Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Thu, 25 Jun 2026 11:13:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.24 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 PENSIONE DI VECCHIAIA: I CONTRIBUTI FIGURATIVI VALGONO DAVVERO? QUANDO CONTANO (E QUANDO NO) https://www.patronato.acli.it/pensione-di-vecchiaia-2/ Tue, 30 Jun 2026 07:30:38 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42731 La pensione di vecchiaia sembra la forma più “lineare” di uscita dal lavoro: arrivi ai requisiti, fai la domanda e inizi una nuova fase della tua vita. Ma c’è un aspetto che spesso crea dubbi — e qualche errore di valutazione —: il ruolo dei contributi figurativi.

Perché sì, i contributi figurativi possono aiutarti a raggiungere la pensione… ma non sempre valgono allo stesso modo.

Pensione di vecchiaia: i requisiti di base

Partiamo da ciò che è certo.
Per accedere alla pensione di vecchiaia devi avere:

  • 67 anni di età
  • almeno 20 anni di contributi

Ma dentro quei 20 anni… non tutti i contributi sono uguali.

Cosa sono i contributi figurativi

I contributi figurativi sono periodi in cui non hai lavorato, ma che vengono comunque “coperti” ai fini pensionistici.

Ad esempio:

  • disoccupazione (NASpI)
  • malattia
  • maternità
  • cassa integrazione

Sono contributi accreditati dall’INPS senza un versamento diretto da parte tua o del datore di lavoro, in altre parole: è il sistema che “ti riconosce” quei periodi, per non penalizzarti.

Quanto valgono davvero i contributi figurativi

I contributi figurativi valgono per raggiungere i 20 anni necessari per la pensione di vecchiaia.

Quindi sì: possono fare la differenza tra avere o non avere diritto alla pensione.

Ma attenzione, non sempre incidono allo stesso modo sull’importo finale.

Questo perché spesso hanno una base di calcolo legata a retribuzioni precedenti e non sempre “rafforzano” l’assegno come i contributi effettivamente lavorati.

Quando i contributi figurativi possono diventare un problema

Il rischio è tutto qui: dare per scontato che “valgano sempre allo stesso modo”.

In realtà, ci sono situazioni in cui:

  • alcuni periodi figurativi hanno limiti di utilizzo
  • oppure incidono meno sulla misura della pensione
  • oppure (in altri tipi di pensione) non sono utili per determinati requisiti

Per la vecchiaia, normalmente vengono riconosciuti nel conteggio dei 20 anni.
Ma la loro qualità, ai fini dell’importo, può cambiare il risultato finale.

Esempio concreto

Immagina due situazioni:

  • nel primo caso hai 20 anni tutti lavorati
  • nel secondo caso hai 15 anni lavorati + 5 anni figurativi (es. disoccupazione)

Entrambi raggiungono il requisito minimo, ma l’importo della pensione può essere diverso.

Arrivare preparati: non basta contare gli anni

Molte persone fanno un errore semplice: sommano gli anni e pensano “Ci sono, quindi è tutto a posto”. Ma la pensione non è solo una questione di quantità. È anche una questione di qualità dei contributi. E questo cambia completamente la prospettiva.

 

Vuoi sapere quanti contributi hai davvero, quanto valgono e quando puoi andare in pensione di vecchiaia? Prenota un appuntamento con il Patronato ACLI: una consulenza personalizzata ti aiuta a non lasciare nulla al caso e a costruire il tuo progetto pensione con sicurezza.

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PENSIONATI INPS ALL’ESTERO: VERIFICA ESISTENZA IN VITA 2026 https://www.patronato.acli.it/esistenza_vita_2026/ Fri, 26 Jun 2026 07:30:30 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42786 È stata avviata la campagna INPS per l’accertamento dell’esistenza in vita di chi percepisce un trattamento pensionistico all’estero. Un adempimento importante per non rischiare la sospensione della pensione.

Dal 20 marzo 2026, per la prima fase degli accertamenti, sono state spedite dall’INPS, tramite Citibank, le richieste ai pensionati residenti in America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi e gli Stati dell’Est Europa.

