Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Fri, 16 Oct 2026 08:09:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.29 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 PREVIDENZA COMPLEMENTARE: PERCHÉ I PRIMI 60 GIORNI POSSONO FARE LA DIFFERENZA. https://www.patronato.acli.it/previdenza_complementare_60_giorni/ Thu, 22 Oct 2026 07:30:05 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43290 Dal 1° luglio 2026 sono cambiate le regole per chi viene assunto per la prima volta nel settore privato. Con la riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, il tempo a disposizione per decidere cosa fare del proprio TFR e della propria adesione alla previdenza complementare si è ridotto a 60 giorni dall’assunzione. Potrebbe sembrare una scelta da rimandare, ma proprio il fattore tempo è uno degli elementi più importanti quando si parla di pensione integrativa.

Oggi, se sei un neoassunto ed entro 60 giorni non esprimi una scelta diversa, scatta l’adesione automatica alla forma pensionistica prevista dal contratto collettivo applicato in azienda. In questa situazione confluiscono non solo il TFR maturando, ma anche gli eventuali contributi previsti a carico del lavoratore e del datore di lavoro.

Per questo motivo è utile fermarsi un attimo ed informarsi prima di decidere. La domanda non è solo “aderire o non aderire?”, ma anche “a quale fondo aderire?” e “quale comparto di investimento è più adatto alla mia situazione?”.

Anche in questo caso il tempo conta. Chi è giovane e ha davanti molti anni di lavoro può avere esigenze diverse rispetto a chi è più vicino alla pensione. Molti fondi prevedono, infatti, comparti differenti, con livelli di rischio e potenziali rendimenti diversi, pensati per accompagnare il lavoratore lungo tutto il percorso previdenziale. La riforma, inoltre, favorisce un approccio che tiene conto dell’età dell’aderente e dell’orizzonte temporale che manca al pensionamento.

La scelta migliore non è quella più veloce, ma quella più consapevole.

Comprendere come funziona la previdenza complementare, valutare i contributi versati dal datore di lavoro, conoscere le caratteristiche dei diversi comparti e capire i propri obiettivi futuri può aiutarti a costruire una tutela economica più adeguata per il domani. La pensione integrativa è un progetto di lungo periodo: per questo le decisioni prese nei primi 60 giorni possono avere effetti che durano per molti anni.

Hai dubbi su quale scelta sia più adatta a te?

Gli operatori del Patronato ACLI possono aiutarti a comprendere le nuove regole, valutare il fondo pensione di riferimento, confrontare le diverse opzioni disponibili e scegliere con maggiore consapevolezza.

Trova la sede più vicina e richiedi una consulenza personalizzata. Una scelta informata oggi può aiutarti a proteggere meglio il tuo futuro previdenziale.

Paola Iannuzzi

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LEGGE 104: FACCIAMO CHIAREZZA SU PERMESSI E TUTELE https://www.patronato.acli.it/legge_104/ Tue, 20 Oct 2026 07:30:50 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43283 Sei una persona a cui è stata riconosciuta la legge 104 o assiti una persona che è stata riconosciuta disabile ai sensi della legge 104/92? Facciamo chiarezza, con parole semplici, sulle tutele del lavoratore e del disabile stesso.

La “conosciuta” Legge 104 tutela le persone con disabilità e chi se ne prende cura, ma spesso c’è molta confusione nel capire a quali diritti si può fare riferimento. La normativa, infatti, prevede importanti garanzie per aiutare il lavoratore e lo stesso disabile.

Gli operatori del Patronato ACLI possono aiutarti a verificare i requisiti, capire quali diritti spettano e presentare correttamente la o le domande.

Una tra le più importanti delle tutele sono i “Permessi Legge 104”, nel caso in cui nel verbale sia presente il riferimento previsto dall’articolo 3, comma 3, della Legge 104.

A chi spettano i permessi?

I permessi della Legge 104 sono rivolti ai lavoratori dipendenti sia pubblici che privati:

  • riconosciuti in situazione di disabilità grave;
  • genitori, anche adottivi o affidatari, di figli con disabilità grave;
  • coniuge, parte dell’unione civile o convivente di fatto della persona con disabilità;
  • parenti e affini che prestano assistenza, entro i limiti previsti dalla normativa.

