Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Tue, 18 Feb 2020 10:01:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.5 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 Bonus Commercianti 2020: cos’è, come funziona, quali i requisiti? https://www.patronato.acli.it/bonus-commercianti-2020-cose-come-funziona-quali-i-requisiti/ Tue, 18 Feb 2020 10:01:04 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26405 Viene chiamato anche “Bonus commercianti” ed è un indennizzo che possono richiedere i commercianti che chiudono definitivamente la propria attività.
La cifra percepita è pari al trattamento minimo di pensione, circa 515 euro al mese, sino al compimento dell’età prevista per il diritto alla pensione di vecchiaia.
L’”indennizzo per cessata attività” dal 1 gennaio 2019 è diventato una misura definitiva e strutturale. Chi può richiederlo? Quali sono i requisiti per ottenerlo?

A chi spetta

I destinatari della misura sono:

– i titolari o coadiutori di attività commerciale al minuto in sede fissa anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
– i titolari o coadiutori di attività commerciale su aree pubbliche;
– gli esercenti di attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
– gli agenti e rappresentanti di commercio.

Per accedere all’indennizzo, oltre ad appartenere ad una delle categorie sopra elencate bisogna rispettare alcune condizioni:

– aver compiuto 62 anni di età se uomo o 57 anni di età se donna;
– essere stato iscritto, al momento della cessazione dell’attività, per almeno cinque anni come titolare o coadiutore nella gestione speciale commercianti INPS.

La cessazione dell’attività

È necessario aver cessato definitivamente l’attività commerciale dal 1° gennaio 2019 in poi, ovvero nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018, riconsegnando al comune l’autorizzazione per l’esercizio dell’attività commerciale al minuto o quella per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, o entrambe nel caso di attività abbinata.
Inoltre il titolare della suddetta attività deve aver effettuato anche la cancellazione al registro delle imprese presso la Camera di Commercio.
L’erogazione dell’indennizzo spetta dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, ovviamente se il richiedente possiede tutti i requisiti richiesti fino al compimento dell’età della pensione di vecchiaia.

Una consulenza su misura

Gli operatori del Patronato ACLI sono a completa disposizione per una consulenza su misura e per darti tutte le informazioni e il supporto necessari. Trova la sede a te più vicina nella tua Provincia o chiedi un appuntamento, ti aspettiamo!

 

Katia Marazzina
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Lavoro domestico: aggiornati i minimi contrattuali 2020 https://www.patronato.acli.it/lavoro-domestico-aggiornati-i-minimi-contrattuali-2020/ Fri, 14 Feb 2020 14:49:33 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26399 Il compenso minimo stabilito dal CCNL per il lavoro domestico viene ogni anno aggiornato e adeguato in base ai nuovi livelli di aumento del costo della vita indicati dall’Istat.
Il 31 gennaio 2020 è stato dunque firmato il nuovo accordo tra il Ministero del Lavoro ed i vari sindacati di categoria. Le modifiche relative al lavoro domestico per il 2020 sono state minime ed hanno riguardato soprattutto i contratti in regime di convivenza, mentre poco cambia per i contratti ad ore.
Vediamo insieme quali sono i nuovi importi.

I minimi contrattuali 2020

Nello schema che segue sono indicate le nuove retribuzioni, adeguate ai dati Istat per ciascun livello del CCNL del lavoro domestico.
La principale distinzione riguarda i contratti in regime di convivenza, per i quali gli importi salariali minimi sono indicati mensilmente, ed i contratti ad ore, i cui minimi sono espressi in valore orario.

 

Tabella A

LAVORATORI CONVIVENTI (valori mensili)

Tabella B

LAVORATORI ART. 15, 2° CO. (valori mensili)

Tabella C

LAVORATORI NON CONVIV. (valori orari)

A

636,71 €

4,62 €

AS

752,48 €

5,45 €

B

810,36 €

578,83 €

5,78 €

BS

868,24 €

607,78 €

6,13 €

C

926,14 €

671,43 €

6,48 €

CS

984,01 €

6,83 €

D

1.157,65 (+171,18)* €

7,88 €

DS

1.215,53 (+171,18)* €

8,22 €

* A tali importi vanno aggiunti a titolo di indennità

 

Tabella D

ASSISTENZA NOTTURNA (valori mensili)

AUTOSUFF.