 

 

 

Le scadenze per la verifica sono le seguenti:

  • le attestazioni di esistenza in vita 2026 dovranno essere restituite entro il 18 luglio 2026;
  • in caso di mancata restituzione, la rata della pensione di agosto 2026 sarà pagata in contanti solo presso le agenzie Western Union del Paese di residenza;
  • se la rata di agosto 2026 non verrà riscossa personalmente dal pensionato entro il 19 agosto 2026 o comunque non viene restituita l’attestazione di esistenza in vita tale data, il pagamento della pensione verrà sospesa dalla rata mensile di settembre 2026;

Esclusioni

Gli esclusi dall’obbligo di attestazione sono i titolari di pensione INPS in regime di convenzione internazionale o titolari anche di pensione estera, grazie agli accordi di scambio dei dati con i seguenti enti previdenziali esteri:

  • Francia Caisse Nationale Assurance Vieillesse (CNAV);
  • Belgio Service Fédéral des Pensions (SFPD);
  • Australia Centrelink;
  • Olanda Sociale Verzekeringsbank (SVB) e Uitvoeringsinstituut Werknemersverzekeringen (UWV)
  • I pensionati che, oltre alla pensione italiana, sono contestualmente titolari di pensioni erogate in Germania dall’Istituto previdenziale Deutsche Rentenversicherung (DRV), in Svizzera dall’Ufficio Centrale di Compensazione (UCC);
  • Polonia dallo Zaklad Ubezpieczen Spolecznych (ZUS): Sono stati esclusi dalla richiesta di fornire la prova annuale di esistenza in vita i pensionati residenti in Polonia, a condizione che siano titolari anche di prestazioni pensionistiche a carico dello stesso ZUS;
  • I pensionati che hanno riscosso di recente e personalmente almeno una rata di pensione presso gli sportelli delle agenzie Western Union;
  • I pensionati i cui pagamenti sono stati già stati sospesi da Citibank a seguito del mancato invio dell’accertamento dell’esistenza in vita negli ultimi anni oppure hanno avuto riaccrediti consecutivi di rate di pensione.

Cosa riceveranno gli interessati dall’INPS?

I pensionati riceveranno dalla società Citibank una lettera alla quale è allegata la modulistica redatta in italiano e, a seconda del paese di residenza, in francese, tedesco, spagnolo o portoghese. Nella lettera, oltre alla modulistica suddetta, gli interessati troveranno:

  • la data di scadenza per la restituzione dei moduli;
  • le istruzioni per la compilazione del modulo di esistenza in vita;
  • la richiesta di documentazione da allegare (fotocopia di un valido documento d’identità del pensionato con foto);
  • le indicazioni per contattare il Servizio Assistenza Citibank.

Modalità

Il modulo dovrà essere restituito a Citibank, controfirmato da un “testimone accettabile”, cioè un rappresentante di un’Ambasciata o Consolato Italiano o un’Autorità locale (es. Uffici Comunali) abilitata ad avallare la sottoscrizione dell’attestazione di esistenza in vita.

La comunicazione dell’esistenza in vita può avvenire per posta cartacea tramite spedizione alla casella postale PO Box 4873, Worthing BN99 3BG, United Kingdom, oppure tramite le sedi estere dei Patronati.

Procedure alternative

In presenza di pensionati

  • in stato di infermità fisica o mentale;
  • che risiedano in istituti di riposo o sanitari, pubblici o privati;
  • affetti da patologie che ne impediscano gli spostamenti;
  • incapaci o reclusi in istituti di detenzione;

è necessario contattare il Servizio di supporto di Citibank, che rende disponibile il modulo alternativo di certificazione di esistenza in vita. Tale documento, su richiesta del pensionato o del Patronato, può essere inviato per posta elettronica in formato PDF.

Inoltre, per i soggetti interessati è prevista la possibilità di richiedere tale modulo ai Patronati abilitati al Portale agenti di Citibank N.A., in quanto gli stessi possono produrre e stampare autonomamente il pacchetto per la prova alternativa di esistenza in vita.

