Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Mon, 11 Nov 2019 14:55:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.4 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 Il TFR matura anche nei periodi di astensione dal lavoro? https://www.patronato.acli.it/il-tfr-matura-anche-nei-periodi-di-astensione-dal-lavoro/ Mon, 11 Nov 2019 14:55:15 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26254 Il Trattamento di Fine Rapporto o TFR è una somma che viene corrisposta ai lavoratori dipendenti al termine del rapporto di lavoro e matura sia durante il normale svolgimento del rapporto di lavoro, sia durante i periodi di astensione tutelati dalla legge.
È calcolato accantonando per ogni anno di servizio un determinato importo, sostanzialmente pari ad una mensilità di retribuzione; la cifra viene incrementata secondo un meccanismo di rivalutazione automatica.
Ma cosa succede quando un lavoratore è assente per malattia, o maternità o infortunio?
In tutti questi casi si tratta di assenze che, entro certi limiti, danno diritto al mantenimento del posto di lavoro.
La retribuzione durante questi periodi è coperta in parte dagli istituti di previdenza (INPS, INAIL) ed in parte dal datore di lavoro.
Per quanto riguarda il TFR, questo matura regolarmente durante tali assenze e nella stessa misura che sarebbe spettata al lavoratore se avesse regolarmente lavorato.
Anche la cassa integrazione è considerata a tutti gli effetti una sospensione del rapporto di lavoro: pertanto anche durante i periodi di cassa integrazione il TFR matura regolarmente per il medesimo importo a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di regolare svolgimento del rapporto di lavoro.
Se hai dubbi, domande o vuoi verificare se il TFR ti è stato regolarmente pagato, rivolgiti ai nostri operatori presso gli sportelli del Patronato ACLI: trova la sede più vicina e fissa un appuntamento.

 

Alberto Meli
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Assegno di maternità dello Stato: quali requisiti per ottenerlo? https://www.patronato.acli.it/assegno-di-maternita-dello-stato-quali-requisiti-per-ottenerlo/ Tue, 05 Nov 2019 10:31:55 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26249 È di 2.132,39 euro il nuovo importo dell’assegno di maternità che lo Stato riconosce alle lavoratrici precarie e discontinue che diventano mamme nel corso del 2019. 

Chi ne ha diritto?
Questo sostegno economico, erogabile anche in caso di adozione e affidamento, è riconosciuto alle madri residenti in Italia che siano cittadine italiane o comunitarie, oppure cittadine extracomunitarie in possesso del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno)
La residenza nel territorio dello Stato italiano della richiedente è necessaria già al momento della nascita del bambino. 
I requisiti per ottenere il beneficio sono  

far valere almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo compreso fra i 18 e i 9 mesi precedenti la nascita del bambino; 

oppure, nel caso in cui la madre abbia lavorato almeno 3 mesi e abbia avuto diritto ad una prestazione dell’Inps (malattia o disoccupazione, ecc.), è necessario che fra la data del parto e quella di cessazione del diritto alla prestazione non sia trascorso un periodo superiore alla durata della prestazione stessa (in ogni caso non superiore a nove mesi).  

L’assegno non può essere cumulato con le altre prestazioni a sostegno della maternità percepite a qualsiasi titolo. 
Qualora l’importo dell’assegno dello Stato risulti superiore a quello delle prestazioni di maternità già percepite, la madre può fare richiesta per la quota differenziale. 
La domanda di assegno va presentata all’Inps entro sei mesi dalla nascita.  

L’assegno di maternità del Comune
Le mamme che non beneficiano di alcun trattamento economico di maternità possono chiedere, per ogni figlio nato, un assegno a carico dei Comuni. 
Per i nati nel 2019, l’importo del beneficio è di 346,39 euro mensili, corrisposto per 5 mensilità (1.731,95). 
Il diritto alla prestazione è subordinato ad un limite reddituale rilevato sulla base dell’indicatore della situazione economica (ISEE) del nucleo familiare della madre. 
Per l’anno 2019il valore ISEE da non superare per un nucleo di 3 persone è di € 17.330,01. La domanda va presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla data del parto.  

Per ogni altra informazione sull’assegno di maternità rivolgiti ai nostri operatori: cerca la sede del Patronato ACLI a te più vicino e prenota un appuntamento. 

 

Fabio Raggi 
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Lavoro domestico: cosa succede in caso di decesso del datore di lavoro? https://www.patronato.acli.it/lavoro-domestico-cosa-succede-in-caso-di-decesso-del-datore-di-lavoro/ Wed, 30 Oct 2019 14:01:32 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26243 Nell’ambito della rubrica dedicata ai lavoratori domestici e alle varie tipologie di interruzione del rapporto lavorativo, oggi vi parleremo della circostanza più triste ed indesiderata che possa verificarsi: ovvero la morte del datore.