NON AUTOSUFF.

BS

998,47 €

CS

1.131,60 €

DS

1.397,89 €

 

 

Tabella E

PRESENZA NOTTURNA (valori mensili)

LIV. UNICO

668,54 €

 

 

Tabella G

ASSISTENZA A PERSONA NON AUTOSUFF.

con prestazioni limitate ai giorni di riposo dei lavoratori titolari (valori orari)

CS

7,35 €

DS

8,86 €

 

IND. VITTO ALLOGGIO

Pranzo e/o colazione

Cena

Alloggio

Tot. giorno

Tot. 26 gg

Anno 2020

1,96 €

1,96€

1,69 €

5,61 €

145,86 €

 

UNA CORRETTA GESTIONE

Per una corretta gestione del tuo contratto di lavoro domestico puoi rivolgerti allo sportello Mondo Colf del Patronato ACLI più vicino a te, le nostre sedi sono presenti in tutte le province.

 

Donatella Raggi
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Indennità di frequenza e indennità di accompagnamento sono cumulabili? https://www.patronato.acli.it/indennita-di-frequenza-e-indennita-di-accompagnamento-sono-cumulabili/ Tue, 11 Feb 2020 14:41:55 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26396 Ci scrive Claudia, mamma di Giulia, una bambina con disabilità fisica, chiedendoci: «Mia figlia percepisce l’indennità di frequenza e da pochi giorni è stata sottoposta ad una visita medica per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Nel caso le venga riconosciuta, è possibile cumulare le due prestazioni?».
L’indennità di accompagnamento, se concessa, è incompatibile con l’indennità di frequenza, così come lo sono le indennità riconosciute ai ciechi civili assoluti e parziali e l’indennità di comunicazione prevista per i sordi civili.
È possibile, tuttavia, optare per il trattamento più favorevole tra l’indennità mensile di frequenza ed eventuali altre indennità.
Nel caso specifico di Giulia risulta comunque più conveniente l’indennità di accompagnamento, essendo di importo più elevato.

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Bonus Asilo Nido 2020: raddoppio per i redditi bassi, requisiti e domande https://www.patronato.acli.it/bonus-asilo-nido-2020-raddoppio-per-i-redditi-bassi-requisiti-e-domande/ Fri, 07 Feb 2020 15:57:37 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26392 Buone notizie per le famiglie con figli piccoli: la Legge di Bilancio 2020 ha aumentato l’importo annuale del Bonus Asili Nido, rimodulandolo sulla base di tre specifiche soglie ISEE differenziate.

Il Bonus Asilo Nido è un contributo erogato dall’INPS, per 11 mensilità, alle famiglie per il pagamento delle rette degli asili nido, pubblici e privati, per le spese sostenute per attività di supporto presso la propria abitazione, in caso di bambini affetti da gravi patologie.

Il Bonus viene erogato anche in caso di figli adottati.

Dal 2020 l’importo viene aumentato, passando dai 1.500 euro all’anno del 2019 agli attuali 3.000 euro per le famiglie con il reddito meno elevato. Ma vediamo in sintesi i nuovi importi:

 

Fascia ISEE
tipologia “minorenni”

Bonus Asilo Nido 2020
Importo annuo

Bonus Asilo Nido 2020
Importo mensile

Da zero a 25.000 euro

3.000 euro

272,73 euro

Da 25.001 a 40.000 euro

2.500 euro

227,27 euro

Oltre 40.000 euro

1.500 euro

136,36 euro

 

 

 

 

 

 

In merito al Bonus Asilo Nido è importante fare attenzione alle seguenti condizioni:

  • la richiesta deve essere presentata dal genitore che effettivamente paga la retta di frequenza;
  • il contributo mensile erogato dall’INPS non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta;
  • il Bonus Asilo Nido non è cumulabile con la detrazione fiscale prevista per la frequenza degli asili nido, a prescindere dal numero di mensilità percepite.Inoltre, il genitore richiedente deve poter far valere i seguenti requisiti:
  • essere di cittadinanza italiana o UE;
  • essere titolare di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • essere titolare di carta di soggiorno per familiari extra-comunitari di cittadini dell’Unione europea o di carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea;
  • avere lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • essere residente in Italia;
  • relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio ed avere dimora abituale nello stesso comune.