 

Gli operatori del Patronato ACLI delle sedi estere sono a completa disposizione gratuitamente per questo delicato ed importante adempimento.

 

Raffaele De Leo

 

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PENSIONE 2026: SEI PRONTO A SCEGLIERE QUANDO ANDARE IN PENSIONE? https://www.patronato.acli.it/pensione_2026/ Tue, 23 Jun 2026 08:00:51 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42720 La pensione non è più solo una data sul calendario. È una scelta, un percorso, un progetto che si costruisce nel tempo.

Oggi più che mai, capire quando andare in pensione e con quali requisiti non è scontato. Alcune opportunità restano aperte, altre si chiudono. E la differenza la fa la tua capacità di muoverti in modo consapevole.

 

 Pensioni 2026: cosa cambia davvero

Le principali novità arrivano dalla Legge di Bilancio.
Da un lato viene confermata l’APE sociale fino al 31 dicembre 2026, una misura importante per alcune categorie di lavoratori.
Dall’altro, però, non sono state prorogate soluzioni molto utilizzate come Quota 103 e Opzione Donna, se non per chi aveva già maturato i requisiti negli anni precedenti.

Tradotto in modo semplice:

  • le possibilità di uscita anticipata si riducono
  • diventa essenziale capire quale strada è ancora praticabile nel tuo caso.

Se stai pensando alla pensione, non puoi più affidarti a soluzioni “standard”. Ogni posizione va analizzata nel dettaglio, va valutata caso per caso, tenendo conto della tua carriera, dei contributi versati e delle prospettive personali.

 

Pensione: oggi è una scelta, non un automatismo

Oggi la pensione non è più un passaggio automatico, è una decisione che richiede informazioni, analisi e pianificazione.

Puoi trovarti di fronte a più opzioni:

  • uscire appena maturi i requisiti
  • restare ancora qualche anno al lavoro
  • valutare misure specifiche di uscita anticipata

Ma senza una lettura precisa della tua posizione, rischi di scegliere “alla cieca”.

 

Arrivare preparati fa la differenza

La pensione è un progetto di vita. E come ogni progetto importante, non si costruisce all’ultimo momento. Devi conoscere i tuoi numeri, capire le regole e scegliere il momento giusto. Perché anche pochi mesi di differenza possono cambiare molto: sull’importo, sui tempi, sulla serenità con cui affronti questa nuova fase.

 

Consulenza personalizzata

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FINESTRE MOBILI PENSIONE: COSA SONO, QUANTO DURANO E QUANDO PARTE DAVVERO LA PENSIONE https://www.patronato.acli.it/finestre_mobili_pensioni/ Tue, 16 Jun 2026 08:00:08 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42717 Hai raggiunto i requisiti per la pensione, fai i conti e pensi: “Ci siamo, è fatta”. E invece no. Perché tra il momento in cui maturi il diritto e il primo pagamento dell’assegno può esserci un passaggio fondamentale che spesso viene sottovalutato: la finestra mobile pensione. 

 

Finestre mobili: cosa sono e come funzionano 

La finestra mobile è un periodo di attesa obbligatorio tra il raggiungimento dei requisiti e la decorrenza effettiva della pensione. In pratica, hai già il diritto… ma non ricevi ancora il pagamento della tua pensione: hai raggiunto l’obiettivo, ma prima di “goderti il risultato” devi aspettare. 

 

Quando si applica la finestra mobile 

Oggi la finestra mobile riguarda principalmente la pensione anticipata. 

Se hai maturato: 

  • 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) 
  • 41 anni e 10 mesi (donne) 

non entri subito in pensione, devi attendere una finestra di circa 3 mesi prima che parta l’assegno. 

Questo significa che tra il momento in cui raggiungi i requisiti e il pagamento della pensione esiste uno spazio di tempo da gestire con attenzione. 

 

Durante la finestra mobile: lavorare o fermarsi? 

