Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Mon, 09 Sep 2019 11:34:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.3 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 Rimborso fiscale pensioni residenti all’estero in Stati convenzionati con Italia https://www.patronato.acli.it/rimborso-fiscale-pensioni-residenti-allestero-in-stati-convenzionati-con-italia/ Mon, 09 Sep 2019 11:34:39 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26116 Sei un pensionato che si è trasferito all’estero e sei iscritto all’AIRE? Verifica le trattenute fiscali della tua pensione italiana presso le sedi estere del Patronato ACLI.

Secondo la normativa italiana, ai fini dell’imposta per le persone fisiche (IRPEF), i soggetti tenuti al pagamento della tassa sono le persone fisiche “residenti e non residenti nel territorio dello Stato” (art. 2, comma 1, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi).
Per quanto riguarda i trattamenti pensionistici erogati da istituti previdenziali italiani, come l’INPS, a cittadini non residenti in Italia, la normativa vigente dispone che detti istituti sono tenuti, quali sostituti d’imposta, ad operare le ritenute fiscali sulle pensioni.
A queste regole generali fanno eccezione i trattamenti pensionistici italiani erogati a cittadini iscritti all’AIREquindi residenti all’estero, in Stati con i quali l’Italia ha sottoscritto Convenzioni contro le doppie imposizioni.
È di questi giorni la notizia che l’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un interpello che riguardava un pensionato italiano residente in Spagna ed iscritto all’AIRE, ha chiarito che le imposte trattenute dall’INPS sulla pensione, in qualità di sostituto di imposta, per le quali il contribuente aveva chiesto un rimborso mai liquidato dall’Istituto, non sono dovute e devono essere rimborsate totalmente in virtù della Convenzione italo-spagnolo contro le doppie imposizioni.
In particolare, la Convenzione prevede che le pensioni italiane siano assoggettate ad imposizione esclusiva nello Stato di residenza del contribuente.
In sostanza, l’accordo prevede la detassazione delle pensioni corrisposte agli ex lavoratori dipendenti privati nel Paese di erogazione (Italia) e la tassazione nel Paese di residenza (Spagna).
L’Agenzia delle Entrate, nella risposta all’interpello, precisa in conclusione che “… l’imposta italiana trattenuta dall’INPS che l’istante ritiene non dovuta, può essere chiesta a rimborso, presentando una specifica richiesta al Centro Operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara – entro il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data del versamento dell’imposta”.

Pertanto, è necessario verificare, avvalendosi delle Sedi Estere del Patronato ACLI, il trattamento fiscale delle pensioni italiane in pagamento e, se ci sono le condizioni sulla base della Convenzione stipulata tra l’Italia ed il proprio Stato estero di residenza, procedere alla richiesta di non imposizione e a quella di rimborso, anche per i periodi pregressi nell’arco dei quattro anni precedenti.

Raffaele De Leo
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Pensione di vecchiaia anticipata per invalidità: quali i requisiti? https://www.patronato.acli.it/pensione-di-vecchiaia-anticipata-per-invalidita-quali-i-requisiti/ Fri, 06 Sep 2019 12:53:44 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26113 La pensione di vecchiaia anticipata permette a tutti coloro a cui è stata riconosciuta una percentuale di invalidità uguale o superiore all’80% di ottenere la pensione con un’età anagrafica inferiore rispetto a quella necessaria per la pensione di vecchiaia ordinaria.
L’invalidità deve essere accertata dalla commissione medica dell’Inps.
Oltre all’80% di invalidità bisogna aver maturato 20 anni di contribuzione (1040 settimane) come lavoratore dipendente (esclusi i dipendenti del pubblico impiego e i lavoratori autonomi) e aver compiuto 62 anni di età per gli uomini e 56 anni per le donne, invece dei 67 anni della pensione di vecchiaia ordinaria.
Una volta in possesso di questi requisiti, l’Inps differisce il pagamento di 12 mesi rispetto alla data di maturazione dell’età anagrafica.
Nonostante tali finestre temporali siano state abrogate nel 2011 per le altre prestazioni pensionistiche, l’Inps ha ribadito a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione che per questo tipo di pensione bisogna rispettare il differimento dei 12 mesi.
L’assicurato che avrà fatto richiesta di pensione anticipata potrà pertanto continuare a lavorare o usufruire nel frattempo dei trattamenti di invalidità previsti fino al termine dei 12 mesi di finestra.

