieme possiamo verificare se la ricostituzione della pensione è una scelta utile e conveniente per te.

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PENSIONE SUPPLEMENTARE: QUANDO I CONTRIBUTI DIVENTANO UN DIRITTO https://www.patronato.acli.it/pensione-supplementare-diritti/ Tue, 24 Mar 2026 10:00:16 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42312 Nel corso della vita lavorativa può capitare di versare contributi in più gestioni previdenziali. Non sempre, però, questi contributi sono sufficienti a dare diritto a una seconda pensione autonoma. Questo non significa che vadano persi.

In molti casi, infatti, possono trasformarsi in un diritto attraverso la pensione supplementare.

La pensione supplementare è una prestazione economica concessa a domanda ed è rivolta a chi è già titolare di una pensione principale, ma ha versato contributi anche in altre gestioni previdenziali, senza aver maturato i requisiti necessari per una pensione autonoma aggiuntiva.

In sostanza, la pensione supplementare permette di valorizzare contributi che altrimenti resterebbero inutilizzati, riconoscendo un beneficio economico che si affianca alla pensione già in pagamento.

Chi può richiedere la pensione supplementare 

La pensione supplementare può essere riconosciuta: al pensionato, per i contributi versati in una gestione diversa da quella che ha dato origine alla pensione principale; ai familiari superstiti, in presenza di specifiche condizioni.

In particolare, i superstiti possono averne diritto quando non riescono a ottenere una pensione autonoma indiretta nella gestione in cui il lavoratore deceduto aveva versato i contributi, ma risultano titolari di una pensione ai superstiti a carico di un’altra gestione previdenziale.

 

Le diverse tipologie di pensione supplementare 

La normativa prevede tre tipologie di pensione supplementare, che si distinguono in base alla situazione personale e ai requisiti posseduti:

  • pensione supplementare di vecchiaia;
  • pensione supplementare di invalidità;
  • pensione supplementare ai superstiti.

Ogni tipologia ha regole specifiche. Per questo motivo è importante valutare con attenzione il singolo caso, tenendo conto della storia contributiva e della posizione previdenziale complessiva.

 

Da quando decorre la pensione supplementare 

La decorrenza della pensione supplementare varia a seconda del tipo di prestazione richiesta:

  • per la pensione supplementare di vecchiaia, decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda;
  • per la pensione supplementare di invalidità, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda oppure, se successivo, dal riconoscimento del requisito sanitario;
  • per la pensione supplementare ai superstiti, decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso.

 

La pensione supplementare non è automatica 

La pensione supplementare non viene riconosciuta automaticamente.
È sempre necessario presentare una domanda, dopo una verifica accurata della propria posizione contributiva e previdenziale.

Molti cittadini non sanno di avere questo diritto o rinunciano inconsapevolmente a somme che spettano loro, semplicemente perché non hanno ricevuto le informazioni corrette o non hanno effettuato i controlli necessari.

 

Verificare il tuo diritto 

Il Patronato ACLI è al tuo fianco per offrirti una consulenza previdenziale chiara e su misura, aiutandoti a:

  • verificare se hai diritto alla pensione supplementare;
  • ricostruire correttamente la tua posizione contributiva;
  • presentare la domanda in modo corretto e completo;
  • tutelare i tuoi diritti.

 

Contatta la sede del Patronato ACLI più vicina o prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.

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EMERGENZA UCRAINA: PERMESSO PROTEZIONE TEMPORANEA https://www.patronato.acli.it/emergenza-ucraina-permesso-protezione-temporanea/ Tue, 24 Mar 2026 09:46:48 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42476

Hai un permesso per protezione temporanea? Controlla la scadenza e rinnovalo! 

I cittadini ucraini e i cittadini stranieri residenti in Ucraina fuggiti dal conflitto in corso che hanno trovato riparo in Italia in data successiva al 24 febbraio 2022 hanno ora la necessità di rinnovare il proprio titolo di soggiorno scaduto il 4 marzo 2026. La richiesta di rinnovo va presentata direttamente alla Questura competente e prevede il pagamento di 30,46 euro per il rilascio del tesserino elettronico e il pagamento della marca da bollo da 16 euro.

 

 

Con la Legge n. 26 del 27 febbraio 2026 è stata confermata la proroga del diritto a godere della protezione temporanea fino al 4 marzo 2027.

Tale disposizione ribadisce gli impegni assunti dalla Decisione del Consiglio di Europa verso i profughi dall’Ucraina accolti nei Paesi UE.