È una delle domande più frequenti. Durante la finestra mobile non sei obbligato a lavorare, ma devi sapere una cosa fondamentale: la pensione non viene ancora pagata 

Hai quindi due possibilità:  

  • continuare a lavorare e mantieni lo stipendio 
  • interrompere l’attività e resti senza reddito fino alla decorrenza della pensione 

 

E il rischio più grande è pensare solo ai requisiti, dimenticando la decorrenza. 

Può succedere di: 

  • smettere di lavorare troppo presto 
  • ritardare decisioni importanti 
  • trovarsi con mesi senza reddito 

È qui che si vede la differenza tra chi “arriva” e chi arriva preparato. 

 

Pensione e finestre mobili: pianificare è fondamentale 

La pensione non è un automatismo. È un percorso fatto di scelte, tempi e passaggi amministrativi.
Ogni dettaglio conta: requisiti, domanda, decorrenza e finestra mobile devono incastrarsi nel momento giusto. Per questo non conviene improvvisare.
 

Consulenza personalizzata 

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ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITÀ INPS: QUALI SONO I REQUISITI GIUSTI? https://www.patronato.acli.it/assegno-invalidita-requisiti/ Tue, 09 Jun 2026 07:30:57 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42691 Se la tua capacità di lavoro si è ridotta a seguito di patologie e il medico ti ha invitato a valutare la richiesta dell’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) INPS, è importante verificare con attenzione i requisiti, contributivi e medico legali. La tutela dell’invalidità richiede infatti competenze specializzate per scongiurare il mancato riconoscimento di quello che ti spetta.  

I requisiti  

Per ottenere l’Assegno Ordinario di Invalidità INPS è necessario avere almeno 260 contributi settimanali (pari a 5 anni di contribuzione), di cui 156 settimane (3 anni) maturate nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda.
Può essere utilizzata tutta la contribuzione disponibile, compresa quella maturata all’estero, nei Paesi convenzionati con l’Italia. 

Dal punto di vista sanitario, è richiesta una riduzione della capacità lavorativa superiore ai due terzi, accertata da una Commissione medicolegale dell’INPS.  

 

Prima di presentare la domanda, devi rivolgerti al tuo medico di base per il rilascio del certificato medico telematico (il modello SS3), che viene trasmesso direttamente all’INPS.
Attenzione: l’invio del certificato non equivale alla presentazione della domanda di assegno. 

La domanda va infatti presentata all’INPS, in via telematica, integrando le informazioni necessarie per la corretta istruttoria della domanda: 

  • il numero del certificato medico SS3; 
  • i tuoi redditi e, se presente, quelli del coniuge; 
  • i dati per l’eventuale pagamento dell’assegno; 
  • le informazioni relative all’attività lavorativa. 

E se la domanda viene respinta?

Se la commissione medica dell’Inps non riconosce una riduzione della capacità lavorativa sufficiente per il riconoscimento dell’assegno la domanda viene respinta, ma è possibile fare ricorso. I nostri uffici e i nostri consulenti medico legali sono a tua disposizione per valutare se ci sono le condizioni per impugnare la respinta dell’Inps, presentare opposizione e rappresentare i tuoi interessi nei confronti dell’Inps. 

Non lasciare nulla al caso 

Quando si parla di invalidità e diritti previdenziali, una verifica accurata è fondamentale. 
Il Patronato ACLI è a tua disposizione per una consulenza personalizzata e per l’assistenza completa nella presentazione della domanda e negli adempimenti successivi. 

Puoi rivolgerti alla sede più vicina oppure prenotare un appuntamento online dal nostro sito, nella sezione Prenota il tuo appuntamento.
 

