Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Thu, 23 Apr 2026 08:47:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.24 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 PROROGA DELL’APE SOCIALE NELLA LEGGE DI BILANCIO 2026 https://www.patronato.acli.it/ape-sociale-2026/ Thu, 30 Apr 2026 09:00:05 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42556 Proseguire l’attività lavorativa oltre i 67 anni, in taluni casi, risulta quasi impossibile. Per questa ragione, alcune categorie di lavoratori possono valutare di richiedere un’indennità che accompagni fino all’età di pensione di vecchiaia. La legge di Bilancio conferma anche per il 2026 l’Ape sociale per chi maturerà i requisiti richiesti nel corso dell’anno.

Francesco assiste la moglie malata ormai da oltre due anni e ha usufruito quasi interamente del congedo straordinario. Purtroppo, nel suo incarico di caregiver non può essere sostituito e la moglie ha ancora bisogno del suo supporto. Avendo maturato oltre 30 anni di lavoro, si è rivolto al Patronato Acli per avere maggiori informazioni sulla possibilità di ottenere l’Ape sociale.

Paola ha compiuto 63 anni a dicembre 2025, lavorava in un’azienda che l’ha licenziata e per lei è risultato impossibile reimpiegarsi. Dal licenziamento sono trascorsi due anni. Ha usufruito per intero del sussidio di disoccupazione e le hanno detto che nel 2026 potrà accedere all’Ape sociale.

L’anticipo pensionistico si rivela un’ottima soluzione in attesa di maturare il diritto a pensione, ma in cosa consiste e chi può richiederla?

  • Uomini e donne che abbiano compiuto 63 anni e 5 mesi di età e che abbiano maturato almeno 30 anni di contribuzione (previsto un beneficio per le lavoratrici madri).
  • L’importo è quello dell’assegno pensionistico calcolato al momento dell’accesso al beneficio e comunque fino ad un massimo di 1.500 euro al mese erogato per 12 mensilità.
  • È richiesta la cessazione dal lavoro
  • Durante la percezione dell’indennità non è previsto l’accredito di contribuzione figurativa, a differenza della Naspi.
  • I requisiti di accesso devono essere validi fino all’erogazione della prestazione.

Inoltre è necessario appartenere a determinate categorie:

  • Disoccupati che abbiano terminato di fruire integralmente l’indennità di disoccupazione spettante.
  • Lavoratori caregiver che assistano da almeno 6 mesi un parente convivente con handicap in situazione di gravità (art. 3, c. 3, L.104/92).
  • Invalidi civili, con grado di invalidità pari o superiore al 74%.
  • Lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sette anni negli ultimi dieci, oppure sei negli ultimi sette, attività lavorative considerate gravose (in questo caso saranno necessari 36 anni di contribuzione accreditata).

La prestazione è soggetta a limiti di spesa; la domanda di verifica delle condizioni di accesso all’Ape sociale si può presentare entro i termini di scadenza del 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre.

Per una consulenza personalizzata

È importante richiedere una consulenza previdenziale per capire se si possono raggiungere entro l’anno i requisiti richiesti, eventualmente integrando la propria posizione contributiva. Per questo i nostri sportelli sono a disposizione del cittadino accompagnandolo nella scelta della soluzione più adatta alle proprie esigenze.

L’appuntamento può essere prenotato direttamente dal sito web, nella sezione Prenota il tuo appuntamento, oppure contattando la sede del Patronato ACLI più vicina.

 
Ilenia Curti
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ASSEGNO DI INCLUSIONE 2026: ADDIO AL MESE DI STOP, MA LA PRIMA MENSILITÀ SI DIMEZZA https://www.patronato.acli.it/assegno-di-inclusione/ Tue, 28 Apr 2026 09:00:02 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42552 Se ricevi l’Assegno di Inclusione (ADI), ci sono importanti novità in arrivo con la nuova Legge di Bilancio.

