Patronato Acli https://www.patronato.acli.it Wed, 24 Apr 2019 13:22:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.1.1 https://www.patronato.acli.it/wp-content/uploads/2017/11/Logo_favicon32-1.png Patronato Acli https://www.patronato.acli.it 32 32 Donne #inpensioneprima con la Pensione anticipata di anzianità e Quota100 https://www.patronato.acli.it/donne-inpensioneprima-con-la-pensione-anticipata-di-anzianita-e-quota100/ Wed, 24 Apr 2019 13:16:30 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=25820 Continua il nostro Speciale Donna Pensione sulle varie opportunità a disposizione per l’accesso anticipato alla pensione. Abbiamo dedicato la prima news a Opzione Donna: molte lavoratrici infatti sono attratte dalla possibilità di andare in pensione con questa opportunità, perché anticipa di molti anni l’uscita dal mondo del lavoro.
Però ci sono anche altre forme di accesso al pensionamento che, dal punto di vista economico, sono più convenienti, cioè la pensione anticipata di anzianità e Quota100. Di queste due possibilità vi parliamo in questo secondo appuntamento con lo Speciale Donna Pensione.

La pensione di anzianità anticipata

Introdotta nel 2012 con la Legge Fornero, offre alle donne la possibilità di andare in pensione nel 2019 con il solo requisito di 41 anni e 10 mesi di contributi, a qualsiasi età.
La pensione di anzianità anticipata può essere richiesta da tutte le lavoratrici: dipendenti private o pubbliche e lavoratrici autonome (Gestione separata compresa).
L’importo di pensione è determinato dal calcolo misto, retributivo e contributivo.

La pensione decorre dopo 3 mesi dal perfezionamento del requisito contributivo mentre per le lavoratrici del comparto scolastico vi sono due decorrenze prestabilite: 1° settembre o 1° novembre dell’anno nel quale maturano il requisito contributivo.

La pensione di anzianità anticipata Quota100

Introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021, per andare in pensione con “Quota100” bisogna far valere 62 anni di età e 38 anni di contribuzione. Anche in questo caso la pensione può essere richiesta da tutte le categorie di lavoratrici ma sono escluse quelle che appartengono alle Forze armate, alla Polizia di Stato e Polizia penitenziaria, ai Vigili del fuoco ed alla Guardia di finanza. L’importo di pensione è determinato dal calcolo misto, retributivo e contributivo.

La pensione decorre dopo 3 mesi dal perfezionamento dei requisiti per le lavoratrici del settore privato e dopo 6 mesi per le lavoratrici del settore pubblico.

La pensione di anzianità anticipata contributiva

A 64 anni di età è possibile accedere alla pensione anticipata anche con solo 20 anni di contributi, ma la pensione sarà calcolata con il sistema contributivo.

La decorrenza della pensione è dal mese successivo al perfezionamento dei requisiti anagrafico e contributivo.

Il primo passo

Informarsi ed essere consapevoli per fare la miglior scelta.

Gli Operatori del Patronato ACLI sono a completa disposizione per una consulenza su misura: sappiamo bene che ogni carriera lavorativa è differente e le esigenze di vita sono diverse. Trova la sede a te più vicina e Prenota il tuo appuntamento, ti aspettiamo!

Raffaele De Leo

VAI AL TEST #INPENSIONEPRIMA

È online il test di autovalutazione #inpensioneprima per una prima ricognizione della tua situazione previdenziale, ti aiuterà a scoprire le eventuali opportunità per accedere alla pensione.

Dopo aver completato il test #inpensioneprima, in base ai risultati ottenuti, ti aspettiamo per un appuntamento personalizzato con i nostri consulenti, perché la pensione è un momento importante della vita e nulla va lasciato al caso.

 

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Online il test #inpensioneprima https://www.patronato.acli.it/online-il-test-inpensioneprima/ Wed, 17 Apr 2019 13:07:38 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=25754 È online il test di autovalutazione #inpensioneprima per una prima ricognizione della tua situazione previdenziale, ti aiuterà a scoprire le eventuali opportunità per accedere alla pensione. Dopo aver completato il test #inpensioneprima, in base ai risultati ottenuti, ti aspettiamo per un appuntamento personalizzato con i nostri consulenti, perché la pensione è un momento importante della vita e nulla va lasciato al caso.