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QUANDO SI VA IN PENSIONE NEL 2026: LE REGOLE DA SAPERE PER NON SBAGLIARE https://www.patronato.acli.it/regole-pensioni-2026/ Thu, 04 Jun 2026 08:00:06 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42680 Quando potrò andare in pensione? Nel 2026 la risposta dipende da età, contributi e percorso lavorativo. La regola generale resta quella della pensione di vecchiaia:

  • 67 anni di età
  • almeno 20 anni di contributi versati

Ma questa è solo una delle possibilità. Accanto alla pensione di vecchiaia convivono forme di pensionamento anticipato, canali specifici e tutele dedicate a chi ha carriere lunghe, lavori gravosi o situazioni di particolare fragilità.

La realtà è che non esiste una data uguale per tutti. Due persone della stessa età possono avere tempi di uscita completamente diversi, a seconda dei contributi accreditati, dei periodi riscattati o figurativi e delle scelte compiute nel corso della vita lavorativa.

Affidarsi a informazioni generiche o al “sentito dire” espone a rischi concreti: ritardi inattesi, assegni inferiori alle aspettative o opportunità perse. La pensione non si improvvisa, si pianifica con anticipo.

Verificare per tempo la tua posizione contributiva ti permette di programmare il futuro, fare scelte consapevoli e difendere i tuoi diritti previdenziali.

Il Patronato ACLI è al tuo fianco per aiutarti a capire quando maturi davvero il diritto alla pensione e quale percorso è più adatto alla tua situazione, con attenzione alla persona e conoscenza delle norme INPS.

Prenota un appuntamento con il Patronato ACLI: conoscere le regole è il primo passo per tutelare il tuo futuro.

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DECORRENZA PENSIONE: QUANDO FARE LA DOMANDA PER NON PERDERE MESI (E ARRETRATI) https://www.patronato.acli.it/decorrenza_pensione/ Thu, 28 May 2026 07:30:09 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42708 Quando pensi alla pensione, immagini un momento preciso: il giorno in cui l’assegno ti viene corrisposto.

In realtà, quella data è il risultato di una serie di variabili: il momento in cui hai maturato i requisiti, l’eventuale slittamento dovuto alla finestra, la data di presentazione della domanda.

La combinazione di questi tre fattori, se non gestita bene, può causare il posticipo della pensione e la conseguente perdita di soldi.

Vediamo quindi cosa dice la legge, distinguendo tra pensione di vecchiaia e pensione anticipata.

 

 

Pensione di vecchiaia: come funziona la decorrenza e gli arretrati 

Se accedi alla pensione di vecchiaia — cioè con 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi — hai un margine di sicurezza in più. 

In questo caso, infatti, la regola è chiara: la pensione decorre dal mese successivo a quando maturi i requisiti (non si applica nessuna finestra), anche se presenti la domanda in ritardo. 

Questo significa che puoi recuperare gli arretrati (nel limite massimo di 5 anni).  

Immagina questa situazione: maturi i requisiti a gennaio, ma presenti la domanda a maggio. La pensione non parte da maggio, ma comunque da febbraio; i mesi precedenti ti vengono riconosciuti. 

È come se il sistema ti dicesse: “Avevi già maturato il diritto, quindi non devi essere penalizzato”.

Pensione anticipata: quando la domanda fa la differenza 

La logica cambia completamente con la pensione anticipata. 

Qui non conta l’età, ma i contributi: 

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini 
  • 41 anni e 10 mesi per le donne 

Dalla data di maturazione di questi requisiti occorre applicare la finestra: un periodo di attesa obbligatorio, previsto dalla legge, che fa slittare la decorrenza della pensione di alcuni mesi (variabili in base alla tipologia di attività lavorativa). Ma il punto più importante è un altro: la pensione decorre solo dopo la presentazione della domanda e non sono previsti arretrati. Se la decorrenza della pensione è marzo, ma presenti la domanda a luglio, la pensione ti sarà riconosciuta solo da agosto: tutti i mesi precedenti sono persi.

Domanda di pensione: quando conviene farla davvero 

A questo punto la domanda è inevitabile: quando fare la domanda di pensione? 

  • Per la pensione di vecchiaia hai più flessibilità, ma conviene comunque non arrivare all’ultimo giorno. 
  • Per la pensione anticipata, invece, il tempismo è decisivo: devi muoverti subito, senza ritardi, alcuni mesi in anticipo. 

