Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Tue, 16 Jul 2019 12:55:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.2 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 Indennità di accompagnamento: 517,84 euro per 12 mensilità, esente da IRPEF https://www.patronato.acli.it/indennita-di-accompagnamento-51784-euro-per-12-mensilita-esente-da-irpef/ Tue, 16 Jul 2019 12:54:30 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26050 L’indennità di accompagnamento è una prestazione di assistenza concessa dall’Inps e non reversibile, a cui hanno diritto gli invalidi civili con disabilità grave, residenti in Italia.
Ne può usufruire chi per deambulare ha bisogno dell’aiuto permanente di un accompagnatore o chi, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, necessita di un’assistenza continua.

Quali i requisiti?

L’indennità viene erogata: a tutti i cittadini italiani o comunitari residenti in Italia; ai cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno e per soggiornanti di lungo periodo, a condizione che siano residenti sul territorio italiano.
Per il riconoscimento del beneficio non sono previsti limiti minimi o massimi di età.
Possono ottenere la prestazione le persone a cui è riconosciuta un’invalidità totale e permanente del 100%, accompagnata dall’impossibilità di deambulare senza l’aiuto continuo di un accompagnatore o dall’incapacità di gestire autonomamente nel quotidiano la propria vita.

L’assegno

L’assegno è pari ad unimporto di 517,84€ e spetta per 12 mensilità: al pari delle altre provvidenze assistenziali è esente da Irpef e quindi non va dichiarata nella denuncia dei redditi.
L’indennità inoltre non è reversibile e non è soggetta a nessun limite di reddito.
I requisiti vengono accertati da una commissione operante presso ogni Asl.
Il verbale emesso viene poi verificato dall’Inps, cui spetta il compito di convalidarlo o meno, oppure di richiedere un’ulteriore visita.
L’indennità non è cumulabile con analoghi trattamenti di accompagnamento ma può essere aggiunto a tutti gli altri trattamenti assistenziali e previdenziali.
Sono esclusi dal diritto all’indennità di accompagnamento gli invalidi che siano ricoverati gratuitamente in istituti di degenza o per i fini riabilitativi, o presso ospedali.

Gli operatori del Patronato Acli sono a tua disposizione per la presentazione della domanda e per tutte le informazioni necessarie.Trova la sede a te più vicina o Prenota il tuo appuntamento, ti aspettiamo!

 

Katia Marazzina
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In caso di malattia grave il lavoratore ha diritto al part-time? https://www.patronato.acli.it/in-caso-di-malattia-grave-il-lavoratore-ha-diritto-al-part-time/ Mon, 15 Jul 2019 11:36:10 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26047 Purtroppo accade che un lavoratore sia colpito da una patologia grave come quella oncologica.
Si tratta di malattie invalidanti, che richiedono tempo per le cure, per cui si rende necessaria una riduzione dell’impegno lavorativo.
Cosa succede al dipendente che vive questa difficile situazione?
La legge viene in aiuto dei pazienti oncologici con una particolare regolamentazione nella disciplina del lavoro a tempo parziale.
Questi lavoratori, sia nel settore pubblico che in quello privato, se in possesso di una residua capacità lavorativa certificata dalle USL competenti, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro part-time, verticale oppure orizzontale.
In ogni momento, su richiesta del lavoratore, il rapporto di lavoro part-time potrà essere trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno, con ritorno ad orario e stipendio completo.