Cosa cambia rispetto al passato: fino al 2025, la normativa prevedeva un meccanismo di interruzione obbligatoria:

  • Durata: erogazione per 18 mensilità.
  • Il “mese di stop”: al termine dei primi 18 mesi, il beneficio veniva sospeso per un mese intero, prima di poter accedere al rinnovo per ulteriori 12 mesi.
  • Rinnovi successivi: la stessa sospensione di un mese si applicava ad ogni scadenza dei periodi di rinnovo annuali.

 

Dal 2026, l’erogazione è senza interruzioni. 

L’erogazione del beneficio diventa ininterrotta, a patto che il cittadino presenti la domanda di rinnovo in tempo utile, ovvero nel mese successivo all’ultima mensilità del periodo in scadenza.

Per permettere questo pagamento senza interruzioni, il Governo ha introdotto una modifica: la prima mensilità del rinnovo sarà pagata a metà. In pratica, riceverai subito i soldi, ma l’importo sarà pari al 50% di quello che ti spetta normalmente. Dal mese successivo, l’assegno tornerà a essere pagato per intero.

In sintesi:

  1. Pagamento immediato: non si salta più il mese.
  2. Importo al 50%: la prima mensilità del rinnovo sarà erogata in misura ridotta, pari esattamente alla metà dell’importo spettante.
  3. Ritorno a regime: dal secondo mese di rinnovo in poi, l’assegno tornerà ad essere erogato nella sua interezza.

 

Cosa fare per non perdere la continuità?

L’unica regola d’oro non cambia: ricordati di presentare la richiesta di rinnovo dal mese successivo a quello in cui percepisci l’ultima ricarica. Muovendosi in tempo, non si salterà nemmeno un mese di pagamento. Se il nucleo non è variato, non sarà necessario rinnovare il PAD; in caso contrario, si seguirà la procedura ordinaria con SIISL e sottoscrizione del PAD.

Per assistenza nella presentazione della domanda e per verificare il corretto calcolo del beneficio, puoi rivolgerti al Patronato ACLI, che ti supporterà in tutti i passaggi necessari per garantire la continuità del tuo assegno.

 

Diana Lomartire
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GIORNATA MONDIALE PER LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO https://www.patronato.acli.it/28-aprile-2026/ Fri, 24 Apr 2026 08:00:28 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42609 Infortuni e malattie professionali: una crisi strutturale che chiede risposte nuove

È trascorso un altro anno, ma la sicurezza sul lavoro continua a rimanere una questione irrisolta. I dati INAIL confermano che non si tratta di un’emergenza occasionale, bensì di una criticità strutturale che attraversa il sistema produttivo e incide profondamente sulla vita delle persone.

Nel 2025 le denunce di infortunio sul lavoro sono state 597.710, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente; 1.093 gli infortuni mortali, tre in più rispetto al 2024. Ancora più significativo è l’aumento delle malattie professionali, cresciute dell’11,3% e arrivate a oltre 98.000 denunce, in gran parte riferite a patologie muscolo‑scheletriche. I primi mesi del 2026 confermano questo trend, con ulteriori aumenti sia delle denunce di infortunio sia di quelle per malattia professionale.

«Le malattie professionali rappresentano la parte meno visibile ma più profonda del rischio lavoro‑correlato», sottolinea il Presidente del Patronato ACLI, Paolo Ricotti. «Dietro questi numeri ci sono persone che hanno lavorato per anni in condizioni di stress, sovraccarico e scarsa tutela, e che arrivano a chiedere aiuto solo quando il danno è ormai conclamato». La sicurezza, aggiunge Ricotti, non riguarda solo ciò che accade in fabbrica o in cantiere, ma anche l’organizzazione del lavoro, i ritmi, le pressioni e le condizioni che accompagnano la vita lavorativa quotidiana.

In questo contesto si inseriscono anche interventi normativi recenti, come lo strumento della patente a punti, introdotto per rafforzare la prevenzione nei settori a più alto rischio, a partire dall’edilizia. Se da un lato è evidente che questo comparto presenti da tempo livelli di rischio elevati e richieda misure di controllo rafforzate, dall’altro resta aperta la questione se strumenti di natura prevalentemente sanzionatoria possano, da soli, rappresentare una risposta efficace a un problema strutturale. Accanto alle regole, appare sempre più necessario un investimento sul piano culturale, organizzativo e formativo, capace di incidere concretamente sulle condizioni di lavoro.