La pensione è un progetto: non lasciare nulla al caso 

Oggi la pensione non è più solo un diritto da maturare. È un progetto di vita che richiede attenzione, pianificazione e consapevolezza. 

Requisiti, decorrenza, domanda: ogni passaggio deve incastrarsi nel momento giusto.

Consulenza personalizzata 

Vuoi essere sicuro di non perdere nemmeno un mese di pensione? Prenota un appuntamento con il Patronato ACLI: ti aiutiamo a scegliere il momento giusto per la domanda e a costruire un percorso senza errori.

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PENSIONE DI VECCHIAIA: SEI SICURO DI AVERE I 20 ANNI DI CONTRIBUTI? https://www.patronato.acli.it/pensione-contributi/ Tue, 26 May 2026 07:30:20 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42658 Se sei prossimo ai 67 anni e stai attendendo la pensione di vecchiaia, potresti aver bisogno di una nuova verifica contributiva. Spesso, infatti, non è chiaro se si raggiungono i 20 anni di contributi richiesti, soprattutto in presenza di periodi di malattia, disoccupazione o altre interruzioni lavorative. È una situazione frequente e non va mai sottovalutata. 

Per accedere alla pensione di vecchiaia, oltre all’età anagrafica, è necessario soddisfare il requisito contributivo. Ciò che non sempre è noto è che ai contributi versati possono sommarsi anche i contributi figurativi: contributi “virtuali” accreditati dall’INPS, senza costi, che possono risultare determinanti ai fini pensionistici. 

 

Sono coperti da contribuzione figurativa, ad esempio: 

  • malattia, infortunio, maternità e congedi parentali; 
  • cassa integrazione e permessi o congedi per handicap; 
  • disoccupazione con indennità Naspi;
  • servizio militare obbligatorio. 

In alcuni casi l’accredito dei contributi figurativi è automatico, in altri è necessario presentare una domanda all’INPS. Ed è proprio in questa fase che un controllo accurato può evitare errori o ritardi. 

Quando si parla di pensione e diritti previdenziali, nulla dovrebbe essere lasciato al caso. 

Consulenza personalizzata  

Il Patronato ACLI è a tua disposizione per una consulenza personalizzata sulla pensione e per la verifica completa della tua posizione contributiva. Puoi rivolgerti direttamente alla sede oppure prenotare un appuntamento online dal nostro sito, nella sezione Prenota il tuo appuntamento. 

Prenderti cura oggi della tua pensione significa tutelare il tuo futuro.

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QUOTA 103 NEL 2026: COSA CAMBIA E PERCHÈ SCEGLIERE CON CONSAPEVOLEZZA https://www.patronato.acli.it/quota-103-cosa-cambia/ Thu, 21 May 2026 08:00:55 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42650 Quota 103 resta una delle possibilità di pensionamento anticipato anche nel 2026, ma non è una scorciatoia valida per tutti. Riguarda solo i lavoratori che hanno maturato i requisiti (62 anni di età e 41 di contributi) entro il 31 dicembre 2025 che possono ancora andare in pensione nel 2026 grazie alla “cristallizzazione del diritto”. 

È una misura che va compresa fino in fondo, perché i requisiti sono chiari, ma gli effetti sull’importo dell’assegno sono da valutare con molta attenzione. 

Per accedere a Quota 103 servono: 

  • 62 anni di età 
  • 41 anni di contributi effettivi 

Il diritto alla pensione scatta solo dopo le finestre di decorrenza previste, che possono far slittare di alcuni mesi l’erogazione del primo assegno. Inoltre, la scelta di Quota 103 può comportare limitazioni all’importo della pensione fino al raggiungimento dell’età prevista per la vecchiaia, con effetti da valutare attentamente nel medio-lungo periodo. 

Molti lavoratori si accorgono solo all’ultimo che Quota 103 non è la soluzione più adatta alla propria storia contributiva. In altri casi, attendere pochi mesi o valutare un canale diverso può significare una pensione più elevata, in linea con le proprie aspettative. 