Una consulenza su misura

Gli Operatori del Patronato ACLI sono a completa disposizione per una consulenza su misura e per darti tutte le informazioni e il supporto necessari per l’invio della domanda. Trova la sede a te più vicina Prenota il tuo appuntamento, ti aspettiamo!

 

Katia Marazzina
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È nato Diego: i genitori tornano al Patronato ACLI per la variazione dell’assegno familiare! https://www.patronato.acli.it/e-nato-diego-i-genitori-tornano-al-patronato-acli-per-la-variazione-dellassegno-familiare/ Tue, 03 Sep 2019 09:56:32 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26106 Lisa e Paolo, due lavoratori dipendenti di aziende private, dopo la nascita della loro prima figlia, Agnese, sono tornati ogni anno al Patronato ACLI per il rinnovo della domanda dell’assegno al nucleo familiare.

Con l’arrivo del piccolo Diego, nato a fine aprile, i due genitori si sono organizzati per tempo e hanno già preparato i documenti sia per il rinnovo che per la variazione dell’assegno al nucleo familiarei modelli 730 fatti al CAF, i tesserini dei codici fiscali e le carte d’identità.

Al Patronato ACLI trovano l’operatore (che ormai è diventato quasi un amico di famiglia!) che provvede sia alla variazione dell’assegno in pagamento, aggiungendo il piccolo Diego per la mensilità di maggio, sia al rinnovo dell’assegno per i due figli, Diego per l’appunto e Agnese, per il periodo che va dal 1 luglio al 30 giugno del prossimo anno.

L’operatore del Patronato informa Lisa e Paolo che, con l’ingresso in famiglia di Diego, l’assegno al nucleo familiare raddoppia a 80 euro mensili, sulla base dei redditi dichiarati.

E tu hai verificato se hai diritto all’assegno al nucleo familiare? Se di recente la tua famiglia ha variato il numero dei componenti, hai provveduto alla richiesta di variazione?

Vai al Patronato ACLI con le dichiarazioni dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare e i nostri operatori ti daranno tutte le informazioni di cui hai bisogno: Trova la sede a te più vicina o Prenota un Appuntamento. Ti aspettiamo!

 

Raffaele DE LEO
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NASPI e pensione anticipata con Quota 100: sono compatibili? https://www.patronato.acli.it/naspi-e-pensione-anticipata-con-quota-100-sono-compatibili/ Fri, 30 Aug 2019 21:15:24 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26099 Cosa succede se un lavoratore percepisce l’indennità di disoccupazione NASPI e, allo stesso tempo, perfeziona il requisito alla pensione anticipata con “quota 100”?

 

Giovanni è un disoccupato e percepisce la NASPI, l’indennità di disoccupazione, da diversi mesi. A gennaio 2019 ha compiuto 62 anni e nel 2018 aveva già maturato 38 anni di anzianità contributiva, quindi dal 1° aprile 2019 avrebbe potuto accedere alla pensione anticipata con Quota 100, cioè a 3 mesi dalla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi che sono per l’appunto 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Giovanni è molto preoccupato perché il suo vicino di casa gli ha detto che se ha diritto alla pensione, non può percepire la disoccupazione. Per saperne di più ed avere certezze decide di rivolgersi al Patronato ACLI.

Verificata la situazione previdenziale, l’operatore del Patronato ACLI chiede a Giovanni come mai non ha presentato la domanda di pensione con Quota 100 e continua a percepire la NASPI.

Giovanni gli risponde: «Perché ho fatto qui da voi le simulazioni di calcolo della pensione con Quota 100 e con la pensione di anzianità normale (alla quale si può aver diritto con 42 anni e 10 mesi di contribuzione, a prescindere dall’età) ed è emerso che con Quota 100 la mia pensione avrebbe un importo inferiore di qualche centinaio di euro. Ho una figlia che va ancora all’università e mia moglie non ha un gran stipendio. Inoltre, ed è la cosa più importante, sono in attesa di un’opportunità di lavoro che forse si concretizzerà entro quest’anno. Sono obbligato ad andare in pensione con Quota 100 perché percepisco l’indennità di disoccupazione NASPI o posso aspettare e vedere che succede nel mio futuro, visto che la pensione con Quota 100 può essere richiesta fino al 2021?».

