Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Tue, 29 Sep 2026 09:20:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.28 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 PATTO UE MIGRAZIONE E ASILO: COSA CAMBIA PER CHI CHIEDE PROTEZIONE INTERNAZIONALE IN ITALIA https://www.patronato.acli.it/patto_ue_asilo/ Thu, 01 Oct 2026 07:30:35 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43264 L’Italia inizia il percorso di applicazione del Patto UE Migrazione e Asilo (Decreto-legge n.100/2026), introducendo importanti novità per chi presenta una domanda di protezione internazionale. Le nuove regole modificano le procedure di richiesta asilo ma intervengono anche sul diritto del richiedente di rimanere sul territorio dello Stato, sulla procedura di asilo alla frontiera, individuano i casi in cui la procedura in frontiera diventa obbligatoria, nonché le relative procedure accelerate da parte delle Commissioni territoriali.

La riforma prevede una nuova procedura per la richiesta di protezione internazionale articolata in tre fasi: manifestazione della volontà, registrazione della domanda e formalizzazione. La domanda viene considerata presentata con la manifestazione di volontà da parte del richiedente all’Autorità competente. Durante l’istruttoria della domanda saranno rilasciati nuovi documenti identificativi collegati alle diverse fasi della procedura.

Fase transitoria fino al 31 ottobre 2026

L’applicazione delle nuove regole sarà graduale. Fino al 31 ottobre 2026 resta infatti in vigore un regime transitorio durante il quale Questure e Uffici di Polizia di Frontiera continuano a ricevere, registrare e formalizzare le domande di protezione internazionale. In questa fase viene rilasciato l’Attestato di manifestazione di protezione internazionale, documento utile all’identificazione del richiedente fino all’emissione di quello definitivo.

Accesso al lavoro: cosa cambia

Un’ importante novità riguarda l’accesso al lavoro. I richiedenti asilo potranno iniziare un’attività lavorativa solo dopo 90 giorni dalla formalizzazione della domanda.

Il Patto UE Migrazione e Asilo introduce cambiamenti importanti che possono incidere sul percorso di chi richiede la protezione internazionale in Italia.

Puoi rivolgerti agli uffici del Patronato ACLI, dove operatori qualificati sono a disposizione per darti supporto.

Sara Pera

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INSEGNANTI CON CONTRATTO A TERMINE: PERCHÉ PENSARE SUBITO ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE https://www.patronato.acli.it/insegnanti_previdenza/ Tue, 29 Sep 2026 07:30:27 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43073 La scadenza del contratto a termine per gli insegnanti si avvicina. È il momento per vare alcune valutazioni sul futuro. Se lavori nella scuola con contratti a termine, sai bene quanto la tua carriera possa essere discontinua: periodi di lavoro si alternano a pause, incarichi annuali o supplenze brevi. Questa situazione non incide solo sul presente, dal punto di vista della stabilità lavorativa, ma anche sul tuo futuro pensionistico.

La pensione pubblica, infatti, si costruisce nel tempo attraverso i contributi versati. Quando i periodi lavorativi sono frammentati, il rischio è di arrivare a fine carriera con un assegno più basso rispetto alle aspettative. Proprio per questo diventa importante valutare per tempo strumenti integrativi.

La previdenza complementare è una forma di risparmio pensata per affiancare la pensione obbligatoria ed è estesa anche al personale della scuola assunto a tempo determinato in costanza di rapporto. Permette di costruire, poco alla volta, una seconda entrata per il futuro, anche con versamenti contenuti e flessibili. È uno strumento particolarmente utile per chi ha una carriera precaria o discontinua, come molti insegnanti a tempo determinato. Per il personale della scuola è previsto un fondo negoziale che consente di costruire la propria posizione attraverso un contributo del datore di lavoro, un contributo del lavoratore e il trattamento di fine rapporto oppure è possibile valutare l’adesione a fondi aperti.

Come funziona in concreto?

  • Destinatari: il fondo è rivolto al personale della scuola (docenti e ATA), compresi i lavoratori con contratto a tempo determinato che rispettano le condizioni previste.
  • Contribuzione: puoi versare contributi volontari, ai quali si aggiungono, in caso di adesione piena, anche il contributo del datore di lavoro e il conferimento del TFR maturando. È proprio la presenza del contributo datoriale a rappresentare uno dei principali vantaggi.
  • Flessibilità: i versamenti possono essere adattati alla tua situazione lavorativa, aspetto particolarmente utile in caso di periodi di incarico non continuativi.
  • Prestazioni: al momento della pensione, la posizione accumulata viene restituita sotto forma di rendita (una pensione integrativa) o, nei casi previsti, anche in parte come capitale. Sono previste, inoltre, possibilità di anticipazioni o riscatti in situazioni specifiche, ad esempio per spese importanti o interruzione del rapporto di lavoro.