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Marino #inpensioneprima con #quota100: licenziato 3 anni fa, ha colto al volo quest’occasione https://www.patronato.acli.it/marino-inpensioneprima-con-quota100-licenziato-3-anni-fa-ha-colto-al-volo-questoccasione/ Fri, 12 Jul 2019 13:17:05 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26042 Marino il 22 luglio compirà 66 anni. Gli ultimi 3, dopo ben 43 anni di attività come agente di commercio per un grosso marchio di elettrodomestici, è stato licenziato a causa di una fusione aziendale.
Mi sono trovato improvvisamente senza lavoro e devo dire che questa quota 100 è arrivata come una benedizione. Con la vecchia legge, la Fornero, avrei dovuto aspettare fino a gennaio 2020, ma ormai ero proprio arrivato con l’acqua alla gola”.
Marino ha capito immediatamente che sarebbe rientrato tra i beneficiari della nuova misura, anche grazie ad un test online fatto sul sito del Patronato Acli.
Avevo avuto la brutta esperienza con l’Ape Sociale, ho provato a fare richiesta ma purtroppo non era prevista per gli autonomi come me, se non per alcune categorie usuranti”.
Marino racconta che per lui il lavoro era diventato molto pesante: “Dopo tanti anni di lavoro ero anche molto stanco. Io vivo a Prato e per lavoro ho girato negli ultimi 30 anni tutta la Toscana, almeno 55 mila chilometri l’anno”.
Ora, insieme a sua moglie, fa il nonno a tempo pieno “praticamente è un altro lavoro, ho due nipoti di 8 anni e di un anno e mezzo che ci tengono occupati tutto il giorno, ma va bene così, siamo felici”.

 

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Il “Decretone” introduce due nuove tipologie di riscatto contributivo https://www.patronato.acli.it/il-decretone-introduce-due-nuove-tipologie-di-riscatto-contributivo/ Thu, 11 Jul 2019 12:56:11 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26037 Tra le varie novità previdenziali, il Decreto legge su “Quota 100 e Reddito di cittadinanza” ha introdotto due nuove possibilità di riscatto dei contributi per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, e per gli autonomi e parasubordinati.
La prima tipologia di riscatto, rivolta esclusivamente ai lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non titolari di pensione, prevede la facoltà di riscattare i periodi non coperti da contribuzione e non soggetti ad alcun obbligo contributivo.
I periodi ammessi a riscatto devono collocarsi prima del 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del DL 4/2019, e devono obbligatoriamente essere compresi nel periodo che intercorre tra l’anno del primo e quello dell’ultimo contributo, accreditato a qualunque titolo nelle forme assicurative interessate.
Il riscatto può riferirsi ad un periodo massimo di cinque anni, anche non continuativi.
Questa nuova facoltà di riscatto è prevista in via sperimentale per il triennio 2019/2021, e la relativa domanda può essere presentata non solo dal lavoratore interessato o dai suoi superstiti, ma anche dai suoi parenti ed affini entro il secondo grado.
I periodi riscattati saranno validi sia ai fini del diritto della pensione che per la sua misura.
L’onere complessivo, detraibile dall’IRPEF nella misura del 50%, verrà determinato applicando alla retribuzione media degli ultimi 12 mesi l’aliquota contributiva di finanziamento.
Per esempioun dipendente privato con una retribuzione media lorda di 1.800 euro al mese dovrebbe sostenere un onere di circa 7.128 euro per il riscatto di un anno.
Il versamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione oppure in un massimo di 60 rate mensili, di importo non inferiore a 30 euro, senza interessi.
Nel settore privato anche il datore di lavoro potrà sostenerne l’onere, destinando a tal fine i premi di produzione spettanti al lavoratore.
La seconda innovativa previsione normativa prevede, invece, una diversa modalità di calcolo dell’onere di riscatto dei periodi di studi universitari che si collochino in periodi valutabili con il metodo di calcolo contributivo.
Tale facoltà, inizialmente limitata ai soggetti con un’età inferiore ai 45 anni, con la legge di conversione del c.d. “decretone” (L. 26/2019) è estesa a tutti senza alcun limite di età.
Il calcolo agevolato della somma da pagare consiste nel prendere a riferimento non la retribuzione media riferita all’ultimo anno di lavoro, ma il minimale retributivo previsto per le Gestioni Speciali degli Artigiani e dei Commercianti (pari a 15.878 euro per l’anno 2019) e applicando a quest’ultimo l’aliquota di computo del 33% prevista nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
Ad esempio: un quarantenne con una retribuzione annua lorda di 50.000 euro che voglia riscattare una laurea quadriennale che si collochi tra il 1° novembre 1997 ed il 31 ottobre 2001, in base alla nuova normativa, potrebbe sostenere un onere complessivo di 20.958,96 euro anziché di 66.000 euro.
La domanda va presentata per via telematica all’Inps.
Per quanto riguarda il pagamento, rimangono invariate le regole sulla possibilità di rateizzazione in 120 rate e sulla detrazione fiscale.