Come funzionano i permessi?

Se sei un lavoratore dipendente e assisti un familiare con disabilità grave, puoi usufruire di tre giorni di permesso retribuito al mese, utilizzabili anche in maniera continuativa o frazionabili in ore.

Se invece sei tu il lavoratore riconosciuto in situazione di disabilità grave, puoi scegliere tra:

  • due ore di permesso al giorno, se lavori almeno sei ore;
  • un’ora di permesso al giorno, se lavori meno di sei ore;
  • tre giorni di permesso al mese, anche frazionabili in ore.

E’ importante sapere – per il proprio futuro pensionistico – che il periodo di assenza è tutelato anche dal punto di vista previdenziale.

Il diritto è riconosciuto a più familiari per l’assistenza allo stesso familiare disabile ma, attenzione: il numero dei giorni rimane comune nel numero di tre al mese e i diversi familiari possono utilizzarli in alternativa tra loro.

Si possono assistere più persone?

Esiste la possibilità di ottenere i permessi per assistere più persone con disabilità grave, ma esistono delle condizioni da rispettare tra le quali il rapporto di parentela. Esistono altre tutele che vanno valutate in base a normativa ed esigenze.

Il Patronato ACLI è a tua disposizione per controllare il verbale, verificare i requisiti e aiutarti nella presentazione della o delle domande. Puoi anche fissare un appuntamento direttamente dalla sezione Prenota il tuo appuntamento.

Beatrice Ceci

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DECRETO FLUSSI – ANNUALITA’ 2027: PRECOMPILAZIONE E CLICK DAY https://www.patronato.acli.it/decreto-flussi-annualita-2027-precompilazione-e-click-day/ Fri, 16 Oct 2026 08:03:52 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43486 Il Decreto Flussi è la norma con cui lo Stato italiano stabilisce il numero di lavoratori provenienti dall’estero e le loro modalità di ingresso. Mentre per i cittadini comunitari l’accesso al mercato del lavoro italiano è libero, per i cittadini stranieri è necessario fare ingresso con visto per motivi di lavoro. 

Il datore di lavoro interessato ad impiegare un cittadino straniero deve presentare una domanda di nulla osta e ottenere una quota. Una volta emesso il nulla osta, il lavoratore può richiedere il visto di ingresso per motivi di lavoro presso il consolato italiano nel Paese in cui risiede. 

Per il periodo 2026-2028 la programmazione triennale delle quote d’ingresso è già stata stabilita con il DPCM 2 ottobre 2025.  

I numeri del 2027 

Nel 2027 potranno fare ingresso in Italia 165.850 lavoratori stranieri: 

  • 89.000 lavoratori subordinati stagionali 
  • 76.200 lavoratori subordinati NON stagionali
  • 650 lavoratori autonomi.

Lavoro subordinato non stagionale 

La richiesta di nulla osta potrà essere presentata per lavoratori provenienti da Paesi che hanno firmato accordi di cooperazione con l’Italia: 

Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Rep. Di Corea), Costa d’Avorio, Ecuador, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Georgia, Ghana, Giappone, Giordania, Guatemala, India, Kirghizistan, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Perù, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Thailandia, Tunisia, Ucraina, Uzbekistan, Kenya. 

I lavoratori stranieri potranno essere impiegati nei seguenti settori:  

  • Agricoltura, silvicoltura e pesca 
  • Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco 
  • Industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature 
  • Industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo 
  • Altre industrie 
  • Costruzioni 
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio 
  • Servizi di alloggio e ristorazione 
  • Servizi turistici 
  • Servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio 
  • Servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone 
  • Sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati 
  • Altri servizi 

 

Requisito reddituale del datore di lavoro/azienda: 30mila euro di reddito imponibile o di fatturato risultanti dall’ultima dichiarazione dei redditi o dal bilancio di esercizio precedente.   

Settore Assistenza Familiare (lavoro domestico) 

Sono previste 14.000 quote per il settore dell’assistenza familiare, ovvero collaboratori e assistenti familiari, aperte a tutte le nazionalità.  