Vuoi capire se la previdenza complementare è la scelta giusta per te?
Rivolgiti al Patronato ACLI: i nostri operatori ti guideranno passo dopo passo nella valutazione più adatta alla tua situazione.

Paola Iannuzzi

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TRASFERIMENTO DEL LAVORATORE E NASPI: QUANDO SPETTA https://www.patronato.acli.it/lavoratore_naspi/ Thu, 24 Sep 2026 07:30:24 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43042 Mano di un lavoratore che firma un documento relativo al rapporto di lavoro e al trasferimento.Trasferimento del lavoratore e NASPI: quando le dimissioni danno diritto all’indennità e quali requisiti devono essere dimostrati.

La Naspi generalmente spetta ai lavoratori subordinati che hanno perso il lavoro in modo involontario e che possiedono il requisito contributivo richiesto. Ai lavoratori dimissionari il trattamento non compete, ad eccezione dei lavoratori che si dimettono per giusta causa o in casi particolari previsti dalla legge.

In caso di trasferimento del lavoratore, le dimissioni non danno automaticamente diritto alla NASPI. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10559 del 21 aprile 2026, ha chiarito che l’indennità può essere riconosciuta solo se il lavoratore dimostra che il trasferimento era illegittimo e che tale illegittimità integra una giusta causa di dimissioni.

Quando il trasferimento può dare diritto alla NASPI

Le dimissioni successive a un trasferimento consentono di ottenere la NASPI soltanto quando il lavoratore riesce a dimostrare che il provvedimento non era giustificato dalle ragioni tecniche, organizzative e produttive richieste dall’articolo 2103 del Codice civile. Non è quindi sufficiente che la nuova sede sia più distante o comporti maggiori disagi personali. Occorre dimostrare che il trasferimento sia stato disposto in violazione delle condizioni previste dalla legge.

I requisiti da dimostrare

Per ottenere la NASPI in caso di trasferimento del lavoratore, è necessario provare che:

  • il trasferimento non era sorretto da reali esigenze tecniche, organizzative o produttive;
  • il datore di lavoro ha violato i propri obblighi contrattuali;
  • la violazione è sufficientemente grave da giustificare le dimissioni per giusta causa.

L’onere della prova ricade sul lavoratore che richiede la prestazione.

L’importanza della documentazione

Chi intende chiedere la NASPI dopo le dimissioni deve conservare tutta la documentazione utile a contestare il trasferimento e a dimostrarne l’illegittimità.

Per approfondire la procedura, la documentazione necessaria e le modalità di presentazione della domanda, è possibile consultare la news dedicata alla NASPI sul nostro sito.

Per una consulenza sul tema e per essere accompagnato in tutta la procedura, fissa un appuntamento in una delle nostre sedi: Trova la sede Patronato ACLI.

Alberto Meli

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STRANIERI CON DISABILITÀ: ISCRIZIONE GRATUITA AL SSN https://www.patronato.acli.it/stranieri_disabilita/ Tue, 22 Sep 2026 07:30:15 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42882 Una recente sentenza della Corte costituzionale riconosce una tutela importante per gli stranieri che, a seguito di riconoscimento di un trattamento di inabilità, hanno perso il permesso di soggiorno per motivo di lavoro o famiglia ed hanno ottenuto un permesso per residenza elettiva. Il permesso per residenza elettiva, però, non è incluso nella lista dei permessi che danno diritto all’iscrizione obbligatoria al Servizio Sanitario Nazionale. Tale esclusione, secondo la Corte costituzionale, non sarebbe corretta in quanto il cittadino perderebbe l’assistenza sanitaria gratuita proprio nel momento in cui ha maggiore bisogno di cure.

Iscrizione gratuita al SSN: quando è un tuo diritto

Il diritto può riguardare lo straniero già titolare di un permesso per lavoro o famiglia, poi convertito in residenza elettiva a seguito del riconoscimento della pensione di inabilità civile.