Protezione speciale 

Si fa presente, inoltre, che i permessi per protezione speciale rilasciati ai cittadini ucraini che erano già presenti in Italia prima dello scoppio del conflitto e impossibilitati a fare ritorno in Ucraina, vengono anch’essi rinnovati con la stessa tempistica (4 marzo 2027) sempre a seguito di domanda di rinnovo presentata direttamente alla Questura competente per territorio.

Conversione 

Si ricorda, infine, che i titolari di un permesso di protezione temporanea possono, in presenza di un contratto di lavoro, convertire il proprio permesso in un permesso per motivi di lavoro. La domanda da presentare alla Questura territorialmente competente prevede inoltre il pagamento del contributo (di 40 o 50 euro a seconda della durata del contratto di lavoro se a tempo indeterminato o determinato), nonché gli importi relativi al tesserino elettronico e la marca da bollo.

Consulenza personalizzata 

Per un orientamento sulle procedure per il rinnovo o per la verifica sulla presenza dei requisiti per la conversione del permesso per protezione temporanea, il Patronato ACLI è a tua disposizione, non esitare a contattarci presso gli uffici nella tua provincia. Trova la sede più vicina.

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INFORTUNIO SUL LAVORO: COME TUTELARE I TUOI DIRITTI https://www.patronato.acli.it/infortunio-sul-lavoro-2/ Thu, 19 Mar 2026 10:00:35 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42308 Si parla di infortunio sul lavoro quando un danno alla salute (lesione) è causato da un evento improvviso (causa violenta) che si verifica in occasione di lavoro. Con l’espressione “occasione di lavoro” s’intende non solo tutto ciò che riguarda l’attività lavorativa in senso stretto, ma anche ciò che è obbligatoriamente connesso con essa (pensiamo agli infortuni in itinere che si possono verificare nel tragitto tra abitazione e luogo di lavoro, oppure a eventi che possono accadere durante le pause “fisiologiche”, ovvero situazioni particolari, comunque legate all’attività lavorativa, come risse, rapine o aggressioni, ecc.).

Più in generale, può trattarsi di una caduta, un taglio, uno schiacciamento, una distorsione, un colpo ricevuto, una bruciatura, una reazione dal contatto con una sostanza nociva, un’infezione da parassiti o batteri (come non pensare ai contagi in ambito lavorativo da Covid 19?), uno sforzo “eccezionale”, e molto altro ancora.

E’ fondamentale, nel momento in cui si verifica un infortunio, rivolgersi al Pronto Soccorso o al proprio medico e fin da subito comunicare chiaramente che si è trattato di un infortunio sul lavoro, spiegando con precisione la dinamica. Sottovalutare la cosa o “resistere” per non creare problemi è un errore che può costare caro, sia per la propria salute che per la tutela dei propri diritti.

Il secondo passaggio consiste nel consegnare tempestivamente il primo certificato di infortunio al datore di lavoro. Un ritardo nell’invio del certificato può comportare la perdita del diritto all’indennità sostitutiva della retribuzione per i giorni precedenti a quello in cui il certificato giunge al datore di lavoro.

È essenziale anche conservare con cura la documentazione: certificati medici, referti, eventuali documenti di lavoro. Possono risultare importanti anche eventuali testimonianze di colleghi o altre persone presenti al momento dell’infortunio; infatti, in caso di “contestazioni” riguardanti l’occasione di lavoro, può diventare necessario dover documentare l’accaduto. Una descrizione errata dei fatti, un ritardo nelle comunicazioni o documenti incompleti possono compromettere il riconoscimento del caso da parte dell’Inail e quindi l’impossibilità ad accedere alle tutele previste.

Anche per questi motivi, conviene rivolgersi prima possibile al Patronato ACLI (e non solo dopo che l’infortunio si è chiuso), L’assistenza degli operatori e dei medici legali del Patronato ACLI consente di gestire la pratica in modo corretto fin dall’inizio, evitando errori e tutelando i propri diritti.

Il riconoscimento del caso da parte dell’Inail comporta l’attivazione di tutte le prestazioni previste dalla normativa: l’indennità per inabilità temporanea assoluta (sostitutiva della retribuzione), le esenzioni dal ticket, i rimborsi di spese e cure sanitarie, la fornitura di protesi e ausili e infine, in caso di danni permanenti, gli indennizzi economici che variano in base alla percentuale di danno riconosciuto (da un importo una tantum ad una rendita mensile).