Se vuoi avere maggiori informazioni sul Bonus Asilo Nido rivolgiti agli sportelli del Patronato ACLI presenti in tutta Italia. Trova la sede a te più vicina, ti forniremo consulenza e assistenza per la compilazione e l’invio telematico della domanda.

 

Raffaele De Leo
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Lavoro domestico: chi paga la malattia e in che misura? https://www.patronato.acli.it/lavoro-domestico-chi-paga-la-malattia-e-in-che-misura/ Thu, 06 Feb 2020 14:25:42 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26387 Il freddo ed i primi malanni di stagione hanno fatto già capolino nel nuovo 2020. Quando ad ammalarsi è la nostra collaboratrice familiare chi paga i giorni di malattia e in che misura?

Cosa deve fare la lavoratrice in malattia?
Quando la lavoratrice è in malattia deve darne tempestiva comunicazione al datore di lavoro entro l’orario di inizio attività o, nel caso circostanze di forza maggiore lo impediscano, entro due giorni dall’evento.
La lavoratrice deve consegnare al datore di lavoro un certificato medico, rilasciato dal medico di base, dove è indicata la prognosiSe vive in regime di convivenza è esonerata dalla consegna del certificato a meno che la malattia non avvenga durante un periodo in cui non è presente presso l’abitazione del datore, ad esempio durante le ferie.

Che succede se la malattia insorge durante la prova o il preavviso?
Se la lavoratrice si ammala durante il periodo di prova oppure durante il periodo di preavviso (sia esso di dimissioni o di licenziamento), la malattia ne fa sospendere il decorso. Quest’ultimo riprenderà al termine della prognosi.

Chi paga la malattia e per quanti giorni?
L’Inps non corrisponde alcuna indennità alla lavoratrice. È il datore di lavoro che si fa carico del pagamento dei giorni di malattia nei termini e nei tempi indicati nello schema di seguito:

 

ANZIANITÀ LAVORATIVA

N. GG ASSENZA RETRIBUTI NELL’ANNO SOLARE

TRATTAMENTO ECONOMICO DA CORRISPONDERE

CONSERVAZIONE DEL POSTO DI LAVORO

FINO A 6 MESI

8 gg.

Dal 1° al 3° gg = 50% della retribuzione globale di fatto

Dal 4° al 8° gg = 100% della retribuzione globale di fatto

10 gg calendario

(se oncologica 20 gg.)

DA 6 MESI A 2 ANNI

10 gg.

Dal 1° al 3° gg = 50% della retribuzione globale di fatto

Dal 4° al 10° gg = 100% della retribuzione globale di fatto

45 gg calendario

(se oncologica 90 gg.)

OLTRE 2 ANNI

15 gg.

Dal 1° al 3° gg = 50% della retribuzione globale di fatto

Dal 4° al 15° gg = 100% della retribuzione globale di fatto

180 gg calendario

(se oncologica 360 gg.)

 

Oltre ai periodi di malattia retribuiti la lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto di lavoro (nei limiti indicati nella tabella) da calcolarsi come 365 giorni nell’arco di due anni civili. Questi periodi sono raddoppiati in caso ci si trovi di fronte a malattie oncologiche.

Quanto costa un giorno di malattia?
Il compenso di un giorno di malattia, nelle percentuali indicate dallo schema, prende a riferimento la retribuzione globale di fatto. Se la lavoratrice è stata assunta in regime di convivenza, e non è degente in ospedale o in casa del datore di lavoro, alla retribuzione va aggiunto l’importo sostitutivo convenzionale del vitto e alloggio.