La risposta dell’operatore del Patronato ACLI tranquillizza Giovanni: «Nessuno la obbliga ad andare in pensione in anticipo e può continuare a percepire l’indennità NASPI fino alla sua naturale scadenza. Con le norme in materia di accesso anticipato alla pensione introdotte nel 2019, non vi è più la decadenza del diritto alla NASPI in presenza dei requisiti per il diritto alla pensione anticipata Quota 100. La decadenza scatterebbe solo nel momento in cui dovesse presentare la domanda di pensione: in tal caso l’ultimo mese di NASPI che percepirà sarà quello immediatamente precedente a quello di decorrenza della pensione».

Per tutte le valutazioni personalizzate, gli operatori del Patronato ACLI sono a disposizione, trova la sede a te più vicina o prenota il tuo appuntamento. Ti aspettiamo!

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È nata Agnese: Lisa e Paolo alle prese con la prima richiesta di assegno al nucleo familiare https://www.patronato.acli.it/e-nata-agnese-lisa-e-paolo-alle-prese-con-la-prima-richiesta-di-assegno-al-nucleo-familiare/ Wed, 28 Aug 2019 12:24:31 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26096 Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è nata Agnese! Lisa, terminato il periodo obbligatorio di congedo per maternità, ha ripreso da poco il suo lavoro come segretaria part-time in una piccola azienda, e Paolo, operaio metalmeccanico, vuole informarsi su una prestazione della quale ha sempre sentito parlare dai suoi colleghi ma a lui completamente sconosciuta: l’assegno al nucleo familiare!

Lisa e Paolo sono due lavoratori dipendenti di aziende private. La loro famiglia si è appena allargata con l’arrivo della piccola Agnese, nata a fine di marzo e, dopo essersi ripresi dal lieto evento ed essersi preoccupati di tutti gli adempimenti legati alla nascita della figlia, hanno pensato di provare a richiedere l’assegno al nucleo familiare (ANF).
Lisa lavora come segretaria part-time ed ha uno stipendio di circa 600 euro mensili, mentre Paolo è un operaio metalmeccanico e guadagna poco più di 1.300 euro al mese, quindi avere quale soldo in più farebbe loro comodo.

Iniziano a raccogliere i documenti necessari per fare la domanda (i modelli 730 fatti al CAF, i tesserini dei codici fiscali e le carte d’identità) e, dopo aver messo la piccola Agnese nel passeggino, si recano al Patronato ACLI.

L’Operatore, dopo aver rilevato i redditi, fa due calcoli e dice: “In base al vostro reddito lordo, 24.000 euro Paolo e 8.060 Lisa, avete diritto ad un assegno mensile per il nucleo familiare di 47 euro, quindi 564 euro in un anno”.
Paolo e Lisa sono felici, ma le belle notizie non finiscono qui, infatti l’Operatore continua dicendo: “questo è l’importo mensile che vi spetta dal 1° giugno 2019 fino al 31 luglio 2020 ma, poiché Agnese è nata a fine marzo del 2019, possiamo chiedere l’assegno anche per i mesi di aprile, maggio e giugno e quindi si aggiungono complessivamente circa 140 euro in più per questi tre mesi”.

I neo-genitori sono contenti e soddisfatti e tra di loro concordano che affidarsi a mani esperte è sempre opportuno: i diritti sono una cosa seria, avere qualcuno che ti aiuta e ti informa semplifica la vita.

Il Patronato Acli è a tua disposizione, Trova la sede a te più vicina o Prenota un Appuntamento, ti aspettiamo per fare la domanda e per verificare se hai diritto anche tu all’assegno per il nucleo familiare!

Raffaele De Leo
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Pensioni anticipate e prestazioni a sostegno del reddito: cosa cambia? https://www.patronato.acli.it/pensioni-anticipate-e-prestazioni-a-sostegno-del-reddito-cosa-cambia/ Mon, 26 Aug 2019 11:16:27 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26089 L’INPS rivede i meccanismi di compatibilità tra le varie tipologie di pensionamento anticipato come quota100, Opzione Donna, Precoci, e le prestazioni a sostegno del reddito, pensiamo a indennità NASPI e indennità di Mobilità.