Quando incontriamo qualcuno nei nostri uffici prima di tutto cerchiamo di capire chi abbiamo davanti, le sue esigenze, le sue attese, il suo progetto di vita, ciò che maggiormente ha a cuore, prospettandogli tutte le variabili possibili alla ricerca della miglior soluzione possibile, e questo è quello che faremo in ufficio con te: in tutti i momenti importati della vita puoi sempre contare su di noi!

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Pace contributiva: riscatto agevolato dei periodi assicurativi https://www.patronato.acli.it/pace-contributiva-riscatto-agevolato-dei-periodi-assicurativi/ Tue, 16 Apr 2019 13:11:18 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=25788

Tra le misure contenute nel decretone su Quota100 e Reddito e pensioni di cittadinanza, una riguarda la possibilità di sistemare la propria posizione assicurativa.
La misura è definita “pace contributiva” in quanto consente il recupero ai fini pensionistici dei buchi contributivi eventualmente verificatisi tra un lavoro e l’altro.
La possibilità di usufruire di questo recupero è riconosciuta in via sperimentale per un triennio, dal 2019 al 2021, a favore degli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, alla gestione separata e agli iscritti presso le gestioni sostitutive ed esclusive dell’assicurazione obbligatoria che non siano titolari di pensione.
La condizione per l’esercizio della facoltà di riscatto è quindi l’iscrizione del lavoratore in uno dei regimi previdenziali richiamati, che ci sia la presenza di almeno un contributo obbligatorio nella gestione pensionistica in cui si eserciti la facoltà di riscatto e che l’interessato non sia titolare di anzianità contributiva al 31/12/1995.
Potranno quindi beneficiare di tale opportunità i soli lavoratori che si sono iscritti a forme pensionistiche obbligatorie a partire dal 01/01/1996.

I periodi riscattabili sono quelli antecedenti al 29/01/2019, data di entrata in vigore del decretone, e compresi tra l’anno del primo e quelli dell’ultimo contributo comunque accreditato nelle suddette forme assicurative, non soggetti a obbligo contributivo e che non siano già coperti da contribuzione presso altre forme di previdenza obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto, e nemmeno in uno dei regimi previdenziali dell’Unione Europea o nei singoli regimi previdenziali dei vari Stati membri o Paesi convenzionati.
Il periodo massimo riscattabile è di cinque anni anche non continuativi e si deve collocare in epoca successiva al 31 dicembre 1995.

Il costo e la domanda
L’onere del riscatto è calcolato sulle retribuzioni percepite nelle ultime 52 settimane antecedenti la richiesta e moltiplicate per l’aliquota contributiva IVS della gestione assicurativa presso la quale si esercita il riscatto. La cifra potrà essere detratta dai redditi in misura del 50% nei successivi 10 anni con rate costanti. L’onere può essere versato o in un’unica soluzione o in un massimo di 120 rate mensili senza interessi.
Qualora però tale riscatto debba essere utilizzato per l’immediata liquidazione della pensione diretta o indiretta, la somma residua dovrà essere versata in un’unica soluzione.
La domanda di riscatto può essere presentata anche dai superstiti, parenti ed affini entro il secondo grado dell’assicurato, per poter raggiungere il requisito contributivo minimo utile alla liquidazione di una pensione indiretta.

Per saperne di più
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Katia Marazzina

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Dipendente pubblico in pensione con Quota100: quando l’indennità di buonuscita? https://www.patronato.acli.it/dipendente-pubblico-in-pensione-con-quota100-quando-lindennita-di-buonuscita/ Mon, 15 Apr 2019 11:15:06 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=25769 D: Sono un dipendente pubblico in servizio presso il Ministero della Giustizia interessato ad accedere alla pensione anticipata con Quota 100. Se decidessi di sfruttare questa nuova possibilità pensionistica il pagamento della mia indennità di fine servizio subirebbe delle dilazioni?