La retribuzione prevista deve essere conforme al CCNL del lavoro domestico e comunque non inferiore a € 546,24. mensili. In questo caso il datore di lavoro deve avere una capacità reddituale di 20 mila o 27 mila euro in relazione al nucleo familiare. Il datore di lavoro affetto da patologie o disabilità, che intende assumere una persona addetta alla sua assistenza, non deve dimostrare il requisito reddituale. 

Ulteriori 10.000 Ingressi per l’anno 2027  

Il Decreto-legge n. 146/2025 ha previsto anche per l’anno 2027, un numero di 10.000 ingressi per lavoratori stranieri addetti all’assistenza familiare di persone con disabilità, di “grandi anziani” (80 anni compiuti) e di bambini fino a 6 anni. Questo tipo di domande potranno essere inviate esclusivamente dalle Agenzie per il Lavoro (APL) e dalle associazioni datoriali firmatarie del CCNL lavoro domestico.  

Quando si può fare domanda? 

È possibile PRECOMPILARE le domande dalle ore 9.00 del 23 ottobre alle 20.00 del 7 dicembre 2026. Terminata la fase di precompilazione, si renderà nuovamente disponibile l’istanza (per eventuali modifiche o integrazioni) a partire dalle ore 9:00 del 9 dicembre fino alle ore 20:00 del 13 dicembre.  

La precompilazione si effettua tramite il Portale ministeriale dedicato, a cui si accede con SPID, CIE o con l’assistenza delle associazioni datoriali, di professionisti e delle agenzie di somministrazione. In questa fase il Ministero effettua i controlli di veridicità e, solo in caso di esito positivo, comunica al soggetto interessato un codice di attivazione della domanda che ne consentirà la compilazione ai fini dell’invio. 

Per l’invio sarà necessario attendere i click day. 

Click day  Istanza di nulla osta che è possibile presentare  
12 gennaio 2027 – ore 9,00 

 

Lavoro stagionale (settore agricolo) 
9 febbraio 2027 – ore 9:00 

 

Lavoro stagionale (settore turistico) 
16 febbraio 2027 – ore 9,00  Lavoro subordinato non stagionale nei settori specificati per i lavoratori dei paesi in elenco  
18 febbraio 2027 – ore 9,00  Settore dell’assistenza familiare in quota   

 

 

L’invio è possibile fino al 31 dicembre 2027, tuttavia le quote si esauriscono già nei primi minuti del click day. Le possibilità concrete nei giorni successivi sono minime. 

Cosa serve per inviare la domanda? 

Il datore di lavoro che intende presentare una domanda di Nulla Osta all’ingresso per motivi di lavoro deve essere in possesso di una mail pec che va registrata come domicilio digitale in appositi registri. Lo Sportello Unico, infatti, utilizza la mail pec del datore di lavoro per eventuali comunicazioni relative alla domanda presentata.  

Il datore di lavoro, inoltre, dovrà verificare con il Centro per l’Impiego l’indisponibilità di lavoratori già presenti regolarmente in Italia e solo in caso di esito negativo potrà procedere con l’invio della domanda. Per presentare la domanda sia il datore di lavoro che il lavoratore devono rispondere a precisi requisiti previsti dalle norme. Tra questi il datore di lavoro dovrà produrre il documento di asseverazione ovvero un documento, che dovrà essere rilasciato da professionisti o dalle associazioni di categoria, e che certifica il rispetto dei presupposti contrattuali richiesti dalla normativa vigente ai fini dell’assunzione di lavoratori stranieri. 

In caso di ottenimento della quota, al datore di lavoro verrà richiesta un’ulteriore conferma di volontà di assunzione del lavoratore entro 15 giorni dalla comunicazione di conclusione degli accertamenti, ai fini del rilascio del visto di ingresso al lavoratore.  

Quando il lavoratore avrà fatto ingresso in Italia, il datore di lavoro dovrà inviare entro 15 giorni allo Sportello Unico della Prefettura il contratto di soggiorno firmato digitalmente, mentre il lavoratore potrà firmare con firma autografa. 

 

Sara Pera

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9 ottobre 2026: a Savona una giornata tra memoria, studio e futuro della previdenza https://www.patronato.acli.it/premio_satta__savona_9_ottobre_2026/ Thu, 15 Oct 2026 12:42:15 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43494 Il 9 ottobre 2026 il Patronato ACLI ha promosso a Savona una giornata particolarmente significativa, dedicata alla memoria di Salvatore Satta, storico collega del Patronato ACLI, e alla riflessione sul futuro del sistema previdenziale italiano.