L’introduzione di nuove possibilità di pensionamento anticipato, come ad esempio “Quota 100”, richiedibile, nel triennio 2019-2021, con il requisito anagrafico di 62 anni di età ed almeno 38 anni di anzianità contributiva, ha costretto l’INPS a riordinare il regime di incompatibilità tra questa tipologia di pensione e le prestazioni di sostegno al reddito come l’indennità di disoccupazione NASPI e l’indennità di mobilità ordinaria.

Prima dell’anno in corso vigeva infatti il principio che, tra le cause di decadenza del diritto di percepire le indennità di sostentamento del reddito, vi era anche il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato.

 Oggi la situazione è cambiata: la semplice maturazione di tutti i requisiti per l’accesso alla pensione non incide sull’erogazione dell’indennità.

Tale decadenza opera solo nel caso di effettiva presentazione e successiva liquidazione della pensione. Pertanto, le indennità saranno erogate fino a tutto il mese precedente a quello di decorrenza della pensione.

E tu hai dubbi? Vieni presso i nostri sportelli per tutte le valutazioni personalizzate, gli operatori del Patronato ACLI sono a disposizione: trova la sede più vicina e prenota un appuntamento.

 

Raffaele DE LEO
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Alessandro #inpensioneprima con #quota100: “Ora posso dedicarmi al volontariato e allo sport” https://www.patronato.acli.it/alessandro-inpensioneprima-con-quota100-ora-posso-dedicarmi-al-volontariato-e-allo-sport/ Wed, 21 Aug 2019 09:53:04 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26085 Ho lavorato esattamente 39 anni e 16 giorni e sono in pensione, con Quota 100, dal 1 aprile di quest’anno”. Alessandro compirà 66 anni a settembre, 35 dei quali passati all’interno delle Poste.

Agli inizi ho lavorato in un’officina meccanica, poi ho trovato lavoro come impiegato alle PosteDa quindici anni ero passato al reparto ispezione e mi trovavo molto bene, stavo spesso in giro per la mia regione e a volte anche per l’Italia”.

Con il piano di ristrutturazione dell’azienda, ad Alessandro viene proposto un incentivo all’esodo nel 2016, opportunità che decide di accettare.

Per la pensione avrei dovuto aspettare fino al settembre del 2020, ma facendo due calcoli a mente ho capito che sarei rientrato in Quota 100 e infatti al Patronato Acli me lo hanno confermato”.

Ora la vita di Alessandro, che è sposato con un figlio, è cambiata: “Mi posso dedicare allo sport, ne faccio molto, soprattutto corsa e piscina, e poi mi piacerebbe anche collaborare con le Acli, fare un po’ di volontariato e dare una mano ai pensionati”.

 

VAI AL TEST #INPENSIONEPRIMA

È online il test di autovalutazione #inpensioneprima per una prima ricognizione della tua situazione previdenziale, ti aiuterà a scoprire le eventuali opportunità per accedere alla pensione.

Dopo aver completato il test #inpensioneprima, in base ai risultati ottenuti, ti aspettiamo per un appuntamento personalizzato con i nostri consulenti, perché la pensione è un momento importante della vita e nulla va lasciato al caso.

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Pensione di vecchiaia: con 15 anni di contributi si può grazie alla deroga Amato https://www.patronato.acli.it/pensione-di-vecchiaia-con-15-anni-di-contributi-si-puo-grazie-alla-deroga-amato/ Tue, 20 Aug 2019 14:07:14 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26079 Nonostante in Italia negli ultimi anni si siano susseguite diverse riforme previdenziali che hanno inasprito i requisiti minimi per accedere alla pensione, una deroga però è rimasta in vigore: la deroga della “Legge Amato”, che permette di pensionarsi con soli 15 anni di contributi, ossia con 5 anni di contributi in meni rispetto al requisito ordinario.

Andando nel dettaglio, questa normativa in vigore dal 1992 permette di poter accedere alla pensione se il lavoratore rientra in almeno una di queste due condizioni:

Bisogna aver maturato 15 anni di contribuzioni, cioè 780 settimane, entro il 31/12/1992; sono utilizzabili tutti i contributi versati da lavoro, i contributi – volontari, quelli figurativi e da riscatto o ricongiunzione.