Una consulenza su misura

Gli Operatori del Patronato ACLI sono a completa disposizione per una consulenza su misura e per darti tutte le informazioni e il supporto necessari per l’invio della domanda. Trova la sede a te più vicina o Prenota il tuo appuntamento, ti aspettiamo!

 

Franco Bertin
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Lo studente orfano rischia di perdere la pensione di reversibilità se lavora? https://www.patronato.acli.it/lo-studente-orfano-rischia-di-perdere-la-pensione-di-reversibilita-se-lavora/ Tue, 09 Jul 2019 13:52:52 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26032

La bella stagione rappresenta per molti studenti l’occasione per svolgere piccoli lavoretti, in genere legati al turismo, per incrementare le proprie entrate e magari rendersi un po’ indipendenti dai genitori.
In genere si tratta di primi approcci con il mondo del lavoro che meritano di essere incoraggiati ma che, nel caso di studenti orfani titolari di pensione di reversibilità, possono riservare delle sorprese.
La pensione ai superstiti è una prestazione previdenziale il cui fine è quello di supportare economicamente le famiglie che si trovano in difficoltà a causa della scomparsa di un suo componente titolare di reddito, in genere uno dei genitori.
Per l’orfano maggiorenne e studente, universitario o di scuola superiore, il diritto alla pensione è motivato dalla difficoltà a lavorare, e dunque a procurarsi un reddito, a causa degli impegni di studio.
Per questo motivo, lo svolgersi di un’attività lavorativa protratta nel tempo ed adeguatamente remunerata, comporta secondo il legislatore il venir meno della tutela.
In altri termini, in presenza di redditi oltre una certa soglia, è come se l’orfano perdesse la qualifica di studente e con essa il diritto alla quota di pensione, indipendentemente dall’aver effettivamente smesso di studiare.
Diversamente, come affermato dalla Corte Costituzionale, piccoli redditi per lavori precari e saltuari non hanno rilevanza sullo status di studente e consentono al figlio di mantenere la pensione cumulando le due entrate.
In assenza di un’espressa previsione legislativa, l’INPS considera compatibile con la pensione ai superstiti lo svolgimento di una attività lavorativa che generi un reddito inferiore al trattamento minimo di pensione maggiorato del 30%, misurato in base al periodo di svolgimento dell’attività lavorativa.
Il superamento di questa soglia comporta la sospensione della prestazione.
L’Istituto ha fornito alle proprie sedi chiarimenti ed esempi utili che riproponiamo.

Primo esempio. Figlio maggiorenne e studente, che svolge attività lavorativa tra il 01.07.2019 e il 30.09.2019 percependo un reddito lordo pari a € 750,00 per il mese di luglio, € 800,00 per il mese di agosto, € 200,00 per il mese di settembre, per complessivi € 1.750,00.

La soglia da rispettare per mantenere lo status di studente è pari a € 8.669,87 annui da riparametrare ai 3 mesi di lavoro: il limite per il trimestre è, dunque, di € 2.000,73 (€ 8.669,87/13*3). In questo caso il figlio superstite mantiene il diritto alla pensione ai superstiti e cumula i due redditi.

Secondo esempio. Figlio maggiorenne e studente, che svolge attività lavorativa dal 01/07/2019 luglio al 30/09/2019 con un reddito complessivo lordo di € 2.500,00. In questo caso il reddito percepito supera la soglia di riferimento ed il figlio superstite non avrà diritto alla pensione ai superstiti, che dovrà essere sospesa o recuperata per trimestre lavorato e ripristinata successivamente.