È su questo terreno che si colloca l’impegno del Patronato ACLI, che negli ultimi anni ha rafforzato l’attenzione alla tutela INAIL e all’emersione delle malattie professionali. «Sempre più lavoratori – osserva Ricotti – non parlano di infortunio o di malattia professionale, ma di una fatica che nasce dal lavoro e invade la vita quotidiana. Il nostro compito è riconoscere questo disagio e trasformarlo in diritti, soprattutto in una fase segnata dall’inasprimento dei requisiti pensionistici».

Il tema del benessere psicosociale, indicato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro come filo conduttore della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2026, trova così una traduzione concreta nei servizi di ascolto, orientamento, accompagnamento e tutela dei diritti. «La sicurezza è reale solo quando una persona può chiedere aiuto senza paura» aggiunge Ricotti «senza una responsabilità condivisa da parte di istituzioni, imprese e società, continueremo a commentare numeri di morti e disabilità da lavoro che, almeno in parte, avrebbero potuto essere evitati. Occorre, lo ribadiamo, una cultura della sicurezza e dei diritti sui luoghi di lavoro che sia radicata prima e a prescindere da luoghi e compiti specifici. Da tempo chiediamo di inserire questi temi nei percorsi di formazione scolastica e siamo pronti a fare la nostra parte».

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INDENNITÀ DI FREQUENZA: IMPORTO 2026 E COSA ACCADE AL COMPIMENTO DEI 18 ANNI https://www.patronato.acli.it/indennita-di-frequenza/ Tue, 21 Apr 2026 09:00:55 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42548 Nel 2026, l’indennità di frequenza ammonta a € 351,04 al mese. L’indennità di frequenza è legata alla frequentazione scolastica; per questo motivo viene erogata dall’INPS da ottobre a giugno di ogni anno fino al compimento dei 18 anni (decade automaticamente al raggiungimento della maggiore età). I ratei mensili non vengono pagati nei mesi di luglio, agosto e settembre, salvo che sia attestata la partecipazione estiva a centri riabilitativi o a corsi terapeutici presso la ASL o strutture convenzionate.

Cosa succede all’indennità di frequenza una volta compiuti 18 anni

  1. Al raggiungimento dei 18 anni, l’indennità di frequenza viene sospesa automaticamente, poiché si tratta di un beneficio destinato esclusivamente ai minorenni e termina quindi con la maggiore età.
  2. Non vi è una conversione automatica in altre forme di sostegno: se il giovane percepiva soltanto l’indennità di frequenza, una volta maggiorenne deve sottoporsi a un nuovo accertamento sanitario per valutare l’eventuale diritto a una prestazione da adulto (come l’assegno mensile di invalidità civile o la pensione di inabilità), ed è necessario presentare una nuova domanda di invalidità civile.

Sperimentazione della riforma sulla disabilità 2026

Le novità introdotte riguardano in modo significativo chi presenta la domanda, le modalità di presentazione, i passaggi che vengono eliminati e il nuovo ruolo attribuito all’INPS. In particolare, viene abolita la domanda amministrativa: l’intera procedura viene ora avviata dal medico. Quando il medico trasmette telematicamente il certificato medico introduttivo, la procedura si attiva automaticamente.

Il certificato rappresenta l’avvio della richiesta; tuttavia, per ottenere effettivamente i pagamenti (pensione, indennità, ecc.), è necessario fornire informazioni relative a reddito, IBAN, composizione del nucleo familiare, eventuali ricoveri, compilando il modello AP70. L’assistenza del Patronato ACLI è richiesta per la trasmissione dei dati socio-economici tramite il modello AP70.

In assenza del modello AP70, la prestazione non può essere erogata, anche qualora siano soddisfatti tutti i requisiti previsti.