Deve essere stato autorizzato ai versamenti volontari in data anteriore al 31/12/1992 e raggiungere, anche se successivamente a questa data, i 15 anni di contribuzione.

Nel caso dei lavoratori dipendenti in possesso dei 15 anni di contribuzione ma in assenza di una delle due condizioni precedentemente elencate, è possibile accedere alla pensione se hanno maturato 25 anni di anzianità assicurativa e almeno 10 anni di contribuzione per periodi inferiori alle 52 settimane.

Una volta raggiunto uno di questi requisiti bisognerà comunque attendere l’età anagrafica della pensione di vecchiaia prevista nella “Manovra Salva-Italia”, che per l’anno 2019 è di 67 anni.

Una consulenza su misura

Gli Operatori del Patronato ACLI sono a completa disposizione per una consulenza su misura e per darti tutte le informazioni e il supporto necessari per l’invio della domanda.Trova la sede a te più vicina Prenota il tuo appuntamento, ti aspettiamo!

 

Katia Marazzina
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Ferie: cosa succede se il lavoratore si ammala o se viene richiamato in servizio? https://www.patronato.acli.it/ferie-cosa-succede-se-il-lavoratore-si-ammala-o-se-viene-richiamato-in-servizio/ Fri, 09 Aug 2019 06:50:49 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26075 Le ferie sono un diritto del lavoratore, un momento dell’anno fondamentale per recuperare energie e trascorrere del tempo con i propri cari.
Eppure esistono degli eventi che possono accadere durante il periodo di vacanze che ne interrompono lo svolgimento, in particolare il richiamo in servizio e la malattia.
Il richiamo del lavoratore in servizio è possibile qualora siano subentrate esigenze aziendali o picchi improvvisi di produzione.
Sebbene non esista un preciso obbligo di reperibilità del lavoratore durante le ferie, in questi casi il datore di lavoro può richiamarlo. Solitamente i contratti collettivi prevedono il rimborso delle spese sostenute dal lavoratore per rientrare.
Il periodo di ferie non goduto sarà ovviamente recuperato successivamente.
Un altro caso di sospensione delle ferie è collegato all’insorgere di una malattia durante il periodo di riposo: in questo caso il lavoratore per ottenere l’interruzione delle ferie ha l’obbligo di comunicarlo al datore di lavoro e produrre idonea certificazione medica.
Così facendo il periodo di ferie viene interrotto ed il lavoratore beneficia del trattamento previsto per la malattia.
Per approfondimenti, dubbi e richieste specifiche, trova la sede più vicina del Patronato Acli e fissa un appuntamento: presso i nostri sportelli troverai consulenti preparati in grado di rispondere alle tue domande.

Alberto Meli

]]> Ferie: chi stabilisce il periodo? Se non si fanno possono essere monetizzate? https://www.patronato.acli.it/ferie-chi-stabilisce-il-periodo-se-non-si-fanno-possono-essere-monetizzate/ Thu, 08 Aug 2019 08:08:58 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26072 Le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore e, a parte alcune eccezioni, non possono mai essere monetizzate.
Infatti il datore di lavoro deve consentire al lavoratore di godere delle ferie, può stabilirne il periodo, ma mai può proporre una loro monetizzazione.
Il numero di giorni di vacanze è stabilito per legge e dai contratti collettivi e non può in ogni caso essere inferiore alle 4 settimane all’anno.
I contratti collettivi spesso prevedono anche le modalità di fruizione.
Inoltre il datore di lavoro deve garantire un periodo continuativo di almeno due settimane di ferie all’anno, le rimanenti possono essere frazionate in periodi più brevi.
Alcuni contratti collettivi prevedono anche il periodo di fruizione delle ferie e chi deve stabilirne la durata. In ogni caso per regola generale è sempre il datore di lavoro a decidere e concedere i periodi di ferie in base alle proprie esigenze organizzative e produttive.
Esistono solo due eccezioni al divieto di monetizzare le ferie: in caso di cessazione del rapporto di lavoro e nel caso in cui il contratto collettivo preveda più di 4 settimane di ferie.
Per ulteriori approfondimenti e per verificare cosa dice il tuo contratto collettivo riguardo alle ferie, cerca la sede del Patronato ACLI più vicina a casa tua e prenota un appuntamento: ti daremo tutte le informazioni necessarie.

Alberto Meli

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