Segnala il tuo caso 

Se hai subìto un infortunio sul lavoro, non attendere, contatta il Patronato ACLI: è un tuo diritto tutelarti e farlo nel modo giusto può fare la differenza. 

La tua salute e i tuoi diritti sono al centro del nostro impegno. Con la nuova modalità di segnalazione, ti offriamo un servizio più rapido, accessibile e vicino alle tue esigenze.

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Massimo Calestani

 

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RINNOVATO IL CCNL LAVORO DOMESTICO: PIÙ TUTELE E AUMENTI PER LAVORATORI E FAMIGLIE https://www.patronato.acli.it/ccnl-lavoro-domestico/ Tue, 17 Mar 2026 10:00:46 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42304 Dal 1° novembre 2025 nuove regole, stipendi più alti e maggiore riconoscimento sociale. Il settore del lavoro domestico cambia volto con il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico, firmato il 28 ottobre 2025 dopo oltre due anni di attesa. Il nuovo CCNL, valido dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028, porta significativi aumenti salariali – fino a 100 euro mensili per il livello BS, distribuiti in quattro tranche – e rafforza il meccanismo di adeguamento al costo della vita, portando la rivalutazione dei minimi retributivi al 90% dell’indice ISTAT.

Tra le novità più rilevanti ci sono la valorizzazione della certificazione UNI 11766:2019, con indennità maggiorata, più garanzie su maternità, disabilità familiare e formazione, e l’introduzione della nuova festività nazionale del 4 ottobre dedicata a San Francesco d’Assisi. Il contratto punta anche a contrastare il lavoro irregolare, promuovendo la cultura della regolarizzazione e ridefinendo la figura dell’assistente familiare come professionista qualificato, essenziale in una società italiana che invecchia e ha sempre più bisogno di assistenza domiciliare.

Il nuovo CCNL rappresenta un passo importante nel riconoscimento sociale e nella valorizzazione del lavoro domestico e di cura, strategico per il benessere e la qualità della vita delle famiglie italiane.

Per una informazione qualificata e per una gestione completa del contratto di Lavoro Domestico, puoi rivolgerti agli operatori dello sportello Lavoro Domestico del Patronato Acli più vicino a te.

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ITALIANI ALL’ESTERO: DA GIUGNO SARÀ POSSIBILE RICHIEDERE LA CARTA D’IDENTITÀ ELETTRONICA IN QUALSIASI COMUNE https://www.patronato.acli.it/carta-didentita-elettronica/ Thu, 12 Mar 2026 10:00:50 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42301 Se vivi all’estero e sei cittadino italiano, devi sapere che le vecchie carte d’identità cartacee non saranno più valide dal 3 agosto 2026, anche se la data di scadenza è successiva.

Questa novità arriva perché l’Unione Europea ha stabilito regole uguali per tutti i Paesi membri. Così, il Ministero dell’Interno ha deciso di eliminare la carta d’identità cartacea e passare a quella elettronica.

Per chi abita in Italia, il cambio è stato graduale, perché la carta d’identità elettronica esiste già da anni. Per chi vive all’estero, invece, la situazione è più complicata: nei Paesi dove non serve il passaporto, una carta d’identità scaduta può lasciare senza documenti validi.

I consolati all’estero sono spesso molto occupati, quindi fissare un appuntamento per rinnovare la carta d’identità può richiedere mesi. Per questo, molti italiani che vivono fuori preferiscono rinnovare la carta d’identità quando tornano in Italia, presso il Comune. Ecco perché tanti residenti all’estero hanno ancora la versione cartacea.

Finora, i Comuni potevano dare ai residenti all’estero solo la carta d’identità cartacea. Ora, dopo una nuova legge approvata al Senato, dal 1° giugno 2026 anche chi vive fuori potrà richiedere la carta d’identità elettronica (CIE) in qualsiasi Comune. Le istruzioni precise saranno comunicate presto dai Ministeri competenti.

Per altre informazioni, puoi rivolgerti alla sede del Patronato ACLI più vicina a te.

 

Alessandro Milani
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PENSIONE DI VECCHIAIA: REQUISITI CONFERMATI FINO AL 2026, COSA SAPERE https://www.patronato.acli.it/pensione-di-vecchiaia-aggiornamento/ Tue, 10 Mar 2026 10:00:20 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42294 La Legge di Stabilità ha confermato anche per il 2026 le regole attualmente in vigore per l’accesso alla pensione di vecchiaia, offrendo continuità e maggiore certezza a lavoratori e lavoratrici che stanno pianificando il proprio pensionamento.

I requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2026 

Per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia restano necessari:

  • 67 anni di età
  • almeno 20 anni di contributi

Per chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, ed è quindi interamente nel sistema contributivo, è previsto un ulteriore requisito: l’importo della pensione maturata deve essere pari almeno all’Assegno Sociale, che nel 2026 è fissato a 546,24 euro.

Fino al 31 dicembre 2026 non sono previsti incrementi dei requisiti anagrafici. Gli adeguamenti legati alla speranza di vita inizieranno ad applicarsi, in modo parziale, dal 2027, quando l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese.

 

Lavoratori con contributi antecedenti al 1° gennaio 1996 

I lavoratori e le lavoratrici che possono vantare contributi al 31 dicembre 1995 rientrano nel cosiddetto sistema misto, che combina il calcolo retributivo e contributivo.

Per loro, il diritto alla pensione di vecchiaia matura con:

  • 67 anni di età (con eventuali adeguamenti dal 2027);
  • almeno 20 anni di contributi, considerando tutta la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo: da lavoro, da riscatto, volontaria e figurativa.

 

Lavoratori con contributi successivi al 1° gennaio 1996 

Chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 può accedere alla pensione di vecchiaia:

  • 67 anni di età, con almeno 20 anni di contributi, a condizione che l’importo della pensione sia pari all’Assegno Sociale;
  • in alternativa, al compimento dei 71 anni di età, con almeno 5 anni di contribuzione effettiva, indipendentemente dall’importo della pensione maturata.

 

Lavoro e pensione: cosa sapere 

Per ottenere la pensione di vecchiaia è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.
Non è invece necessaria la cessazione dell’attività per chi svolge lavoro autonomo o parasubordinato.

 

Una consulenza personalizzata fa la differenza 

Le regole pensionistiche sono articolate e ogni carriera lavorativa è diversa. Per questo è fondamentale una valutazione personalizzata, che tenga conto dell’età, della contribuzione maturata e delle diverse opzioni disponibili. È possibile richiedere una consulenza previdenziale personalizzata per analizzare la propria situazione e pianificare il pensionamento.

L’appuntamento può essere prenotato direttamente dal sito web, nella sezione Prenota il tuo appuntamento, oppure contattando la sede del Patronato ACLI più vicina.

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LEGGE DI BILANCIO 2026: NOVITÀ PENSIONISTICHE IN BREVE https://www.patronato.acli.it/novita-pensionistiche-2026/ Thu, 05 Mar 2026 10:00:49 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42288 Poche e circoscritte le novità in ambito pensionistico introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, in vigore dal 1° gennaio. La manovra, da un lato, conferma l’Ape Sociale come misura-ponte di flessibilità in uscita dal lavoro e, dall’altro, non rinnova né la Pensione Anticipata Flessibile (c.d. Quota 103) né Opzione Donna, che rimarranno operative soltanto per coloro che abbiano maturato i requisiti rispettivamente entro il 31.12.2025 (Quota 103) e il 31.12.2024 (Opzione donna).

L’Ape Sociale viene invece confermata alle stesse condizioni vigenti lo scorso anno, per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2026. L’indennità è riconosciuta ai soggetti con almeno 63 anni e 5 mesi di età che rientrano in una delle seguenti categorie:

 

  1. disoccupati per licenziamento o dimissioni per giusta causa, oppure per scadenza del termine del contratto a tempo determinato con almeno 18 mesi di lavoro negli ultimi 3 anni, che abbiano fruito integralmente della Naspi;
  2. lavoratori che assistano un familiare convivente disabile grave (c.d. caregiver) da almeno sei mesi;
  3. invalidi civili in misura pari o superiore al 74%;
  4. lavoratori dipendenti che svolgono, da almeno sette anni negli ultimi dieci oppure sei negli ultimi sette, attività “gravose” (ad esempio magazzinieri, addetti alle pulizie, ecc.).

 

Per le prime 3 categorie l’accesso al beneficio è subordinato al possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, mentre per i lavoratori impegnati in attività “gravose” il requisito contributivo è elevato a 36 (per gli operai edili e i ceramisti è sufficiente un’anzianità contributiva di 32 anni).

Confermato anche, per le lavoratrici madri, la riduzione del requisito contributivo di 12 mesi per ogni figlio, fino ad un massimo di 2 anni.