Quali conseguenze?
Quando si verifica il decesso del datore di lavoro il contratto è da considerarsi concluso poiché viene a mancare il così detto “dante causa”, cioè il motivo che tiene in piedi l’esistenza del rapporto di lavoro.

Spetta il preavviso?
Al lavoratore dovrà essere corrisposta un’indennità sostitutiva del mancato preavviso poiché il contratto si risolve subito al verificarsi dell’evento.
I giorni da indennizzare sono gli stessi stabiliti per il licenziamento.

 

 

ANZIANITÀ CONTRATTUALE

PREAVVISO DEL LAVORATORE

Rapporto di lavoro oltre le 24 ore settimanali

Fino a 5 anni

15 giorni

Oltre 5 anni

30 giorni

Rapporto di lavoro fino a 24 ore settimanali

Fino a 5 anni

8 giorni

Oltre 5 anni

15 giorni

 

Spetta la disoccupazione al lavoratore?
Si, se il lavoratore ha maturato almeno 13 settimane di contributi Inps negli ultimi 4 anni, oppure se ha lavorato per almeno 30 giorni negli ultimi 12 mesi precedenti lo stato di disoccupazione.

UNA CORRETTA GESTIONE
Per una corretta gestione del vostro contratto di lavoro domestico potete rivolgervi allo sportello Colf e Badanti del Patronato Acli più vicino a voi.

 

Donatella Raggi
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Supplemento per pensionati che continuano a versare contributi https://www.patronato.acli.it/supplemento-per-pensionati-che-continuano-a-versare-contributi/ Mon, 28 Oct 2019 14:54:52 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26237 A seguito delle varie riforme previdenziali, per un pensionato è possibile riprendere l’attività lavorativa cumulando il reddito da pensione con quello da lavoro.
I contributi che vengono versati successivamente alla pensione possono essere aggiunti alla pensione già liquidata.
Questa operazione di ricalcolo viene chiamato “supplemento” e viene riconosciuta a tutti i titolari di pensione che riprendano o proseguano l’attività lavorativa nella stessa cassa pensionistica che ha dato origine alla pensione stessa, a condizione che siano trascorsi almeno cinque anni dalla decorrenza della pensione stessa.
Il supplemento di pensione si somma alla pensione già in essere e diviene parte integrante di essa dalla data del supplemento stesso.

 

Quando
Il pensionato ha anche, per una sola volta, la facoltà di richiedere tale prestazione trascorsi soltanto due anni dalla decorrenza di pensione o dal precedente supplemento, a condizione che sia già stata compiuta l’età prevista per la pensione di vecchiaia nella gestione in cui si chiede il supplemento.
È invece diverso per il supplemento richiesto per le pensioni dei lavoratori iscritti alla gestione separata. In questa gestione infatti il supplemento deve essere richiesto per la prima volta dopo due anni dalla decorrenza di pensione e poi ogni cinque anni indipendentemente dal compimento dell’età della pensione di vecchiaia.
Per la determinazione dell’importo del supplemento, vengono seguiti i criteri generali delle pensioni: per gli importi successivi al 31/12/1995 viene utilizzato il sistema retributivo se il titolare ha già maturato i 18 anni di contributi a tale data. Fermo restando che invece i contributi versati a partire dal 01/01/2012 saranno conteggiati con il sistema contributivo.

La validità della domanda
La decorrenza di tale prestazione è fissata dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domandaTale prestazione non prevede il calcolo degli arretrati anche se il diritto era stato maturato prima dell’invio della domanda. 

La domanda
Per qualunque chiarimento puoi rivolgerti agli sportelli del Patronato ACLI: troverai un nostro operatore sempre disponibile per informazioni e assistenza per l’invio telematico della pratica.
Trova la sede più vicina o Prenota un appuntamento, ti aspettiamo!

Katia Marazzina

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“Somma aggiuntiva”, ovvero Quattordicesima per i pensionati: importo e requisiti https://www.patronato.acli.it/somma-aggiuntiva-ovvero-quattordicesima-per-i-pensionati-importo-e-requisiti/ Fri, 25 Oct 2019 10:53:18 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26232 Ogni anno nel mese di luglio milioni di italiani ricevono una prestazione chiamata “somma aggiuntiva”, più conosciuta come quattordicesima mensilità.
A questa prestazione hanno diritto tutti i pensionati che abbiano compiuto i 64 anni di età anagrafica e in presenza di determinate condizioni reddituali.
Il reddito di riferimento anche se il pensionato è coniugato è solo quello individuale, composto oltre che dalla pensione stessa anche dai redditi di qualsiasi natura.
Sono però esclusi: trattamenti di famiglia, indennità di accompagnamento, indennità per i ciechi parziali, indennità di comunicazione per i sordomuti, pensioni di guerra e reddito della casa di abitazione principale.