R: Per i dipendenti pubblici che decidono di andare in pensione con Quota 100, i termini di pagamento dell’indennità di buonuscita subiranno delle dilazioni: decorreranno infatti dal momento in cui il diritto alla pensione sarebbe comunque maturato in base ai requisiti ordinari per il pensionamento anticipato o di vecchiaia previsti dalla legge Monti-Fornero.
Il DL prevede inoltre, per i dipendenti pubblici che accedono non solo a Quota 100 ma anche alla pensione anticipata ordinaria e alla vecchiaia, la possibilità di chiedere la liquidazione anticipata del TFS, sotto forma di prestito agevolato, finanziato da banche o intermediari finanziari, aderenti ad un apposito accordo quadro tra il Ministro del Lavoro, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro della Pubblica Amministrazione e l’ABI.
L’importo massimo finanziabile è pari a 30 mila euro. Per l’operatività di tale misura si dovrà attendere l’emanazione di un DPCM attuativo.

 

 

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Riscatto laurea agevolato: nuovo calcolo per gli iscritti al sistema contributivo https://www.patronato.acli.it/riscatto-laurea-agevolato-nuovo-calcolo-per-gli-iscritti-al-sistema-contributivo/ Fri, 12 Apr 2019 14:50:19 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=25751 Tra le novità previste dal Decretone su Quota100 e Reddito di cittadinanza vi è anche la possibilità di riscattare i corsi di studi in modo agevolato, a prescindere dall’età anagrafica.
Una condizione necessaria per accedere a questa forma agevolata è che i periodi di studio da riscattare siano collocati temporalmente dopo il 31/12/1995, cioè gli stessi valutabili con il sistema contributivo.
Restano pertanto fuori da questa possibilità coloro che hanno conseguito il diploma universitario prima del 1995. In tal caso i periodi verranno valutati in base alla normativa del riscatto laurea non agevolato.
Coloro che hanno frequentato l’università a cavallo tra gli anni 1995/1996, conseguendo il relativo diploma dopo il 31/12/1995, potranno riscattare nella forma agevolata solo gli anni di frequenza del corso di studio successivi a tale data.
L’onere del riscatto deve quindi essere determinato sul minimale degli artigiani e commercianti vigente nell’anno di presentazione della domanda, in base all’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche vigenti nel medesimo periodo nel fondo pensione dei lavoratori dipendenti.
In definitiva riscattare un anno di laurea nel 2019 costa 5.239,47 euro.
Anche questa forma di riscatto è utile a incrementare l’anzianità contributiva, sia ai fini del diritto che della misura della pensione.

Per chi ha già in corso la domanda o il pagamento del riscatto

Nel caso in cui sia già stata presentata una domanda di riscatto prima dell’entrata in vigore di questa legge, la stessa sia già stata definita e l’onere pagato integralmente, non si può più richiedere la rideterminazione dell’onere.
Se invece si è iniziato solo il pagamento rateale, lo si potrà interrompere, ottenere l’accredito del periodo già versato e ripresentare una nuova domanda per il periodo del corso di studi residuo.
Nel caso infine in cui la domanda di riscatto non sia stata ancora perfezionata, si potrà ritirare la domanda e ripresentarne una nuova.

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Katia Marazzina

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Opzione Donna: una nuova opportunità per andare #inpensioneprima https://www.patronato.acli.it/opzione-donna-una-nuova-opportunita-per-andare-inpensioneprima/ Tue, 09 Apr 2019 15:39:08 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=25737 Se in passato le donne per poter andare in pensione avevano una possibilità di scelta ridotta, tra pensione di anzianità o pensione di vecchiaia, oggi la legge consente alle lavoratrici di scegliere tra più scenari.

La domanda che bisogna dunque porsi è: “Quale opzione scegliere?”. E soprattutto: “Cosa decidere oggi senza correre il rischio di pentirsene un domani?”.

• Opzione Donna?
• Pensione anticipata di anzianità?
• Pensione anticipata di anzianità “Ape social”?
• Pensione di vecchiaia?

Opzione donna

Per aiutarvi a decidere, vi illustriamo le varie possibilità a disposizione delle lavoratrici che vogliono andare in pensione. Oggi vi parliamo di Opzione Donna.