La mattina si è aperta con l’intitolazione della sede provinciale delle ACLI di Savona a Salvatore Satta, alla presenza delle autorità cittadine e con la benedizione di S.E. Monsignor Calogero Marino, Vescovo di Savona. Attraverso la scopertura della targa commemorativa, il Patronato ACLI ha voluto rendere omaggio a un collega che ha rappresentato un riferimento per generazioni di operatori, distinguendosi come studioso della previdenza, dirigente e appassionato formatore. Un gesto simbolico che lega il suo nome alla città che per molti anni è stata la sua casa e il luogo di una parte importante della sua esperienza professionale e associativa.

La giornata è poi proseguita presso la Sala Rossa del Comune di Savona con la Giornata di Studio dal titolo “La pensione contributiva di garanzia, dentro un sistema equo e sostenibile”, realizzata nell’ambito del percorso Previdenza Next Gen e moderata dal giornalista Andrea Chiovelli, direttore responsabile di IVG e Genova24.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Marco Russo e l’introduzione di Iolanda Sandrone, Presidente ACLI di Savona, il confronto è stato affidato al professor Stefano Giubboni, ordinario di Diritto del Lavoro all’Università di Perugia, che ha illustrato le ragioni, i fondamenti giuridici e i principali contenuti della proposta normativa sulla pensione contributiva di garanzia.

Al centro della riflessione vi è stata la necessità di adeguare il sistema previdenziale alle profonde trasformazioni del mercato del lavoro. Carriere discontinue, bassi salari, part-time involontario e periodi di interruzione contributiva rischiano infatti di produrre pensioni insufficienti per una quota crescente di lavoratori. In questo contesto, la pensione contributiva di garanzia è stata presentata come un correttivo solidaristico interno al sistema pubblico, capace di conciliare sostenibilità finanziaria, equità sociale e tutela delle persone più esposte alla fragilità lavorativa, evitando che il sistema contributivo si limiti a certificare, in età pensionistica, le disuguaglianze maturate durante la vita lavorativa.

La seconda parte dell’iniziativa è stata dedicata alla V edizione del Premio di Laurea “Salvatore Satta”, istituito per promuovere lo studio della previdenza sociale tra le nuove generazioni e mantenere vivo l’insegnamento di un collega che ha sempre creduto nel valore della formazione e della trasmissione del sapere.

«Salvatore Satta ha insegnato a generazioni di operatori, oggi 1.300

in tutto il mondo, che nella consulenza servono due cose: competenza e umanità», ha ricordato Paolo Ricotti, Presidente del Patronato ACLI. «Da questi due punti fermi nasce una riflessione: la previdenza è una questione non solo per gli anziani, ma soprattutto per i giovani. Per questo vogliamo che il mondo accademico si concentri sul futuro, sulla previdenza e sui diritti»

La cerimonia è stata arricchita da diverse testimonianze dirette che hanno ricordato Salvatore Satta non solo come esperto di previdenza, ma anche come collega capace di lasciare un segno profondo nelle persone che hanno lavorato con lui. Dai ricordi è emersa l’immagine di un professionista rigoroso e competente, ma allo stesso tempo generoso nel condividere conoscenze, sempre disponibile all’ascolto e attento alla crescita dei più giovani. Un maestro riconosciuto da molte generazioni di operatori del Patronato ACLI, che ha contribuito alla formazione di centinaia di persone, trasmettendo non soltanto competenze tecniche, ma anche uno stile di lavoro fondato sul servizio, sull’attenzione alle persone e sul senso di responsabilità sociale.

Il premio è stato assegnato ad Andrea Pallone per la tesi “Confronto tra TFR e fondi pensione”, una ricerca che analizza vantaggi, limiti e prospettive delle diverse forme di destinazione del trattamento di fine rapporto, evidenziando l’importanza di scelte previdenziali consapevoli e adeguate alle diverse condizioni lavorative e personali.