Franco Bertin
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Agnese sta crescendo…i genitori vanno al Patronato Acli per rinnovare la domanda ANF https://www.patronato.acli.it/agnese-sta-crescendoi-genitori-vanno-al-patronato-acli-per-rinnovare-la-domanda-anf/ Thu, 04 Jul 2019 12:38:41 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26028 Agnese ha quasi un anno e mezzo e inizia a tentare i primi passi sotto lo sguardo dei genitori, Lisa e Paolo, due lavoratori dipendenti di aziende private.

Lo scorso anno provarono a chiedere al Patronato ACLI se avevano diritto all’assegno mensile per il nucleo familiare (ANF). Ricordano benissimo quel giorno non solo perché la loro richiesta ha avuto dei benefici economici ma, soprattutto, perché quella fu la prima volta che fecero assaggiare il gelato ad Agnese.

Anche per il rinnovo della richiesta preparano i documenti (i modelli 730 fatti al CAF, i tesserini dei codici fiscali e le carte d’identità) e si recano al Patronato ACLI.

Sanno che ogni anno, nei mesi di giugno e luglio, è opportuno ripresentare la richiesta in modo che il pagamento della prestazione non abbia interruzioni.

Sono anche tranquilli perché, se ci fossero intoppi, la richiesta potranno farla anche nei mesi successivi, visto che vengono comunque riconosciuti gli assegni arretrati a partire sempre da giugno. Infatti, sussistendone il diritto, il periodo di pagamento annuale è da giugno dell’anno corrente fino al 31 luglio dell’anno successivo.

Lisa lavora come segretaria part-time ed il suo stipendio è sempre fermo a circa 600 euro mensili, mentre Paolo è un operaio metalmeccanico e, rispetto allo scorso anno, ha avuto un piccolo aumento e guadagna quasi 1.400 euro al mese.

L’operatore del Patronato ACLI, che un anno prima aveva istruito e presentato telematicamente la richiesta all’INPS, conferma anche questa volta il diritto all’assegno, seppur ridotto di pochi euro al mese a causa dell’aumento di stipendio di Paolo e procede con l’invio del rinnovo, spiegando che è opportuno verificare ogni anno il diritto sulla base dei redditi e della composizione del nucleo familiare.

I neo mamma e papà sono contenti e soddisfatti, anche questa volta, e tra di loro concordano che affidarsi a mani esperte è sempre opportuno, i diritti sono una cosa seria, avere qualcuno che ti aiuta e ti informa semplifica la vita.

Il Patronato ACLI è a tua disposizione, Trova la sede a te più vicina o Prenota un Appuntamento, ti aspettiamo per fare la domanda e per verificare se hai diritto all’assegno per il nucleo familiare!

Raffaele DE LEO
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Lavoro all’estero e contributi volontari all’Inps: una opzione possibile https://www.patronato.acli.it/lavoro-allestero-e-contributi-volontari-allinps-una-opzione-possibile/ Tue, 02 Jul 2019 11:20:17 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26025 Sono molti gli italiani che decidono di emigrare all’estero per iniziare una nuova attività lavorativa ma che desiderano continuare comunque a versare i contributi all’Inps, in maniera volontaria, per avere in futuro diritto alla pensione secondo le norme previste nel nostro Paese.

Per la legge italiana infatti, in deroga ai criteri generali, i versamenti volontari sono compatibili con l’attività lavorativa esercitata all’estero, che sia svolta in Paesi convenzionati con l’Italia in materia di sicurezza sociale oppure in Paesi non convenzionati.

Di conseguenza, in presenza dei requisiti contributivi previsti dalla legge, il lavoratore emigrato all’estero potrà proseguire volontariamente l’assicurazione obbligatoria interrotta in Italia, al fine di perfezionare il diritto ad una pensione secondo l’ordinamento italiano.

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Invalidi civili: Assegno e Pensione di invalidità, quali i requisiti per ottenerli? https://www.patronato.acli.it/invalidi-civili-assegno-e-pensione-di-invalidita-quali-i-requisiti-per-ottenerli/ Mon, 01 Jul 2019 14:15:46 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26021 L’assegno di invalidità civile è un’indennità economica riconosciuta a mutilati e invalidi civili, di età compresa tra i 18 anni e i 67 anni, con una invalidità compresa tra il 74% e il 99%.