Se ti trovi in questa situazione, rivolgiti ad un operatore del Patronato ACLI per verificare la tua situazione attraverso la documentazione in tuo possesso (permesso di soggiorno in possesso; riconoscimento della disabilità; eventuali comunicazioni o rifiuto da parte dell’azienda sanitaria) ed aiutarti a capire quali passaggi compiere per tutelare il tuo diritto alla salute.

Cosa controllare

Prima di presentare una richiesta o chiedere chiarimenti all’Azienda sanitaria, verifica con attenzione e prepara i documenti in tuo possesso.

In genere possono servire documenti come il passaporto, il titolo di soggiorno, la domanda di pensione dell’inabilità e il certificato medico.

Perché chiedere supporto

Ogni situazione personale può avere elementi diversi e merita una verifica attenta.

Il Patronato ACLI può aiutarti a leggere la documentazione, verificare la tua situazione e capire quali passi compiere per tutelare il tuo diritto alla salute.

Per conoscere gli altri servizi dedicati a chi vive e lavora in Italia, puoi consultare le pagine web del Patronato ACLI dedicate a Lavoro e Salute – Patronato Acli e Informazione, assistenza e tutela per stranieri in Italia.

Se pensi di rientrare in questo caso, rivolgiti a una delle nostre sedi: Trova la sede più vicina a te sulla pagina dedicata oppure prenota un appuntamento online.

 

Sara Pera

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DISABILITÀ: COSA CAMBIA PER GLI OVER 70 https://www.patronato.acli.it/disabilita_over_70/ Tue, 15 Sep 2026 07:30:13 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42877 Se hai almeno 70 anni, una patologia cronica e una progressiva perdita di autonomia, fino al 31 dicembre 2027 continuerai a seguire le procedure tradizionali per richiedere invalidità civile e Legge 104.

La riforma dell’accertamento della disabilità introduce nuove modalità, ma per alcune persone anziane è prevista una deroga. Se hai compiuto 70 anni, sei affetto da una patologia cronica e la tua condizione comporta una progressiva riduzione dell’autonomia nelle attività quotidiane, fino al 31 dicembre 2027 continueranno ad applicarsi le procedure tradizionali per il riconoscimento dell’invalidità civile, della Legge 104, della cecità e della sordità civile.

Chi rientra nella deroga

La deroga riguarda le persone che hanno almeno 70 anni, sono affette da una patologia cronica e presentano una progressiva perdita di autonomia. Sarà il medico certificatore a verificare se, nel singolo caso, devono essere applicate le procedure tradizionali previste dalla normativa.

Quale procedura seguire

Per chi rientra nella deroga il percorso resta quello già noto a molti cittadini: si parte dal certificato medico, si presenta la domanda in via telematica all’INPS e si prosegue con l’accertamento sanitario da parte della commissione competente.

Cosa fare

Se pensi di avere i requisiti previsti, è importante confrontarti con il tuo medico. Il Patronato ACLI ti assiste e ti aiuta a verificare la documentazione necessaria, a presentare correttamente la domanda e seguire tutte le fasi della pratica fino alla conclusione del procedimento.

E per gli altri cittadini?

La deroga riguarda esclusivamente gli over 70 che rispondono ai requisiti indicati dalla norma. Per tutti gli altri si applicano le nuove procedure previste dalla riforma della disabilità.

Per approfondire come funziona il nuovo sistema puoi leggere anche “Riforma disabilità: la sperimentazione si estende ad altre 40 province italiane.”

Per saperne di più vai alla sezione web dedicata all’invalidità e approfondisci gli argomenti dedicati all’invalidità civile e alla disabilità.

A chi rivolgersi

Il Patronato ACLI può accompagnarti nella verifica dei requisiti, nella presentazione della domanda e nel monitoraggio dell’intero percorso di riconoscimento dei tuoi diritti.

Puoi trovare la sede più vicina nella pagina web Trova la sede più vicina oppure prenotare un appuntamento online.

Quando si parla di diritti e tutele è sempre utile valutare il proprio caso concreto. Una consulenza personalizzata può aiutarti ad individuare il percorso corretto e a non perdere i tuoi diritti previsti dalla legge.

Caterina Giungato

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PRIMA DELLA PENSIONE: CONTROLLA I TUOI CONTRIBUTI https://www.patronato.acli.it/controllo_contributi/ Tue, 08 Sep 2026 07:30:05 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42874 Quando pensi alla tua pensione, il primo passo è verificare che i contributi siano corretti e completi. Non conta solo quanti anni hai lavorato: ogni periodo registrato incide sul diritto e sull’importo che riceverai.