Per saperne di più: RIFORMA DISABILITÀ: LA SPERIMENTAZIONE SI ESTENDE AD ALTRE 40 PROVINCE ITALIANE.

 

Per la tua domanda  

Per richiedere assistenza e consulenza per la domanda di Invalidità civile ed indennità di frequenza  prenota qui il tuo appuntamento o trova la nostra sede più vicina.

 

Caterina Giungato
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COME RICHIEDERE LA CERTIFICAZIONE UNICA INAIL 2026 RIFERITA AI REDDITI PERCEPITI NEL 2025 https://www.patronato.acli.it/certificazione-unica/ Thu, 16 Apr 2026 09:00:18 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42540

La campagna fiscale 2026 è iniziata e coloro che nel corso del 2025 hanno ricevuto delle somme soggette a tassazione, e quindi sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi, devono acquisire tutte le certificazioni attestanti tali redditi.

In ambito Inail, normalmente, le somme percepite, avendo natura risarcitoria, non sono soggette a tassazione fiscale, tranne laddove si verifichi l’assenza dall’attività lavorativa a seguito di infortunio o malattia professionale (situazione più rara in questo secondo caso).

Per i periodi di assenza dal lavoro, infatti, l’Inail eroga l’indennità per inabilità temporanea assoluta, un reddito che di fatto sostituisce la retribuzione e quindi ne subisce il medesimo trattamento fiscale. Pertanto, si rende necessario acquisire la Certificazione Unica da parte dell’Inail.

 

Dal 16 marzo 2026, l’Inail ha reso disponibile la Certificazione Unica, che può essere richiesta attraverso i seguenti canali:

  • Direttamente dal portale Inail o attraverso l’App Inail, accedendo con il proprio Spid personale, con la Carta d’Identità elettronica o con la Carta Nazionale dei Servizi;
  • Tramite Caf convenzionati (il cui elenco è disponibile sul sito Inail)
  • Attraverso il Contact Center dell’Inail 06.6001.

Come sopra accennato, invece, in presenza di ulteriori prestazioni economiche ricevute dall’Inail, come ad esempio gli indennizzi del danno biologico o le rendite mensili, non essendo soggetti a tassazione, non devono essere dichiarati al Fisco.

Segnala il tuo caso

Se hai subìto un infortunio sul lavoro, non attendere, contatta il Patronato ACLI: è un tuo diritto tutelarti e farlo nel modo giusto può fare la differenza. 

La tua salute e i tuoi diritti sono al centro del nostro impegno. Con la nuova modalità di segnalazione, ti offriamo un servizio più rapido, accessibile e vicino alle tue esigenze.

Clicca su Segnala il tuo caso e ti richiameremo.

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PENSIONE ANTICIPATA CONTRIBUTIVA: OPPORTUNITÀ A 64 ANNI https://www.patronato.acli.it/pensione-anticipata-64-anni/ Tue, 14 Apr 2026 09:00:44 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42537 Dal 2024, le lavoratrici e i lavoratori dipendenti – sia nel settore pubblico che privato – che non hanno maturato anzianità contributiva entro il 31 dicembre 1995, oppure che possiedono i requisiti per il computo avendo anche un’iscrizione alla gestione separata, possono accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni.

Per richiedere questa forma di pensione è necessario:

  • aver compiuto 64 anni di età;
  • attendere una finestra di tre mesi;
  • aver maturato almeno 20 anni di contribuzione effettiva (ossia versamenti obbligatori, volontari o da riscatto, esclusi i contributi figurativi).

Ci sono due aspetti tecnici da considerare:

  • L’importo della pensione deve raggiungere una soglia minima, pari a 3 volte l’assegno sociale. Nel 2026 questo valore è di 638,72 euro al mese. Per le donne con un figlio la soglia scende a 1.529,47 euro (2,8 volte l’assegno sociale), e con due figli a 1.420,22 euro (2,6 volte).
  • L’importo della pensione non può superare 5 volte il trattamento minimo fino al raggiungimento dell’età pensionabile, fissata a 67 anni. Nel 2026, questo limite è di 3.059,25 euro lordi mensili.