La misura
L’importo della somma aggiuntiva varia in base a due elementi: l’anzianità contributiva complessivamente maturata nella gestione in cui è stata liquidata la pensione, cioè da dipendente o da autonomo; la fascia di reddito posseduta dal pensionato, una inquadrata entro un limite di reddito pari a 1,5 volte il TM (€ 10.003,69), l’altra invece fino a 2 volte il TM (€ 13.338,26).

 

Pensionati con limite di reddito fino a 1,5 volte il TM

Anni di contribuzione

Importo

Limite di reddito corresponsione intera

Limite di reddito corresponsione ridotta

Dipendenti

Autonomi

Fino a 15 anni

Fino a 18 anni

€ 437,00

€ 10.003,69

€ 10.440,69

Oltre 15 anni fino a 25

Oltre 18 anni fino a 28

€ 546,00

€ 10.003,69

€ 10.549,69

Oltre 25 anni

Oltre 28 anni

€ 655,00

€ 10.003,69

€ 10.658,69

 

Pensionati con limite di reddito fino a 2 volte il TM

Anni di contribuzione

Importo

Limite di reddito corresponsione intera

Limite di reddito corresponsione ridotta

Dipendenti

Autonomi

Fino a 15 anni

Fino a 18 anni

€ 336,00

€ 13.338,26

€ 13.674,26

Oltre 15 anni fino a 25

Oltre 18 anni fino a 28

€ 420,00

€ 13.338,26

€13.758,26

Oltre 25 anni

Oltre 28 anni

€ 504,00

€ 13.338,26

€ 13.842,26

 

Il legislatore ha previsto una particolare clausola di salvaguardia per chi supera di poco le soglie di reddito indicate: nel caso in cui risulti superiore a 1,5 volte il TM, ovvero a 2 volte il TM, e sia inferiore a tale limite incrementato della somma aggiuntiva spettante in base ai contributi, la quattordicesima verrà comunque corrisposta fino al raggiungimento del predetto limite maggiorato.
Per chi a luglio non avesse ricevuto la somma aggiuntiva ma ne avesse diritto, si consiglia di recarsi presso gli uffici del Patronato ACLI al fine di attivare una ricostituzione reddituale. In tal modo l’Inps potrà conoscere il reddito del pensionato ed erogare la prestazione.

Una consulenza personalizzata
Gli operatori del Patronato ACLI sono a completa disposizione per una consulenza su misura e per darti tutte le informazioni e il supporto necessari per l’invio della domanda. Trova la sede a te più vicina o Prenota il tuo appuntamento, ti aspettiamo!

 

Katia Marazzina
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Lavoro domestico: la chiusura del contratto per dimissioni https://www.patronato.acli.it/lavoro-domestico-la-chiusura-del-contratto-per-dimissioni/ Thu, 24 Oct 2019 13:51:19 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26222 Nell’ambito del nostro approfondimento settimanale sulle casistiche che possono portare alla cessazione del rapporto di lavoro domestico, oggi parliamo delle dimissioni, tipologia che si pone agli antipodi rispetto al caso del licenziamento.
Analizziamo insieme le sue peculiarità.

Quando si verifica e con quali modalità?
Quando il lavoratore decide di concludere il rapporto di lavoro deve comunicare le proprie dimissioni al datore di lavoro.
A differenza della maggior parte dei lavori subordinati non è necessario che il lavoratore convalidi le proprie dimissioni telematicamente. È sufficiente consegnare al datore di lavoro una richiesta scritta indicando quale sarà il suo ultimo giorno lavorativo.

Spetta il preavviso?
Il lavoratore deve comunicare in anticipo la sua volontà di concludere il contratto. In questo caso i termini di preavviso variano in base alla durata del rapporto.
Ecco quanto stabilisce il C.C.N.L.

 

ANZIANITÀ CONTRATTUALE PREAVVISO DEL LAVORATORE
Fino a 5 anni 8 giorni
Oltre 5 anni 15 giorni

 

Se le dimissioni sono per giusta causa (mancati pagamenti, molestie, ecc..) al lavoratore spetta un’indennità di mancato preavviso che dovrà essere corrisposta dal datore di lavoro.