Il pensionamento con Opzione Donna può realizzarsi per tutte le lavoratrici sia del settore pubblico che privato, compreso il settore autonomo.
Sono escluse le lavoratrici iscritte alla sola “gestione separata”, anche se i contributi versati in questa gestione possono comunque essere cumulati agli altri contributi necessari per arrivare all’anzianità dei 35 anni di contribuzione.

Per andare in pensione con Opzione Donna bisogna avere 58 anni di età per le dipendenti e 59 anni per le autonome, oltre a 35 anni di contributi, obbligatori e figurativi, per le lavoratrici dipendenti del settore privato non valgono i periodi di infortunio e malattia.
Il termine è entro il 31 dicembre 2018 ma, attenzione, la pensione non decorre immediatamente dal momento in cui sussistono i due requisiti anagrafico e contributivo, bensì 12 mesi dopo il loro perfezionamento per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

In pratica, avendo il requisito contributivo al 31 dicembre 2018, possono andare in pensione le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960 e le autonome nate entro il 31 dicembre 1959. L’ultima “finestra” utile per andare in pensione sarà il 1° gennaio 2020 per le dipendenti e il 1° luglio 2020 per le autonome.

La pensione con Opzione Donna è calcolata con il “sistema contributivo”: rispetto alle pensioni calcolate con il “sistema misto” retributivo e contributivo, l’importo generalmente è inferiore di circa il 30 %.

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Lavoratori domestici: chi paga in caso di assenza per malattia? https://www.patronato.acli.it/lavoratori-domestici-chi-paga-in-caso-di-assenza-per-malattia/ Mon, 08 Apr 2019 13:16:06 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=25731 Sono tante le famiglie italiane che hanno assunto lavoratori domestici, in molti casi un supporto fondamentale per la gestione familiare e della casa. Spesso ci arrivano domande dai datori di lavoro circa varie questioni: oggi parliamo di cosa succede in caso di assenza per malattia del lavoratore.
A differenza delle altre tipologie di lavoratori dipendenti, nel lavoro domestico il trattamento economico della malattia è a carico del datore di lavoro, senza alcun intervento da parte dell’Inps, che dunque non riconosce nessun contributo.
L’indennità è dunque corrisposta dal datore, a prescindere dal fatto che la malattia abbia un decorso più lungo, per un numero massimo di: 8 giorni, per i lavoratori con anzianità di servizio entro 6 mesi; 10 giorni per un’anzianità di servizio tra i 6 mesi ed i 2 anni; 15 giorni per le anzianità superiori.
Il trattamento economico è corrisposto nella misura del 50% della retribuzione globale per i primi 3 giorni e del 100% a partire dal quarto giorno.

Per una consulenza personalizzata gli Operatori del Patronato Acli ci sono. Prenota un appuntamento e incontriamoci nella sede a te più vicina.

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Lavoratori all’estero: in quale Stato bisogna presentare la dichiarazione dei redditi? https://www.patronato.acli.it/lavoratori-allestero-in-quale-stato-bisogna-presentare-la-dichiarazione-dei-redditi/ Thu, 04 Apr 2019 08:55:04 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=25712 Ci avviciniamo alla stagione delle dichiarazioni dei redditi in Italia ed in molti Stati esteri. La domanda che molti lavoratori emigrati all’estero ci pongono è sempre la stessa: “Devo fare la dichiarazione dei redditi in Italia o solo nello Stato in cui attualmente lavoro?”. Il principio della “residenza fiscale”.

Come ogni anno molti nostri connazionali che lavorano all’estero si trovano davanti ad una serie di incertezze su dichiarazione dei redditi e obblighi fiscali nei confronti dell’Italia e dello Stato estero in cui vivono.