L’intera giornata ha espresso una medesima finalità: collegare la memoria di chi ha contribuito in modo determinante alla crescita del Patronato ACLI con l’impegno a costruire una previdenza più equa, sostenibile e capace di rispondere alle esigenze delle nuove generazioni.

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INFORTUNIO SUL PERCORSO CASA-LAVORO: QUANDO HAI DIRITTO ALLA TUTELA INAIL https://www.patronato.acli.it/infortunio_inail/ Thu, 15 Oct 2026 07:30:21 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43280 Andrea esce di casa come ogni mattina per raggiungere il posto di lavoro. Durante il tragitto ha un incidente stradale e, dopo le prime cure, si pone una domanda che in molti casi arriva anche agli sportelli del Patronato Acli: «Si tratta di un infortunio in itinere? Ho diritto alla tutela Inail?».

La risposta non è sempre scontata. Non basta infatti che l’incidente avvenga mentre ci si sposta da casa al lavoro o viceversa. Per capire se l’evento è indennizzabile occorre valutare con attenzione il percorso seguito e altre condizioni che possono essere rilevanti.

Quando si parla di infortunio in itinere

L’infortunio in itinere è quello che si verifica durante il normale tragitto tra l’abitazione e il luogo di lavoro e viceversa, oppure tra due diversi luoghi di lavoro nel caso in cui il lavoratore abbia più datori, infine tra il luogo di lavoro e quello in cui si consumano abitualmente i pasti quando non è presente una mensa aziendale.

Per “normale percorso” non si intende necessariamente il tragitto più breve in assoluto, ma quello che, nelle concrete condizioni di viabilità, risulta ragionevole e abitualmente utilizzato per raggiungere il lavoro in sicurezza.

Deviazioni dal percorso: quando non fanno perdere la tutela

Può capitare di dover modificare il tragitto abituale. Non tutte le deviazioni consentono la tutela Inail.

La tutela può essere mantenuta, ad esempio, quando la deviazione è dovuta a una strada impraticabile, alla necessità di prestare soccorso dopo un incidente oppure a esigenze familiari essenziali e improcrastinabili, come accompagnare un figlio minore a scuola o assistere un familiare non autosufficiente. In questi casi è fondamentale poter documentare le circostanze. Per approfondire, leggi anche la storia di Gabriella.

Diverso è il caso delle soste o deviazioni motivate da esigenze personali, come fare la spesa o svolgere commissioni private: situazioni che possono compromettere il riconoscimento dell’infortunio. Un esempio è illustrato nella news sulla mancata tutela Inail per chi accompagna un collega a casa.

E se usi l’auto privata?

L’utilizzo dell’auto non esclude automaticamente la tutela. Occorre però verificare che il mezzo privato sia realmente necessario, ad esempio quando non esistono collegamenti pubblici adeguati oppure quando gli orari dei mezzi non sono compatibili con quelli di lavoro.

Ogni situazione deve essere valutata nel dettaglio, tenendo conto delle concrete esigenze del lavoratore e delle caratteristiche del percorso.

Segnala tuo caso

Se hai avuto un incidente durante il tragitto verso il lavoro o durante il rientro a casa e non sei sicuro dei tuoi diritti, segnala il tuo caso. Il Patronato Acli può aiutarti a ricostruire i fatti, raccogliere la documentazione necessaria e valutare le tutele eventualmente spettanti.

Massimo Calestani

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WELFARE FAMILIARE: UN AIUTO CONCRETO NELLE DIVERSE FASI DELLA VITA https://www.patronato.acli.it/welfare_familiare/ Tue, 13 Oct 2026 07:30:53 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43274 La vita di una famiglia è fatta di cambiamenti, esigenze che evolvono e momenti in cui un sostegno adeguato può fare la differenza. Dalla nascita di un figlio alla cura di una persona anziana o con disabilità, quali sono le misure previdenziali e assistenziali a sostegno delle famiglie?

Facciamo il punto!

Sostegni per la genitorialità

Le famiglie con figli possono beneficiare di diversi strumenti di sostegno economico e di conciliazione tra vita lavorativa e familiare.