Una consulenza personalizzata fa la differenza

Le regole pensionistiche sono articolate e ogni carriera lavorativa è diversa. Per questo, è fondamentale una valutazione personalizzata che tenga conto dell’età, della contribuzione maturata e delle diverse opzioni disponibili. È possibile richiedere una consulenza previdenziale personalizzata per analizzare la propria situazione e pianificare il pensionamento.

L’appuntamento può essere prenotato direttamente dal sito web, nella sezione Prenota il tuo appuntamento, oppure contattando la sede del Patronato ACLI più vicina.

 

Tiziana Teresi
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COME TUTELARSI IN CASO DI MALATTIA PROFESSIONALE https://www.patronato.acli.it/come-tutelarsi-in-caso-di-malattia-professionale/ Thu, 09 Apr 2026 09:00:59 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42379 Una malattia si definisce professionale quando insorge a causa del lavoro svolto nel corso degli anni. Non deriva da un incidente improvviso (come l’infortunio) ma da un’esposizione prolungata ad un determinato fattore di rischio connesso all’attività lavorativa. Ciò accade ad esempio, quando si lavora per anni nella stessa mansione.

 

Le patologie più comuni sono quelle che riguardano movimenti ripetitivi, posture scorrette, movimentazione manuale di carichi (patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, quali ernie discali, discopatie, tendiniti, tunnel carpale, ecc. ecc.). In altre situazioni è l’ambiente lavorativo a determinare l’insorgenza delle patologie, ad esempio a causa di macchinari rumorosi (sordità), oppure contatto con sostanze nocive (che possono provocare anche patologie oncologiche come nel caso dell’amianto) o polveri (problemi respiratori). Ma le situazioni interessate sono molte di più; infatti, negli ultimi anni l’Inail sta registrando un costante incremento delle casistiche segnalate.

Quando si parla di malattia professionale 

L’elemento chiave quando si parla di malattie professionali, è quindi il legame tra attività lavorativa e malattia, che può emergere anche dopo molti anni di lavoro. Questo porta molto spesso a sottovalutare le proprie patologie e ad “accettarle” come una normale conseguenza (“il mio lavoro è così!” sentiamo spesso dire), senza attivarsi per la propria tutela.

Tutelarsi, significa anzitutto attivarsi non appena la patologia viene chiaramente diagnosticaÈ importante non affrontare la cosa da soli, ma rivolgersi al Patronato, poiché il riconoscimento di una malattia professionale richiede passaggi ben determinati.

Assistenza medico-legale 

È bene quindi sapere che, con i suoi medici-legali e i suoi operatori, il Patronato può fornire tutta l’assistenza necessaria a partire dal certificato per avviare la richiesta, passando per la ricostruzione precisa del lavoro e delle mansioni svolte e fino alla valutazione della risposta trasmessa dall’Inail.

Il riconoscimento della malattia professionale da parte dell’Inail può comportare indennizzi economici che variano in base alla percentuale di danno (da un importo una tantum ad una rendita mensile), ma sono previsti anche rimborsi di spese e cure sanitarie, la fornitura di ausili e protesi ecc.. Non si tratta di “favori”, ma di diritti!

Per la tutela dei tuoi diritti 

Se il lavoro ti ha causato una patologia, è un tuo diritto tutelarti e farlo nel modo giusto può fare la differenza.  La tua salute e i tuoi diritti sono al centro del nostro impegno. Con la nuova modalità di segnalazione, ti offriamo un servizio più rapido, accessibile e vicino alle tue esigenze.

 

Clicca su Segnala il tuo caso e ti richiameremo

 

Massimo Calestani
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RICOSTITUZIONE DELLA PENSIONE: QUANDO E PERCHÉ PUÒ CAMBIARE L’IMPORTO https://www.patronato.acli.it/ricostituzione-della-pensione-2/ Tue, 31 Mar 2026 08:53:43 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42317

 

Dopo la liquidazione della pensione può accadere che l’importo riconosciuto non rispecchi pienamente tutta la contribuzione maturata nel corso della vita lavorativa. In questi casi, la normativa prevede uno strumento importante di tutela: la ricostituzione della pensione.