UNA CORRETTA GESTIONE
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Donatella Raggi
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Estratto conto previdenziale nella PA: verifiche e nuovo sistema telematico https://www.patronato.acli.it/estratto-conto-previdenziale-nella-pa-verifiche-e-nuovo-sistema-telematico/ Tue, 04 Feb 2020 09:38:49 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26383 L’INPS ha introdotto il nuovo sistema telematico di liquidazione del trattamento pensionistico dei lavoratori pubblici, che sostituisce la precedente procedura cartacea.
Questo nuovo sistema è parte integrante del progetto di consolidamento della banca dati delle posizioni assicurative degli iscritti alla gestione previdenziale dipendenti pubblici (ex Inpdap), attuato dall’INPS nel 2014.
L’obiettivo di questo processo di digitalizzazione e aggiornamento è consentire all’Istituto l’erogazione diretta e tempestiva delle prestazioni previdenziali superando le vecchie procedure.
Per questo l’INPS ha richiesto ai dipendenti pubblici di verificare i propri estratti conto presenti nel fascicolo previdenziale dell’Istituto e di procedere alla sistemazione e rettifiche tramite la procedura telematica di rettifica RVPA.
In generale non è indicata una scadenza per segnalare eventuali vuoti contributivi (se versati all’ente), se non per quelli relativi alla contribuzione versata presso la cassa pensione insegnanti (a cui sono iscritti i docenti delle scuole primarie paritarie e delle scuole dell’infanzia comunali).
In questi casi gli iscritti hanno l’obbligo di segnalazione, pena la prescrizione, entro il 31/12/2021.
Dopo questa data l’Inps non regolarizzerà più a costo zero i contributi mancanti ma sarà l’amministrazione di appartenenza a sostenere l’onere del trattamento per i periodi per i quali è intervenuta la prescrizione, tramite richiesta di rendita vitalizia e il pagamento del conseguente onere.

Se sei un dipendente pubblico rivolgiti agli sportelli del Patronato ACLI della tua provincia. I nostri operatori sono disponibili per aiutarti a verificare la tua posizione contributiva e per inviare le dovute rettifiche. Trova la sede e prenota un appuntamento, ti aspettiamo!

 

Katia Marazzina
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2020: Bonus Bebè confermato con nuovi requisiti e importi https://www.patronato.acli.it/2020-bonus-bebe-confermato-con-nuovi-requisiti-e-importi/ Mon, 03 Feb 2020 14:22:28 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26378 Introdotto per la prima volta con la Finanziaria 2015, è stato confermato anche per il 2020 l’assegno di natalità per i bambini nati o adottati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020.

Sono stati inoltre modificati gli importi dell’assegno e le condizioni reddituali per poterlo richiedere.

 Il Bonus Bebè è un assegno mensile erogato dall’INPS per 12 mesi, a decorrere dalla nascita del bambino o, in caso di adozione, dall’inserimento nella famiglia: è importante fare la domanda del Bonus entro 90 giorni dalla data di uno dei due eventi perché, se l’assegno viene richiesto oltre tale termine, il pagamento viene effettuato solo dal mese successivo a quello della richiesta perdendo quindi i mesi precedenti.

 

Requisiti ed importi Bonus Bebè 2020

Se nel 2019 l’assegno veniva pagato con due importi differenti, 80 o 160 euro mensili, a seconda del reddito ai fini ISEE  tipologia “minorenni” da richiedere al CAF – che non doveva superare i 25.000 euro, la Legge di Bilancio 2020 ha ampliato la platea dei possibili richiedenti introducendo un nuovo assegno di importo intermedio, 120 euro mensili, ed eliminando il limite ISEE del 2019.

Pertanto, importi e fasce ISEE per il Bonus Bebè 2020 sono:

 

Fascia ISEE

Tipologia “minorenni”

Bonus Bebè 2020

Importo mensile

Bonus Bebè 2020

Importo annuo

Da zero a 7.000 euro

160 euro

1.920 euro

Da 7.000 a 40.000 euro

120 euro

1.440 euro

Oltre 40.000 euro

80 euro

960 euro

 

L’assegno può essere richiesto anche per figli successivi al primo, nati o adottati nel corso del 2020: in questo caso gli importi mensili sono aumentati del 20% quindi, rispetto alle fasce reddituali sopra elencate, il secondo assegno sarà rispettivamente pari a 192 euro, 144 euro o 96 euro mensili.