Tra le principali misure troviamo:

  • Assegno Unico e Universale per i figli a carico: sostegno economico riconosciuto alle famiglie per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni, in base all’Isee.
  • Congedo di maternità e paternità: tutela che consente ai genitori lavoratori di assentarsi dal lavoro in occasione della nascita, adozione o affidamento di un figlio, con specifiche indennità.
  • Congedo parentale: periodo di astensione facoltativa dal lavoro utilizzabile dai genitori fino ai 14 anni del figlio in presenza di un rapporto di lavoro.
  • Bonus nuovi nati: contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 entro specifici limiti di Isee.
  • Bonus mamme: contributo erogato alle lavoratrici madri fino ad un massimo di 720 euro per l’anno 2026, entro specifici limiti stabiliti dalla normativa vigente.
  • Bonus asilo nido: contributo che può arrivare fino a 3.600 euro annui per il pagamento delle rette degli asili nido pubblici o privati autorizzati.

Disabilità e non autosufficienza nel nucleo familiare

Quando all’interno del nucleo familiare è presente una persona con disabilità o condizioni di non autosufficienza, conoscere le opportunità disponibili diventa essenziale.

E’ fondamentale presentare le domande per:

  • riconoscimento dell’invalidità civile e prestazioni assistenziali collegate;
  • accertamento della Legge 104;
  • indennità di accompagnamento;
  • indennità di frequenza per i minorenni;
  • Legge 68 per il collocamento mirato;
  • assegno di inclusione;
  • permessi lavorativi e congedi per disabili e caregiver familiari;

Il welfare familiare non è soltanto un insieme di prestazioni economiche, ma rappresenta un sistema di diritti e opportunità pensato per sostenere le persone nei momenti più importanti e delicati della vita.

Si tratta di strumenti che possono offrire un aiuto concreto sia dal punto di vista economico sia nell’organizzazione della vita quotidiana.

Consulenza personalizzata

Se hai bisogno di chiarimenti o consulenze personalizzate, il Patronato Acli è a tua disposizione. Puoi anche fissare un appuntamento in autonomia direttamente dal nostro sito web: Prenota il tuo Appuntamento.

Non esitare a contattarci per ricevere tutte le informazioni di cui hai bisogno!

Chiara Pozzi

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ANZIANO NON AUTOSUFFICIENTE: BADANTE A ORE O CONVIVENTE? https://www.patronato.acli.it/anziano_non_autosufficiente/ Thu, 08 Oct 2026 07:30:48 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43270 Quando un familiare anziano perde parte della propria autonomia, sapersi orientare tra badante a ore e convivente può aiutare a individuare la soluzione più adatta alle sue esigenze e a quelle della famiglia.

La valutazione della non autosufficienza

Il riconoscimento della non autosufficienza costituisce il primo passo per accedere alle eventuali prestazioni economiche e comprendere i bisogni assistenziali della persona, compreso il corretto inquadramento dell’assistente familiare (BS per persone autosufficienti, CS per persone non autosufficienti e DS per assistenza qualificata).

Quando scegliere una badante a ore

La badante a ore è indicata quando l’anziano conserva una discreta autonomia e necessita di supporto solo per specifiche attività quotidiane, ad esempio per l’igiene personale, la preparazione dei pasti o l’accompagnamento a visite mediche.

Questa soluzione consente di ricevere un aiuto mirato ed è adatta quando i familiari riescono a garantire la loro presenza negli altri momenti della giornata.

Quando valutare una badante convivente

La convivenza può essere la scelta più adatta quando l’assistito vive da solo oppure ha bisogno di un sostegno costante.

Una badante convivente può garantire continuità nell’assistenza e rappresentare un riferimento quotidiano per l’anziano e la famiglia. In questo caso, alla lavoratrice deve essere riservata una stanza dell’abitazione, a tutela del suo benessere e della sua privacy.

Anche i costi hanno il loro peso

La convivenza non è sempre l’opzione più costosa: se l’assistenza serve per molte ore al giorno, una badante non convivente a tempo pieno può comportare una spesa complessiva maggiore.

Nel caso della convivenza occorre considerare, invece, gli oneri per vitto e alloggio previsti dalla contrattazione collettiva.

Una scelta da valutare caso per caso

Non esiste una soluzione valida per tutti; vanno analizzati costi, disponibilità dei familiari, bisogni assistenziali attuali e futuri.