La ricostituzione consente di ricalcolare l’importo della pensione, entro i termini stabiliti dalla legge, valorizzando contributi – obbligatori, figurativi o da riscatto – versati o maturati prima della decorrenza della pensione, ma non valutati correttamente al momento della prima liquidazione.

 

Cosa comporta la ricostituzione della pensione 

Con la ricostituzione contributiva si procede a una verifica completa della posizione previdenziale e al ricalcolo della pensione, come se si trattasse di una nuova liquidazione.

Se l’esito è positivo, le variazioni dell’importo operano dalla decorrenza originaria della pensione; questo significa che, oltre all’aumento dell’assegno mensile, possono essere riconosciuti anche arretrati.

 

La ricostituzione può avere effetti complessi 

È importante sapere che la ricostituzione non è sempre neutra.
In alcuni casi, infatti, durante l’istruttoria possono essere rideterminati periodi di contribuzione che erano stati valutati nella prima liquidazione. Questo può comportare:

  • una modifica della decorrenza originaria della pensione;
  • oppure, nei casi più critici, la riduzione dell’importo della prestazione.

Proprio per questo motivo, la domanda di ricostituzione va sempre valutata con attenzione, evitando iniziative faidate.

 

Quando presentare la domanda di ricostituzione 

La domanda di ricostituzione può essere presentata in qualsiasi momento, ma è fondamentale agire tempestivamente per evitare che gli arretrati cadano in prescrizione.

 

Una verifica che tutela i tuoi diritti 

Ogni situazione previdenziale è diversa. La ricostituzione della pensione può rappresentare un’opportunità importante, ma anche un passaggio delicato, che richiede competenza e attenzione.

Per questo il Patronato ACLI è al tuo fianco per offrirti una consulenza previdenziale chiara e personalizzata, aiutandoti a:

  • verificare se hai diritto alla ricostituzione della tua pensione;
  • ricostruire correttamente la tua posizione contributiva;
  • valutare benefici e possibili effetti della domanda;
  • presentare la pratica in modo corretto e completo;
  • tutelare pienamente i tuoi diritti previdenziali.

 

Contatta la sede del Patronato ACLI più vicina o prenota un appuntamento per una consulenza dedicata: insieme possiamo verificare se la ricostituzione della pensione è una scelta utile e conveniente per te.

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PENSIONE SUPPLEMENTARE: QUANDO I CONTRIBUTI DIVENTANO UN DIRITTO https://www.patronato.acli.it/pensione-supplementare-diritti/ Tue, 24 Mar 2026 10:00:16 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42312 Nel corso della vita lavorativa può capitare di versare contributi in più gestioni previdenziali. Non sempre, però, questi contributi sono sufficienti a dare diritto a una seconda pensione autonoma. Questo non significa che vadano persi.

In molti casi, infatti, possono trasformarsi in un diritto attraverso la pensione supplementare.

La pensione supplementare è una prestazione economica concessa a domanda ed è rivolta a chi è già titolare di una pensione principale, ma ha versato contributi anche in altre gestioni previdenziali, senza aver maturato i requisiti necessari per una pensione autonoma aggiuntiva.

In sostanza, la pensione supplementare permette di valorizzare contributi che altrimenti resterebbero inutilizzati, riconoscendo un beneficio economico che si affianca alla pensione già in pagamento.

Chi può richiedere la pensione supplementare 

La pensione supplementare può essere riconosciuta: al pensionato, per i contributi versati in una gestione diversa da quella che ha dato origine alla pensione principale; ai familiari superstiti, in presenza di specifiche condizioni.

In particolare, i superstiti possono averne diritto quando non riescono a ottenere una pensione autonoma indiretta nella gestione in cui il lavoratore deceduto aveva versato i contributi, ma risultano titolari di una pensione ai superstiti a carico di un’altra gestione previdenziale.