Fare un controllo oggi ti permette di evitare errori e intervenire per tempo. Rivolgendoti al patronato ACLI puoi partire dalla lettura della tua posizione contributiva e capire subito se tutto è in ordine.

Contributi e pensione: perché sono fondamentali

I contributi sono i versamenti registrati durante la tua vita lavorativa: da lavoro, figurativi, volontari o da riscatto. Costituiscono la base della tua pensione e determinano quando potrai accedervi e quale sarà l’importo. Puoi verificarli attraverso l’estratto conto contributivo INPS, che riepiloga i dati registrati.

Non è raro trovare incongruenze, soprattutto se hai avuto lavori brevi o discontinui.

Per esempio, se hai lavorato alcuni mesi con contratti a termine in anni diversi, può succedere che uno di questi periodi non sia registrato: senza verifica, quei contributi rischiano di non essere conteggiati.

Sono situazioni che si possono risolvere, ma è importante accorgersene in tempo per evitare problemi successivi.

Cosa fare concretamente

Controlla i tuoi contributi e confrontali con la tua storia lavorativa. È utile avere documenti come contratti, buste paga o certificazioni per verificare che tutto sia stato registrato correttamente.

Con noi puoi analizzare la tua situazione e capire come intervenire nel modo più corretto.

Valuta i requisiti prima della domanda

Ogni pensione prevede requisiti precisi, che dipendono da età e contributi. Una verifica personalizzata è fondamentale, soprattutto se hai avuto percorsi lavorativi diversi o periodi non continuativi.

Per approfondire puoi leggere la guida sulla pensione e i contributi necessari e consultare la sezione contributi e pensioni del Patronato ACLI, dove trovi informazioni anche su pensione di vecchiaia e pensione anticipata.

Quando muoversi

Non è necessario essere vicini alla pensione per fare un controllo. Prima verifichi la tua posizione, più possibilità hai di correggere eventuali criticità senza urgenze. Anche se pensi di avere già i requisiti, una verifica può aiutarti ad evitare ritardi o errori nella domanda.

Il supporto del Patronato ACLI

Orientarsi tra contributi e regole non è sempre semplice. È proprio qui che entra in gioco il Patronato ACLI: ti accompagniamo nella verifica della tua posizione, nella lettura dei dati e nella scelta delle soluzioni più adatte alla tua situazione. Per avere un quadro chiaro, puoi rivolgerti a noi: insieme verifichiamo la tua situazione e individuiamo i passi da fare, senza lasciare nulla al caso.

 

Trova la sede più vicina o prenota il tuo appuntamento per una consulenza personalizzata.

Controllare oggi i tuoi contributi significa proteggere la tua pensione di domani.

 

Tiziana Teresi

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PAGAMENTO STIPENDIO LAVORO DOMESTICO: LE REGOLE DA SEGUIRE https://www.patronato.acli.it/stipendio_lavoro_domestico/ Thu, 03 Sep 2026 08:00:52 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42870 Il pagamento dello stipendio della colf o badante non è solo una questione organizzativa: è un passaggio fondamentale per tutelare sia te, datore di lavoro, che la lavoratrice. Anche nel lavoro domestico, infatti, è importante che i versamenti siano chiari, verificabili e coerenti con quanto indicato nel contratto e nel prospetto paga. Utilizzare la modalità corrette ti permette di dimostrare quanto hai versato in caso di controlli o contestazioni.

Bonifico: la scelta più sicura

Quando si parla di bonifico, si intende una forma di pagamento tracciabile, cioè facilmente dimostrabile nel tempo. È la soluzione più consigliata perché lascia una prova chiara del pagamento effettuato.

Ogni mese puoi predisporre un bonifico bancario o postale, indicando nella causale “stipendio mese di…”: in questo modo colleghi il versamento alla retribuzione.

Anche l’assegno bancario può essere utilizzato, purché sia sempre documentabile.

Pagamento in contanti: attenzione ai rischi

Il pagamento in contanti non è vietato, ma è fortemente sconsigliato. Il motivo è semplice: non lascia traccia.

Se dovesse sorgere un problema o una richiesta da parte della lavoratrice, diventa difficile dimostrare quanto hai effettivamente corrisposto.