Per questo motivo è consigliabile effettuare una valutazione personalizzata prima di assumere un’assistente familiare.

Per approfondire i temi del lavoro domestico, dell’invalidità civile e dell’indennità di accompagnamento, consulta le sezioni dedicate del sito del Patronato ACLI oppure prenota un appuntamento presso la sede più vicina a te

Roberta Pietroni

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ANTICIPAZIONE NASPI: COSA CAMBIA DAL 2026 https://www.patronato.acli.it/anticipazione_naspi_2026/ Tue, 06 Oct 2026 07:30:37 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43076 Perdere il lavoro spesso significa dover ripensare il proprio futuro professionale. C’è chi cerca una nuova occupazione e chi, invece, decide di trasformare un’idea in un progetto concreto. Aprire una partita IVA, avviare una piccola attività o entrare in una cooperativa richiede però anche risorse economiche. In questi casi, l’anticipazione NASPI può rappresentare un aiuto importante per ripartire e investire sul proprio futuro.

L’anticipazione NASPI permette infatti di ricevere in anticipo l’importo dell’indennità di disoccupazione non ancora percepito. Dal 2026, però, sono entrate in vigore nuove regole che è utile conoscere prima di presentare la domanda.

 

Anticipazione NASPI: le novità del 2026

Come funzionava fino al 2025

Fino al 31 dicembre 2025, chi otteneva l’autorizzazione riceveva l’intero importo in un’unica soluzione.

Cosa cambia dal 2026

Dal 1° gennaio 2026 il pagamento avviene in due fasi: il 70% viene erogato subito, mentre il restante 30% viene riconosciuto successivamente dopo le verifiche previste dalla normativa.

A chi è destinata

L’anticipazione è rivolta a chi percepisce la NASPI e vuole avviare un’attività autonoma o imprenditoriale.

Per quali attività

Può essere utilizzata, ad esempio, per aprire una partita IVA, avviare una ditta individuale o entrare in una cooperativa come socio lavoratore.

Un esempio? Se vuoi iniziare a lavorare come grafico freelance, artigiano o consulente, l’anticipazione può aiutarti a sostenere le prime spese necessarie per partire.

Per approfondire requisiti e modalità puoi consultare la guida dedicata alla NASPI del Patronato ACLI.

Cosa sapere prima di fare domanda

Quando si rischia di perdere la seconda quota

La parte finale dell’importo potrebbe non essere erogata se vengono meno i requisiti previsti dalla legge. Ad esempio, chi avvia un nuovo rapporto di lavoro dipendente dopo aver ricevuto la prima quota potrebbe non avere diritto al restante 30%.

Perché è utile una verifica preventiva

Ogni situazione è diversa. Valutare la propria posizione prima della domanda può aiutare ad evitare errori e comprendere quale scelta sia più adatta alle proprie esigenze.

Il supporto del Patronato ACLI

Avviare un’attività comporta decisioni importanti. Per questo può essere utile confrontarsi con un operatore esperto prima di presentare la domanda.

Gli operatori del Patronato ACLI possono aiutarti a verificare i requisiti, comprendere le novità introdotte nel 2026 e predisporre correttamente la richiesta.

Trova la sede ACLI più vicina e prenota un appuntamento: Trova una sede.

Un confronto preventivo può aiutarti a utilizzare al meglio questa opportunità e a partire con maggiore serenità nel tuo nuovo percorso professionale.

Diana Lomartire

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PATTO UE MIGRAZIONE E ASILO: COSA CAMBIA PER CHI CHIEDE PROTEZIONE INTERNAZIONALE IN ITALIA https://www.patronato.acli.it/patto_ue_asilo/ Thu, 01 Oct 2026 07:30:35 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43264 L’Italia inizia il percorso di applicazione del Patto UE Migrazione e Asilo (Decreto-legge n.100/2026), introducendo importanti novità per chi presenta una domanda di protezione internazionale. Le nuove regole modificano le procedure di richiesta asilo ma intervengono anche sul diritto del richiedente di rimanere sul territorio dello Stato, sulla procedura di asilo alla frontiera, individuano i casi in cui la procedura in frontiera diventa obbligatoria, nonché le relative procedure accelerate da parte delle Commissioni territoriali.