 

Adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita 

Oltre alla stretta sulle misure di “flessibilità” pensionistica, la Legge di Bilancio interviene sul meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, introducendo una gradualità nell’applicazione dell’aumento previsto per il biennio 2027/2028. L’incremento complessivo di 3 mesi verrà infatti distribuito su due anni: 1 mese nel 2027 e i restanti 2 dal 2028.

Di conseguenza, in via generale e a titolo di esempio, nel 2027 il diritto a pensione di vecchiaia si acquisirà a 67 anni e 1 mese d’età, che diventeranno 67 anni e 3 mesi nel 2028, salvo alcune specifiche deroghe previste per determinate categorie di lavoratori.

 

Per una consulenza personalizzata 

Per un’analisi e consulenza personalizzata sulla posizione assicurativa e sui possibili canali di accesso a pensione, nonché per l’inoltro della domanda di pensione, prenota il tuo appuntamento oppure trova la sede del Patronato Acli più vicina.

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CONTRIBUȚII DIN STRĂINĂTATE: CUM FUNCȚIONEAZĂ ACORDUL ITALIA-MOLDOVA https://www.patronato.acli.it/accordo-italia-moldova/ Wed, 04 Mar 2026 10:00:40 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42353 Contributi esteri: come funziona l’accordo Italia-Moldavia. 

L’Italia e la Moldavia hanno sottoscritto un accordo sulla sicurezza sociale entrato in vigore il 1° settembre 2025: i lavoratori che hanno versato contributi in entrambi i Paesi possono ora sommare (totalizzare) i periodi per ottenere la pensione.

A chi si applica 

  • Lavoratori dipendenti pubblici e privati
  • Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)
  • Iscritti alla Gestione Separata

 

Come funziona la totalizzazione 

I contributi non vengono trasferiti da uno Stato all’altro: restano nel Paese in cui sono stati versati e daranno origine a pensioni separate, ma possono essere sommati per raggiungere il requisito contributivo per la pensione.

Si può usare la totalizzazione per tutte le tipologie di pensione: vecchiaia, anticipata, invalidità, superstiti (reversibilità).

 

Un’opportunità per andare in pensione prima 

Un lavoratore con 35 anni di contributi in Italia e 8 in Moldavia può utilizzare la totalizzazione e maturare subito il diritto alla pensione anticipata. Prima dell’accordo avrebbe dovuto invece attendere i 67 anni per poter accedere alla pensione di vecchiaia.

 

Per i tuoi diritti 

Affidati al Patronato ACLI per una consulenza personalizzata:

Prenota qui la tua consulenza per verificare la tua situazione contributiva.

Prenota qui la tua consulenza se ritieni di aver maturato un diritto a pensione o se sei vicino alla pensione di vecchiaia o anticipata.

 

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Contribuții din străinătate: cum funcționează acordul Italia-Moldova 

 

Italia și Moldova  au semnat un acord privind securitatea socială, intrat în vigoare la  1 septembrie 2025: angajații care au plătit contribuții în ambele țări pot acum să însumeze (să totalizeze) perioadele pentru a obține pensia.

 

Cui se aplică 

  • Angajaților din sectorul public și privat
  • Lucrătorilor independenți (meșteșugari, comercianți și fermieri)
  • Persoane înscrise  în  Sistemului de Management Separat

 

Cum funcționează totalizarea 

Contribuțiile nu sunt transferate dintr-o țară în alta; acestea rămân în țara în care au fost plătite și vor genera pensii separate, însă pot fi cumulate pentru a îndeplini stagiul minim de cotizare necesar pentru pensie.

Totalizarea poate fi utilizată pentru toate tipurile de pensii: pentru limită de vârstă, anticipată, de invaliditate, de urmaș (reversibilitate).

 

O oportunitate de pensionare anticipată 

Un laucrător cu  35 de ani de contribuții în Italia și 8 ani în Moldova poate folosi schema                                    de totalizare și poate obține imediat dreptul la o pensie anticipată. Înainte de încheierea acestui  acord, aceșta ar fi trebuit să aștepte împlinirea vârstei de 67 de ani pentru a avea acces la pensia pentru limită de vârstă.

 

Pentru drepturile tale  

Adresează-te la Patronatul  ACLI pentru o consultație personalizată:

Programează aici o consultație  pentru a-ți verifica  situația contributiva.

Programează aici o consultație   dacă consideri că ai dobândit dreptul la pensie sau dacă ești aproape de pensia pentru limită de vârstă ori de pensia anticipată.

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