Si tratta di un sostegno a carattere assistenziale, cioè indipendente da un rapporto assicurativo e contributivo del beneficiario, ma per ottenerlo è necessario comunque il rispetto di determinati requisiti di reddito.

Chi può usufruire di questo sostegno economico?

I cittadini italiani e i cittadini comunitari, residenti in Italia; i cittadini extracomunitari purchè legalmente soggiornanti sul territorio nazionale.

La prestazione è concessa per 13 mensilità, con decorrenza dal mese successivo alla presentazione della domanda, non è reversibile ed è pari a 285,66 euro al mese.

Quali i requisiti di reddito?

Per poter fare domanda di assegno di invalidità bisogna avere un reddito non superiore a 4.906,76 euro.

Nel calcolo sono considerati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef. Non rientrano quindi nella valutazione l’importo stesso dell’assegno mensile, le rendite Inail, le pensioni di guerra.

Chi è nato all’estero deve inoltre dichiarare, con apposita documentazione proveniente dallo Stato estero di provenienza, la presenza o meno di redditi nel Paese d’origine.

La valutazione del reddito deve essere effettuata solo nei confronti del beneficiario della prestazione economica e nel suo computo è esclusa la casa di abitazione principale.

L’assegno mensile è incompatibile con le prestazioni dirette di invalidità, le pensioni privilegiate e le rendite Inail.

Pertanto chi fa domanda non può cumulare l’assegno con queste misure, anche se viene comunque riconosciuta la facoltà di optare per il trattamento più favorevole.

La pensione di invalidità civile invece è una prestazione economica per i mutilati e gli invalidi civili con un’età compresa tra i 18 anni e i 67 anni, a cui è riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Mantiene le stesse regole di erogabilità dell’assegno di invalidità, compreso l’importo, con la sola differenza che per la pensione di invalidità il reddito annuale deve essere nel limite dei 16.814,34€ lordi annui.

Questa misura è incompatibile con altre prestazioni assistenziali mentre è compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, sempre nel rispetto del limite di reddito previsto per legge.

In entrambi i casi spetta fino al compimento dei 67 anni (requisito da adeguare alle speranze di vita). Raggiunto il limite di età, la prestazione si trasforma automaticamente in assegno sociale.

Gli operatori del Patronato Acli sono a tua disposizione per la presentazione della domanda e per tutte le informazioni necessarie.

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Katia Marazzina
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Assegno al Nucleo Familiare: per i dipendenti domanda solo online https://www.patronato.acli.it/assegni-al-nucleo-familiare-per-lavoratori-dipendenti-domanda-allinps-solo-per-via-telematica/ Tue, 25 Jun 2019 10:00:31 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26008 Dal 1° aprile 2019 è cambiata la modalità di richiesta degli Assegni al Nucleo Familiare. Le domande di ANF vanno infatti presentate all’Inps esclusivamente per via telematica, e non più in forma cartacea al proprio datore di lavoro.

Il pagamento continuerà tuttavia ad essere effettuato mensilmente in busta paga. Lo ha comunicato l’Inps con una recente circolare, nella quale ha spiegato che la nuova modalità garantirà il corretto calcolo dell’importo spettante e assicurerà una maggiore aderenza alla normativa sulla protezione dei dati personali.

La nuova procedura riguarda i lavoratori dipendenti di aziende non agricole del settore privato.

Solo i lavoratori agricoli a tempo indeterminato, i cosiddetti OTI, ed i lavoratori del settore pubblico non sono interessati dalla novità: queste categorie potranno quindi continuare con la vecchia procedura, ovvero la presentazione del modulo cartaceo ai rispettivi enti e datori di lavoro.

L’Assegno al Nucleo Familiare è un sostegno economico erogato dall’INPS ed esente da imposizione fiscale (da non confondere con le detrazioni fiscali per i familiari a carico) che riguarda le famiglie dei lavoratori dipendenti in attività, dei titolari di pensioni a carico dei fondi dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori parasubordinati, dei titolari di prestazioni antitubercolari e di prestazioni a sostegno del reddito, quali per esempio la NASPI.