Se scegli comunque questa modalità, è importante far firmare sempre una ricevuta dettagliata, indicando importo, periodo e firma della lavoratrice. Resta, comunque, una soluzione poco tutelante.

Cosa fare in pratica

Utilizza strumenti tracciabili come il bonifico e conserva sempre le prove dei pagamenti. Allo stesso tempo, verifica che quanto versato corrisponda al prospetto paga, così da evitare errori e mantenere tutto chiaro e regolare.

Per approfondire gli obblighi nel lavoro domestico, puoi consultare la sezione web dedicata al Lavoro Domestico.

Hai dubbi sul pagamento stipendio?

Gestire correttamente il pagamento non è sempre immediato, soprattutto quando ci sono variazioni di orario, ferie o malattia. Curare con attenzione questi aspetti ti aiuta a evitare problemi e a mantenere un rapporto sereno e trasparente con la lavoratrice.

Se vuoi essere sicuro di pagare nel modo giusto o hai dei dubbi sul calcolo della retribuzione, puoi rivolgerti al Patronato Acli.

Trova la sede più vicina a te o prenota un appuntamento per un’assistenza su misura, personalizzata per le tue esigenze.

 

Roberta Pietroni

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SUPPLEMENTO PENSIONE: COME E QUANDO OTTENERE UN AUMENTO https://www.patronato.acli.it/supplemento_pensione-2/ Tue, 28 Jul 2026 08:00:43 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42858 Pensionato al computer consulta informazioni sul supplemento pensione.Il supplemento della pensione è una possibilità concreta per aumentare l’importo dell’assegno se, dopo il pensionamento, hai continuato a lavorare e versare contributi. Con la domanda puoi far ricalcolare la pensione sulla base dei nuovi versamenti effettuati.

Non è un aggiornamento automatico: si tratta di un diritto che devi attivare, presentando la domanda in via telematica all’INPS.

Cos’è il supplemento di pensione

Il supplemento è un incremento della pensione già in pagamento, riconosciuto a chi ha versato contributi anche dopo l’inizio della pensione.

In pratica, i contributi aggiuntivi non vanno persi, ma possono essere trasformati in un aumento dell’importo mensile. Questo ricalcolo viene fatto solo su presentazione della specifica domanda.

Quando richiederlo 

Non è previsto un minimo di lavoro per poter richiedere il supplemento: anche un periodo molto breve dà diritto a un ricalcolo.

La domanda però è vincolata a una precisa tempistica: di norma è possibile richiedere il supplemento dopo cinque anni dalla decorrenza della pensione o dal precedente supplemento. Se hai compiuto l’età pensionabile (67 anni) è possibile presentare richiesta, per una volta soltanto, trascorsi solo due anni. 

È importante inoltrare domanda in tempo: il supplemento, infatti, non prevede arretrati. Un eventuale ritardo determina quindi la perdita dell’aumento spettante per i mesi precedenti.  

Come verificare se hai diritto

Per capire se puoi richiedere il supplemento è necessario verificare la tua posizione contributiva e la storia lavorativa dopo la pensione.

Può trattarsi di lavoro dipendente, autonomo o altre forme di attività che hanno generato contributi. Una verifica puntuale ti permette di non perdere opportunità di aumento dell’importo dell’assegno.

Cosa puoi fare concretamente

Il primo passo è semplice: raccogli le informazioni sulla tua attività lavorativa dopo la pensione e verifica i contributi versati.

Noi del Patronato ACLI possiamo aiutarti a valutare la tua situazione e a presentare correttamente la domanda all’INPS, evitando errori o ritardi.

Puoi prenotare direttamente un appuntamento online oppure rivolgerti alla sede più vicina.

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STUDENTI STRANIERI IN ITALIA: DOPO LA LAUREA, COME RESTARE IN REGOLA https://www.patronato.acli.it/studenti-stranieri-in-italia-dopo-la-laurea-come-restare-in-regola/ Thu, 23 Jul 2026 07:30:57 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42838 Hai conseguito un titolo di studio in Italia ma non hai ancora trovato un lavoro? Il permesso di soggiorno per ricerca lavoro ti permette di restare nel Paese e continuare a costruire il tuo futuro in Italia. È un permesso temporaneo della durata massima di 12 mesi, che si ottiene in una fase delicata: quella che segue la conclusione degli studi e precede l’ingresso nel mondo del lavoro.