Spetta la disoccupazione al lavoratore?
No, il lavoratore che si dimette volontariamente dal rapporto di lavoro non ha diritto alla Naspi. Quest’ultima spetta solo nel caso di dimissioni per giusta causa convalidate presso l’Ispettorato del lavoro.

UNA CORRETTA GESTIONE
Per una corretta gestione del vostro contratto di lavoro domestico potete rivolgervi allo sportello Colf e Badanti del Patronato Acli più vicino a voi.

 

Donatella Raggi
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Licenziamenti illegittimi: quali tutele per il lavoratore? https://www.patronato.acli.it/licenziamenti-illegittimi-quali-tutele-per-il-lavoratore/ Wed, 23 Oct 2019 12:55:19 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26218 Cosa succede in caso di licenziamento illegittimo da parte del datore di lavoro?

Il lavoratore che viene licenziato ingiustamente dal datore di lavoro ha diversi tipi di tutele che dipendono da varie condizioni: dimensioni dell’azienda, data di assunzione, anzianità di servizio, motivazione del licenziamento.
Se il dipendente ritiene di essere stato licenziato ingiustamente, per prima cosa deve impugnare il licenziamento.
L’impugnazione deve essere comunicata entro 60 giorni e può essere fatta sia autonomamente che con il supporto di un Patronato o di un Sindacato.
Nel caso non venga trovato con il datore un accordo sull’indennizzo o sul rientro al lavoro, è il Tribunale in ultima istanza a stabilire quali siano le tutele previste per il lavoratore ingiustamente licenziato.
Le tutele variano a seconda di diversi indici. La prima cosa da considerare è la dimensione dell’azienda: al di sotto di 15 dipendenti l’indennizzo è rapportato all’anzianità aziendale.
Per i dipendenti di aziende più grandi va tenuto conto anche del comportamento delle parti e della dimensione dell’attività economica.
In alcuni casi particolarmente gravi, come i licenziamenti discriminatori o nulli o per insussistenza dei fatti, è prevista la reintegrazione sul posto di lavoro, mentre per la maggior parte dei casi il risarcimento è costituito da un’indennità che può arrivare fino a 36 mensilità. 

Fissa un appuntamento o vieni presso una delle sedi del Patronato Acli per avere una consulenza dettagliata e assistenza sul tuo caso specifico.

 

Alberto Meli
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Voucher baby-sitting sostitutivi del congedo parentale: nessuna proroga per il 2019 https://www.patronato.acli.it/voucher-baby-sitting-sostitutivi-del-congedo-parentale-nessuna-proroga-per-il-2019/ Mon, 21 Oct 2019 13:07:38 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26215 Da quest’anno non sarà più possibile fare domanda dei voucher baby-sitting in sostituzione dell’astensione facoltativa dal congedo parentale.
L’ultima legge di bilancio infatti non ha previsto per il 2019 il rinnovo del contributo e a partire dal 1° gennaio 2019 non è più possibile presentare nuove domande.
Le madri beneficiarie che abbiano presentato domanda entro il 31 dicembre 2018 potranno invece usufruire delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting entro il 31 dicembre 2019, con possibilità di dichiarare le stesse entro il 29 febbraio 2020 nell’apposita sezione del Libretto Famiglia dedicato.
Se alla data del 31 dicembre 2019 dovessero rimanere mesi interi di beneficio non utilizzato, i genitori avranno diritto a beneficiare dei corrispondenti mesi di congedo parentale.
Il contributo alternativo previsto per far fronte agli oneri degli asili nido potrà essere fruito entro e non oltre il 31 luglio 2019.