L’erogazione della cifra è prevista nel periodo dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo.

L’importo dell’assegno spetta in misura diversa in base alla consistenza numerica del nucleo familiare, al reddito e alla sua composizione. Appartengono al nucleo familiare:

  • il richiedente;
  • il coniuge/parte di unione civile, che non sia legalmente ed effettivamente separato o sciolto da unione civile, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia;
  • i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  • i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati;
  • i figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 21 anni, purché facenti parte di “nuclei numerosi”, cioè nuclei familiari con almeno quattro figli tutti di età inferiore ai 26 anni;
  • i fratelli, le sorelle del richiedente e i nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo se sono orfani di entrambi i genitori, non hanno conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non sono coniugati;
  • i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni e viventi a carico dell’ascendente.

Nei casi in cui sia necessario il preventivo rilascio dell’autorizzazione da parte dell’Istituto, nonostante le nuove disposizioni attive dal 1° di aprile, andrà comunque presentata la relativa domanda di “autorizzazione ANF” tramite la procedura telematica già precedentemente prevista.

Le domande già presentate al datore di lavoro fino al 31 marzo, con il modello ANF/Dip (SR16), per il periodo dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2019 o per gli anni precedenti, continuano a mantenere validità e non devono essere ripresentate con la nuova procedura.

La domanda telematica

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Franco Bertin
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Indennità di frequenza: un diritto per i minorenni con disabilità https://www.patronato.acli.it/indennita-di-frequenza-un-diritto-per-i-minorenni-con-disabilita/ Mon, 24 Jun 2019 14:16:13 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26002

L’indennità di frequenza è una prestazione economica assistenziale riconosciuta a giovani minori di 18 anni con disabilità, il cui obiettivo è favorirne l’inserimento scolastico e sociale.
Per avere diritto a questa misura è necessario avere un reddito non superiore alle soglie previste annualmente dalla legge.
Si chiama indennità di frequenza perché viene riconosciuta solo a chi può dimostrare di frequentare: la scuola, pubblica o privata; centri ambulatoriali o centri diurni specializzati nel trattamento terapeutico o nella riabilitazione; centri di formazione professionale.

Possono beneficiare di questo diritto i minori italiani residenti in Italia e i minori comunitari ed extracomunitari, purchè residenti sul nostro territorio.
Il minore ha diritto a questo sostegno economico solo se ha una perdita uditiva o una disabilità tali da comportare difficoltà persistenti nello svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età, in base ai requisiti previsti dalla legge.
Si ricorda che in caso di minore iscritto alla scuola primaria o secondaria di primo e secondo grado, il requisito della frequenza s’intende rispettato se la presenza è pari ad almeno ¾ dell’orario scolastico stabilito per legge.

Nel caso di asili nido o scuole d’infanzia, va presentata annualmente un’autodichiarazione di frequenza per le strutture pubbliche, o un certificato di frequenza per le scuole private.
La prestazione è concessa sino ad un massimo di 12 mensilità all’anno, con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello di effettivo inizio della frequenza, fino al mese successivo a quello di cessazione.
L’importo è di 285,66€ e i beneficiari devono rispettare il limite reddituale dei 4.906,72€ annui.

Nella valutazione della condizione economica del richiedente, sono valutabili i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef; mentre i beneficiari nati in un Paese estero devono presentare la documentazione attestante la presenza o meno di redditi esteri.

Questo tipo di indennità è incompatibile con qualsiasi forma di ricovero. Inoltre non può essere concessa: ai minori che già usufruiscono dell’indennità di accompagnamento; a chi beneficia dell’indennità per i ciechi civili o di quella di comunicazione a favore dei sordi.

La prestazione spetta sino ai 18 anni: al compimento della maggiore età, e qualora sussistano le condizioni di bisogno, l’interessato può fare domanda per l’assegno di invalidità o la pensione, a seconda del grado di invalidità riconosciuto.

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Katia Marazzina
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