Per l’assegno Bebè siamo a tua disposizione, gli sportelli del Patronato ACLI sono presenti in ogni Regione: trova la sede a te più vicina, ti forniremo tutta la necessaria consulenza e assistenza nella compilazione ed invio telematico della domanda.

 

Raffaele De Leo
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Lavoro domestico: È possibile ottenere ore di permesso retribuite? https://www.patronato.acli.it/lavoro-domestico-e-possibile-ottenere-ore-di-permesso-retribuite/ Thu, 30 Jan 2020 15:05:39 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26375 Durante il rapporto di lavoro può accadere che il lavoratore domestico abbia bisogno di ore di permesso per effettuare visite mediche o per affrontare gravi situazioni familiari. Vediamo per quali circostanze spettano i giorni di permesso retribuiti e in che misura vanno concessi.

Per quali ragioni possono essere chiesti i permessi?

Un lavoratore domestico può richiedere permessi retribuiti al datore di lavoro in questi casi:

1. Visite mediche
2. Motivi familiari
3. Nascita di un figlio
4. Permessi sindacali
5. Accordo tra le parti

Analizziamo le singole casistiche e vediamo insieme quanti sono i giorni che possono essere concessi.

Permessi per cure mediche

I lavoratori possono richiedere ore di permesso retribuite nel caso in cui debbano effettuare delle visite mediche coincidenti con l’orario di lavoro, purché siano opportunamente documentate.
Le ore di cui si può usufruire nell’arco di un anno variano in base alla natura del contratto sottoscritto e all’orario di lavoro, come indicato nello schema seguente.

ORARIO DI LAVORO

ORE DI PERMESSO

Rapporto di lavoro in regime di

CONVIVENZA

Tempo pieno

16 ore annue

Tempo parziale

(livello C, B, BS)

12 ore annue

Rapporto di lavoro in regime di

NON CONVIVENZA

Più di 30 ore settimanali

12 ore annue

Meno di 30 ore settimanali

12 ore annue da riproporzionare in base all’orario di lavoro

 

Permessi per motivi familiari

In caso di morte di un parente entro il 2 grado o di un familiare convivente, il lavoratore ha diritto ad un massimo di 3 giorni retribuiti.

Permessi per nascita di un figlio

Il lavoratore che diventa papà ha diritto ad un massimo di 2 giorni retribuiti di permesso.

Accordo tra le parti

Oltre alle casistiche sopra descritte, il datore può accordare al lavoratore ulteriori giorni di permesso non retribuiti per brevi periodi, purché debitamente giustificati. Nel caso di permessi non retribuiti non deve essere corrisposto l’importo sostitutivo del vitto e alloggio.

Permessi sindacali

I lavoratori che appartengono ad organismi direttivi delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL, hanno diritto a 6 giorni di permesso retribuito nell’arco di un anno. Per poterne usufruire il lavoratore deve darne comunicazione al datore con almeno 3 giorni di anticipo e documentarlo con una richiesta scritta da parte dell’organizzazione sindacale.

Una corretta gestione

Per una corretta gestione del contratto di lavoro domestico rivolgiti allo sportello Mondo Colf del Patronato Acli più vicino, siamo presenti in tutte le Regioni.

 

Donatella Raggi
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Contribuzione figurativa: importante verificare la propria posizione https://www.patronato.acli.it/contribuzione-figurativa-importante-verificare-la-propria-posizione/ Tue, 28 Jan 2020 14:31:16 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26370 Nel corso di un rapporto di lavoro possono succedere eventi che obbligano il lavoratore a sospendere l’attività lavorativa, ad esempio per infortunio, malattia, disoccupazione e simili.
In questi casi, e per l’intero periodo di assenza del lavoratore, il datore di lavoro non versa i contributi previdenziali ma è l’INPS a farsene carico direttamente, trattandosi di contributi figurativi. Di cosa si tratta?
I contributi figurativi permettono all’assicurato di non perdere alcun contributo e mantenere una situazione pensionistica lineare senza interruzione, non compromettendone in alcun modo la decorrenza, in quanto sono utili sia ai fini del diritto che della misura.