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“L’integrazione prende Form@” con il Patronato ACLI https://www.patronato.acli.it/lintegrazione-prende-form-con-il-patronato-acli/ Fri, 18 Oct 2019 14:15:19 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26208 Il 21 e 22 ottobre il Patronato ACLI organizza a Roma il Convegno di studi “L’integrazione prende Form@”, promosso nell’ambito del progetto Form@, finanziato dal Fondo FAMI e realizzato in collaborazione con i patronati aderenti al CePa (ACLI, INCA, INAS e ITAL).
Il progetto Form@ è nato dalla convinzione che i processi di integrazione dei cittadini stranieri non possano prescindere dall’acquisizione di alcune competenze di tipo civico, linguistico e culturale. Questo per favorire una migrazione consapevole e quanto più possibile con effetti positivi.
In particolare il progetto, avviato nel corso del 2017, ha previsto la realizzazione di percorsi formativi in ambito civico-linguistico e culturale, attivati nei Paesi d’origine per i cittadini stranieri in attesa di entrare in Italia attraverso ricongiungimenti familiari.
Gli Stati in cui sono state organizzate le iniziative formative sono 11: Albania, Cina, Ecuador, Egitto, Marocco, Moldova, Perù, Senegal, Tunisia, Ucraina e India. Il Patronato Acli in particolare ha operato in Albania, Marocco, Moldova ed Ucraina.
Dal 2017 al 2019 il Patronato ACLI ha assistito circa 4100 utenti stranieri provenienti da tutto il mondo per la domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare.
Di questi 1729 arrivano dai Paesi coinvolti nel Progetto Form@, che si è rivelato un valido strumento di accompagnamento all’integrazione perché ha permesso di superare barriere e ostacoli di natura linguistica, che spesso sono i principali fattori di rallentamento ad un effettivo inserimento dei cittadini stranieri nel nostro Paese.
A conclusione del progetto, i cui risultati finali saranno presentati mercoledì 30 ottobre 2019 a Roma, presso l’hotel Eurostars Roma Aeterna (Via Casilina 125/Piazza del Pigneto 9°, dalle 9.30 alle 14), alla presenza di tutta l’ATS del Progetto Form@, il Patronato ACLI intende dunque soffermarsi e fare proposte su come dare seguito ai processi di integrazione per coloro che sono entrati regolarmente nel nostro Paese.
Convinti che elementi fondamentali per qualunque processo di integrazione, intesa come partecipazione alla vita socio-economica del Paese, siano la conoscenza della lingua e un lavoro dignitoso, sono stati invitati a partecipare alla tavola rotonda, che si terrà nel corso del seminario di martedì 22 ottobre, una serie di istituzioni ed organizzazioni che potranno confrontarsi su questi due temi a partire dalla loro esperienza e dalle possibili future interazioni e progettazioni comuni.

Clicca qui per leggere il Programma.

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Assegni al nucleo familiare per dipendenti di aziende cessate o fallite: come procedere? https://www.patronato.acli.it/assegni-al-nucleo-familiare-per-dipendenti-di-aziende-cessate-o-fallite-come-procedere/ Wed, 16 Oct 2019 14:10:37 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26203 Dal 1° aprile 2019 i lavoratori dipendenti che vogliono beneficiare dell’assegno al nucleo familiare (ANF) devono presentare la domanda telematica all’INPS che, una volta verificati i requisiti e determinato l’importo, provvederà ad informare il datore di lavoro che erogherà l’assegno in busta paga, compensandolo poi con la contribuzione previdenziale dovuta.
Questa procedura va seguita anche per eventuali richieste di arretrati presentate dopo la cessazione del rapporto di lavoro, riconosciuti comunque nel rispetto della prescrizione quinquennale: è sempre il datore di lavoro a dover anticipare la prestazione, sia pure per un lavoratore non più alle proprie dipendenze.
Anche in caso di aziende fallite o cessate la legge autorizza il lavoratore a rivolgersi direttamente all’INPS per richiedere il pagamento degli arretrati di ANF non richiesti oppure richiesti ma non percepiti: il richiedente deve quindi presentare apposita istanza all’INPS attraverso i servizi telematici messi a disposizione del cittadino, o in alternativa rivolgersi agli enti di Patronato, abilitati dalla legge all’invio anche di queste domande.
Il lavoratore, oltre ad indicare tutti i dati rilevanti per il riconoscimento della prestazione (periodo richiesto, composizione del nucleo, redditi rilevanti), è tenuto ad allegare alla domanda una particolare documentazione aggiuntiva, a seconda che la ditta sia cessata o fallita.
In caso di cessazione va fornita all’Istituto la dichiarazione della ditta da cui risulti la data di fine attività, i motivi della mancata erogazione dell’assegno e l’impegno a non effettuare il pagamento della prestazione successivamente al rilascio della dichiarazione.
Per i lavoratori di ditte fallite, l’INPS richiede invece obbligatoriamente la dichiarazione del curatore fallimentare attestante gli estremi del fallimento e l’esistenza del rapporto di lavoro. In aggiunta, al lavoratore è richiesto di dichiarare il mancato ricevimento dell’assegno e l’impegno a non inserire nel passivo fallimentare i crediti per la prestazione che viene richiesta con pagamento diretto.

Per ogni altra informazione e supporto per l’invio della domanda, cerca la sede del Patronato ACLI più vicino e prenota un appuntamento: ti aspettiamo!

 

Fabio Raggi
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