Arrivare preparato è fondamentale. Significa conoscere le regole, verificare i contributi realmente utili e comprendere le conseguenze economiche di ogni scelta, evitando decisioni affrettate. 

Il Patronato ACLI ti aiuta a fare chiarezza: analizza la tua posizione INPS, confronta le alternative disponibili e ti accompagna in una scelta consapevole, costruita sulla tua situazione personale e lavorativa. 

Prenota un appuntamento con il Patronato ACLI: conoscere bene Quota 103 oggi significa proteggere il tuo domani.

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PENSIONE AI SUPERSTITI: COSA SAPERE NEL 2026 https://www.patronato.acli.it/pensione-ai-superstiti-2026/ Tue, 19 May 2026 09:00:43 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42383 Quando una persona cara viene a mancare, oltre al dolore si aprono spesso dubbi e preoccupazioni pratiche. In questi momenti, sapere quali tutele esistono può fare davvero la differenza.
Tra queste c’è la pensione ai superstiti, una prestazione che garantisce continuità economica alla famiglia del lavoratore o del pensionato deceduto.

Si tratta di un sostegno importante, che può assumere due forme:

  • pensione di reversibilità, quando la persona era già pensionata;
  • pensione indiretta, quando era assicurata ma non ancora in pensione.

 

A chi spetta 

Il primo soggetto tutelato è il coniuge o la persona unita civilmente. Anche in caso di separazione il diritto rimane, mentre per l’ex coniuge divorziato il diritto c’è solo se percepisce l’assegno divorzile e non si è risposato.

Se invece il coniuge superstite decide di contrarre un nuovo matrimonio, la pensione si interrompe, ma lo Stato riconosce un assegno una tantum: una somma pari a due annualità della quota che percepiva, comprensiva della tredicesima.

Accanto al coniuge, hanno diritto anche i figli, purché risultino a carico. Il diritto vale per i minorenni, per gli studenti (fino a 21 anni se frequentano la scuola superiore, 26 se iscritti all’università) e per i figli inabili.

Quando non ci sono né coniuge né figli, la tutela si estende ad altri familiari stretti che dipendevano economicamente dal defunto: genitorifratelli o sorelle che non abbiano una pensione e risultino inabili o comunque a carico.

 

Da quando decorre 

La prestazione parte sempre dal primo giorno del mese successivo al decesso. Un meccanismo semplice, pensato per evitare vuoti economici troppo lunghi.

 

Quanto spetta 

L’importo non è fisso: rappresenta una percentuale della pensione che la persona percepiva (o avrebbe percepito). La quota varia in base alla composizione del nucleo familiare:

  • coniuge solo: 60%;
  • coniuge e un figlio: 80%;
  • coniuge e due o più figli: 100%.

Se invece non c’è il coniuge, per i figli si parte dal 70% (uno), 80% (due) e 100% (tre o più).
Per genitori, fratelli o sorelle, le percentuali sono più basse, perché pensate come tutela residuale.

I limiti di reddito 2026

Il reddito del beneficiario può incidere sull’importo, la norma prevede tre soglie oltre le quali la pensione viene ridotta:

  • fino a 23.862,15 euro: nessuna riduzione;
  • tra 23.862,15 e 31.816,20 euro: – 25%;
  • tra 31.816,20 e 39.769,25 euro: – 40%;
  • oltre 39.769,25 euro: – 50%.

Sono considerati tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre pensioni, lavoro dipendente o autonomo, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali. C’è però un’eccezione significativa: se nel nucleo sono presenti figli minorenni, studenti o inabili, le riduzioni non si applicano.

 

Il Patronato ACLI ti accompagna 

In un momento già complesso di per sé, districarsi tra norme, percentuali e documenti può sembrare faticoso. Per questo gli Operatori del Patronato ACLI sono pronti ad aiutarti, passo dopo passo, nell’invio della domanda all’INPS e nella verifica dei tuoi diritti: Trova la sede più vicina a te 

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