La riforma prevede una nuova procedura per la richiesta di protezione internazionale articolata in tre fasi: manifestazione della volontà, registrazione della domanda e formalizzazione. La domanda viene considerata presentata con la manifestazione di volontà da parte del richiedente all’Autorità competente. Durante l’istruttoria della domanda saranno rilasciati nuovi documenti identificativi collegati alle diverse fasi della procedura.

Fase transitoria fino al 30 aprile 2027

L’applicazione delle nuove regole sarà graduale. Fino al 30 aprile 2027 resta infatti in vigore un regime transitorio durante il quale Questure e Uffici di Polizia di Frontiera continuano a ricevere, registrare e formalizzare le domande di protezione internazionale. In questa fase viene rilasciato l’Attestato di manifestazione di protezione internazionale, che certifica che la persona ha presentato la richiesta di protezione internazionale, ha validità di 1 anno, rinnovabile e ha valore di documento di riconoscimento.

Accesso al lavoro: cosa cambia

Un’ importante novità riguarda l’accesso al lavoro. I richiedenti asilo potranno iniziare un’attività lavorativa solo dopo 90 giorni dalla formalizzazione della domanda.

Il Patto UE Migrazione e Asilo introduce cambiamenti importanti che possono incidere sul percorso di chi richiede la protezione internazionale in Italia.

Per approfondire i temi legati all’immigrazione e ai titoli di soggiorno puoi consultare la sezione dedicata del Patronato ACLI: Straniero in Italia – Patronato Acli

Sara Pera

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INSEGNANTI CON CONTRATTO A TERMINE: PERCHÉ PENSARE SUBITO ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE https://www.patronato.acli.it/insegnanti_previdenza/ Tue, 29 Sep 2026 07:30:27 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=43073 La scadenza del contratto a termine per gli insegnanti si avvicina. È il momento per vare alcune valutazioni sul futuro. Se lavori nella scuola con contratti a termine, sai bene quanto la tua carriera possa essere discontinua: periodi di lavoro si alternano a pause, incarichi annuali o supplenze brevi. Questa situazione non incide solo sul presente, dal punto di vista della stabilità lavorativa, ma anche sul tuo futuro pensionistico.

La pensione pubblica, infatti, si costruisce nel tempo attraverso i contributi versati. Quando i periodi lavorativi sono frammentati, il rischio è di arrivare a fine carriera con un assegno più basso rispetto alle aspettative. Proprio per questo diventa importante valutare per tempo strumenti integrativi.

La previdenza complementare è una forma di risparmio pensata per affiancare la pensione obbligatoria ed è estesa anche al personale della scuola assunto a tempo determinato in costanza di rapporto. Permette di costruire, poco alla volta, una seconda entrata per il futuro, anche con versamenti contenuti e flessibili. È uno strumento particolarmente utile per chi ha una carriera precaria o discontinua, come molti insegnanti a tempo determinato. Per il personale della scuola è previsto un fondo negoziale che consente di costruire la propria posizione attraverso un contributo del datore di lavoro, un contributo del lavoratore e il trattamento di fine rapporto oppure è possibile valutare l’adesione a fondi aperti.

Come funziona in concreto?

  • Destinatari: il fondo è rivolto al personale della scuola (docenti e ATA), compresi i lavoratori con contratto a tempo determinato che rispettano le condizioni previste.
  • Contribuzione: puoi versare contributi volontari, ai quali si aggiungono, in caso di adesione piena, anche il contributo del datore di lavoro e il conferimento del TFR maturando. È proprio la presenza del contributo datoriale a rappresentare uno dei principali vantaggi.
  • Flessibilità: i versamenti possono essere adattati alla tua situazione lavorativa, aspetto particolarmente utile in caso di periodi di incarico non continuativi.
  • Prestazioni: al momento della pensione, la posizione accumulata viene restituita sotto forma di rendita (una pensione integrativa) o, nei casi previsti, anche in parte come capitale. Sono previste, inoltre, possibilità di anticipazioni o riscatti in situazioni specifiche, ad esempio per spese importanti o interruzione del rapporto di lavoro.

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Rivolgiti al Patronato ACLI: i nostri operatori ti guideranno passo dopo passo nella valutazione più adatta alla tua situazione.

Paola Iannuzzi

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