Per l’accreditamento di alcuni di questi contributi l’assicurato non deve presentare nessuna richiesta all’INPS perchè vengono riconosciuti in maniera automatica; per altri invece è necessaria la richiesta.

I contributi figurativi riconosciuti in modo automatico dall’ente previdenziale sono quelli provenienti da:

cassa integrazione ordinaria e straordinaria;
disoccupazione;
contributi provenienti da misure che accompagnano alla pensione (isopensione, assegno straordinario del credito);
prestazioni per assistenza anti-tubercolare.

Al contrario invece è necessario presentare apposita domanda all’INPS per il riconoscimento dei seguenti contributi:

servizio militare ed equiparati;
congedo maternità e paternità;
congedo straordinario per assistenza disabili e permessi mensili;
riposi giornalieri per allattamento;
aspettativa per cariche pubbliche e sindacali;
assenze per donazioni di sangue.

Vista la vastità delle situazioni contributive, consigliamo al lavoratore di verificare e controllare la propria posizione contributiva.

Vi aspettiamo presso gli sportelli del Patronato ACLI per la verifica personalizzata della vostra posizione assicurativa e contributiva: trova la sede più vicina nella tua Regione e prenota un appuntamento.

 

Katia Marazzina
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Pensioni 2020: Prorogata al 31 dicembre 2020, l’Ape Sociale…continua a volare! https://www.patronato.acli.it/pensioni-2020-prorogata-al-31-dicembre-2020-lape-socialecontinua-a-volare/ Mon, 27 Jan 2020 14:00:13 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=26366 La Legge di Bilancio 2020 ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 l’indennità denominata APE Sociale, introdotta sperimentalmente per il periodo dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019.

Cos’è l’APE Sociale?

È un’indennità che permette di ritirarsi in anticipo dal mondo del lavoro e che “accompagna” i richiedenti fino all’età prevista per la pensione di vecchiaia, cioè 67 anni.
Può essere richiesta da tutte le categorie dei lavoratori dipendenti, da quelli autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti) e dagli iscritti alla Gestione Separata.

Quali sono i requisiti?

Per poter richiedere l’indennità sono stati fissati dei requisiti generali e altre condizioni più soggettive.
Dal punto di vista anagrafico, l’APE Sociale è rivolta a coloro che abbiano compiuto 63 anni di età. Per quanto riguarda il requisito contributivo, i richiedenti devono poter far valere almeno 30 anni di contributi, oppure 36 anni nel caso siano stati lavoratori addetti ad attività “gravose”.
A favore delle lavoratrici madri, i requisiti contributivi sono ridotti di 12 mesi per ciascun figlio, fino ad un limite massimo di 2 anni.

L’APE Sociale è riservata ai lavoratori appartenenti ad una delle seguenti categorie:

  • disoccupatia seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, oppure per scadenza del termine del contratto a tempo determinato con almeno 18 mesi di lavoro negli ultimi 3 anni, che abbiano terminato da almeno 3 mesi il godimento della prestazione di disoccupazione; 
  • lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge, un parente di primo grado convivente con handicap grave, oppure un parente o un affine entro il secondo grado convivente, a condizione che i genitori o il coniuge abbiano compiuto i 70 anni o siano invalidi o deceduti; 
  • invalidi civili, con grado di invalidità accertata pari o superiore al 74%; 
  • lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sette anni negli ultimi dieci, o sei anni negli ultimi sette, attività lavorative cosiddette “gravose”, per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo.

 L’importo

L’APE Sociale è erogata per 12 mensilità, per un importo massimo di 1.500 euro mensili. Non è previsto il pagamento degli assegni al nucleo familiare e l’indennità non è reversibile in caso di decesso.
Anche per l’anno 2020 i termini per la presentazione delle domande sono31 marzo15 luglio o 30 novembre.

Gli operatori del Patronato ACLI della tua città sono a disposizione per verificare l’eventuale diritto a chiedere l’APE Sociale. Vieni a trovarci presso i nostri sportelli, ti aspettiamo! È possibile fissare un appuntamento telefonando alla sede a più vicina  o tramite l’applicazione online.

 

Raffaele De Leo

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