I requisiti per chiedere il permesso ricerca lavoro

Per fare domanda devi aver conseguito in Italia un titolo di studio come laurea triennale o magistrale, master universitario, dottorato, diploma accademico di primo o secondo livello.

Servono, inoltre, un passaporto valido, la documentazione che dimostra la disponibilità di risorse economiche adeguate alla durata del permesso e una copertura sanitaria valida in Italia.

È necessario presentare la certificazione della dichiarazione resa al Centro per l’Impiego, cioè l’immediata disponibilità a lavorare (DID).

Un passaggio importante per il tuo futuro

Se hai già ricevuto un’offerta concreta, può essere più utile valutare subito la conversione del permesso da studio a lavoro. In questo caso, confrontarti con il Patronato ACLI può aiutarti a capire quale strada sia più adatta alla tua situazione.

Concludere gli studi è un traguardo, ma anche un momento di passaggio che richiede attenzione. Scegliere il titolo di soggiorno corretto significa non perdere opportunità e continuare a costruire il tuo percorso in Italia.

Per maggiori informazioni puoi consultare le news aggiornate nella sezione Straniero in Italia oppure prenotare un appuntamento online per un incontro personalizzato in una delle nostre sedi in Italia.

Marilisa Moretti

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PROBLEMI ALLE SPALLE DA LAVORO: QUANDO È MALATTIA PROFESSIONALE E COSA FARE https://www.patronato.acli.it/malattia_professionale/ Tue, 21 Jul 2026 07:30:14 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42849 Nicola lavora da circa quarant’anni come imbianchino. Quando si presenta al Patronato Acli ha una domanda semplice: «quando andrò in pensione?». Poi aggiunge, quasi sottovoce: «non ce la faccio più».
Dietro quella frase c’è molto di più: Nicola racconta di dolori alle spalle sempre più forti e difficoltà nei movimenti, senza sapere che può essere una malattia professionale.

«Non ce la faccio più»: quando il lavoro diventa insostenibile

Nicola ha iniziato come dipendente e da circa trent’anni lavora come artigiano. Negli ultimi tempi, però, la situazione è peggiorata: i problemi alle spalle lo costringono spesso a fermarsi.
Non ha dipendenti e questo significa una cosa sola: meno lavoro, meno entrate e maggiore difficoltà a sostenere l’attività. Inoltre, a breve, dovrà anche affrontare un intervento con un lungo periodo di recupero.

Quando il problema di salute è una malattia professionale

Gli anni di lavoro mantenendo posizioni prolungate con le braccia alzate, hanno provocato una patologia che può essere riconosciuta come malattia professionale, con specifiche tutele.
Nicola non ne era a conoscenza: pensava si trattasse semplicemente di una conseguenza inevitabile del mestiere.

Non sapeva di poter avere diritto a una tutela, scopri di più e leggi anche la news “Come tutelarsi in caso di Malattia Professionale”

Cosa prevede l’Inail: tutela e indennizzo

Con il supporto del Patronato Acli, che lo assiste passo dopo passo, viene avviata la richiesta all’Inail per il riconoscimento della malattia professionale: una tendinopatia che interessa entrambe le spalle.
L’Inail ha riconosciuto l’origine professionale della patologia e quantificato il danno biologico del 13%, erogando a Nicola un indennizzo di oltre 20.000 euro.
Inoltre, durante il periodo di assenza dal lavoro dopo l’intervento, Nicola ha avuto diritto all’indennità per inabilità temporanea assoluta.
Non è solo una questione economica: viene finalmente riconosciuto il legame tra lavoro e condizioni di salute.

Puoi approfondire meglio cosa fare, leggi la news “Ottenere il giusto indennizzo in caso di malattia professionale”

Perché è importante non aspettare

Situazioni come quella di Nicola sono più diffuse di quanto si pensi, soprattutto tra chi svolge lavori manuali da molti anni.
Spesso si tende a sottovalutare il problema, considerandolo parte del lavoro. Ma in molti casi si tratta di vere e proprie malattie professionali.

Hai problemi di salute legati al lavoro?

Se ti riconosci nella storia di Nicola, è importante verificare se anche tu hai diritto alla giusta tutela. Il Patronato Acli ti accompagna in tutte le fasi: dalla valutazione del caso fino alla presentazione della domanda e alla gestione della pratica. Segnala il tuo caso e ti richiameremo.

Massimo Calestani

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