 

Le diverse tipologie di pensione supplementare 

La normativa prevede tre tipologie di pensione supplementare, che si distinguono in base alla situazione personale e ai requisiti posseduti:

  • pensione supplementare di vecchiaia;
  • pensione supplementare di invalidità;
  • pensione supplementare ai superstiti.

Ogni tipologia ha regole specifiche. Per questo motivo è importante valutare con attenzione il singolo caso, tenendo conto della storia contributiva e della posizione previdenziale complessiva.

 

Da quando decorre la pensione supplementare 

La decorrenza della pensione supplementare varia a seconda del tipo di prestazione richiesta:

  • per la pensione supplementare di vecchiaia, decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda;
  • per la pensione supplementare di invalidità, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda oppure, se successivo, dal riconoscimento del requisito sanitario;
  • per la pensione supplementare ai superstiti, decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso.

 

La pensione supplementare non è automatica 

La pensione supplementare non viene riconosciuta automaticamente.
È sempre necessario presentare una domanda, dopo una verifica accurata della propria posizione contributiva e previdenziale.

Molti cittadini non sanno di avere questo diritto o rinunciano inconsapevolmente a somme che spettano loro, semplicemente perché non hanno ricevuto le informazioni corrette o non hanno effettuato i controlli necessari.

 

Verificare il tuo diritto 

Il Patronato ACLI è al tuo fianco per offrirti una consulenza previdenziale chiara e su misura, aiutandoti a:

  • verificare se hai diritto alla pensione supplementare;
  • ricostruire correttamente la tua posizione contributiva;
  • presentare la domanda in modo corretto e completo;
  • tutelare i tuoi diritti.

 

Contatta la sede del Patronato ACLI più vicina o prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.

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EMERGENZA UCRAINA: PERMESSO PROTEZIONE TEMPORANEA https://www.patronato.acli.it/emergenza-ucraina-permesso-protezione-temporanea/ Tue, 24 Mar 2026 09:46:48 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=42476

Hai un permesso per protezione temporanea? Controlla la scadenza e rinnovalo! 

I cittadini ucraini e i cittadini stranieri residenti in Ucraina fuggiti dal conflitto in corso che hanno trovato riparo in Italia in data successiva al 24 febbraio 2022 hanno ora la necessità di rinnovare il proprio titolo di soggiorno scaduto il 4 marzo 2026. La richiesta di rinnovo va presentata direttamente alla Questura competente e prevede il pagamento di 30,46 euro per il rilascio del tesserino elettronico e il pagamento della marca da bollo da 16 euro.

 

 

Con la Legge n. 26 del 27 febbraio 2026 è stata confermata la proroga del diritto a godere della protezione temporanea fino al 4 marzo 2027.

Tale disposizione ribadisce gli impegni assunti dalla Decisione del Consiglio di Europa verso i profughi dall’Ucraina accolti nei Paesi UE.

Protezione speciale 

Si fa presente, inoltre, che i permessi per protezione speciale rilasciati ai cittadini ucraini che erano già presenti in Italia prima dello scoppio del conflitto e impossibilitati a fare ritorno in Ucraina, vengono anch’essi rinnovati con la stessa tempistica (4 marzo 2027) sempre a seguito di domanda di rinnovo presentata direttamente alla Questura competente per territorio.

Conversione 

Si ricorda, infine, che i titolari di un permesso di protezione temporanea possono, in presenza di un contratto di lavoro, convertire il proprio permesso in un permesso per motivi di lavoro. La domanda da presentare alla Questura territorialmente competente prevede inoltre il pagamento del contributo (di 40 o 50 euro a seconda della durata del contratto di lavoro se a tempo indeterminato o determinato), nonché gli importi relativi al tesserino elettronico e la marca da bollo.

Consulenza personalizzata 

Per un orientamento sulle procedure per il rinnovo o per la verifica sulla presenza dei requisiti per la conversione del permesso per protezione temporanea, il Patronato ACLI è a tua disposizione, non esitare a contattarci presso gli uffici nella tua provincia. Trova la sede più vicina.

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