La prima cosa da chiarire è che, secondo la normativa italiana, ai fini dell’imposta per le persone fisiche (IRPEF), i soggetti tenuti al pagamento della tassa sono le persone fisiche “residenti e non residenti nel territorio dello Stato” (art. 2, comma 1, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Si ritengono residenti in Italiacoloro che, per la maggior parte dell’anno solare:

  • sono iscritte come residenza all’anagrafe del proprio Comune
  • hanno in Italia il domicilio, inteso come centro dei propri interessi nel senso più largo, come gli affari ed i legami familiari
  • hanno la dimora abituale in Italia

In caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, in presenza anche diuna soladi queste tre situazioni, il soggetto è considerato come residente in Italia.
Solo se tutte e tre le situazioni non si verificano, il soggetto viene considerato comenon residente in Italia.
L’Agenzia delle Entrate (Risoluzione 7.8.2008, n. 351/E) ha tenuto a precisare che la persona con legami familiari ed interessi patrimoniali e sociali in Italia è da ritenersi obbligato fiscalmente nei confronti dell’Amministrazione Tributaria italiana, indipendentemente dalla presenza fisica in Italia e dal fatto che svolga un lavoro prevalentemente all’estero, e in alcuni casi anche in presenza di iscrizione all’AIRE (ordinanza Corte di Cassazione 1.10.2018, n. 23690).
Detto questo, l’art. 3 del TUIR dispone che l’IRPEF è dovuta da tutti i soggetti residenti in Italia, a prescindere dal luogo di produzione del reddito, mentre per i soggetti non residenti l’imposta è dovuta solo per i redditi prodotti in Italia.
Questa disposizione deve essere considerata tenendo conto delle Convenzioni contro le doppie imposizioni che l’Italia ha stipulato con i singoli Stati esteri per evitare di pagare due volte le imposte sugli stessi redditi.
Bisogna tenere presente che le Convenzioni non sono tutte uguali e si differenziano soprattutto per la natura dei redditi, che possono avere tassazioni diverse.
Per questo motivo si può affermare in termini generali che chi produce reddito all’estero ed è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia, dall’imposta IRPEF totale, determinata dal cumulo dei redditi italiani ed esteri, deve detrarre le imposte già pagate all’estero.

Gli operatori dei Patronati ACLI delle Sedi Estere sono a disposizione gratuitamente per darti tutte le informazioni necessarie.

Raffaele DE LEO

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Pensione Lavoratori Precoci 2019: novità e requisiti https://www.patronato.acli.it/pensione-lavoratori-precoci-2019-novita-e-requisiti/ Tue, 02 Apr 2019 09:55:46 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=25708 Il Decreto legge su Quota 100 e Reddito di cittadinanza introduce anche importanti modifiche alla disciplina della pensione anticipata per i lavoratori cosiddetti “precoci”.
Quali sono le novità?
A partire da quest’anno e fino al 31/12/2026 viene sospesa l’applicazione degli adeguamenti legati alla speranza di vita.
Pertanto il requisito contributivo dei 41 anni richiesto per l’accesso alla pensione come precoce, non verrà adeguato agli incrementi per aspettativa di vita, stabiliti con decorrenza negli anni 2019, 2021, 2023 e 2025, ma rimarrà “congelato” fino alla fine dell’anno 2026.

Altra novità è che la decorrenza della pensione slitterà di tre mesi dalla maturazione dei requisiti e delle condizioni richiesti, per via dell’introduzione della finestra mobile trimestrale.

Ricordiamo che questo canale di accesso agevolato alla pensione anticipata è stato introdotto dalla Legge di Bilancio del 2017 per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti con almeno 12 mesi di contributi da lavoro effettivo prima del 19° anno di età, che si trovino in una delle seguenti condizioni:

• disoccupati a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano terminato da almeno 3 mesi il godimento della prestazione di disoccupazione;

• lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge, un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (c. 3 art. 3 l. 104/92), oppure un parente o un affine entro il secondo grado convivente, a condizione che i genitori o il coniuge abbiano compiuto i 70 anni o siano invalidi o siano deceduti;

• invalidi civili, con grado di invalidità accertata pari o superiore al 74%;

• lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sette anni negli ultimi dieci o sei anni negli ultimi sette attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo (vedi tabella);

• aver svolto lavori usuranti, come individuati nella specifica disciplina del 2011.

 

Professioni categoria attività “gravose”

Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici

Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni

Conciatori di pelli e di pellicce

Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

Conduttori di mezzi pesanti e camion

Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni

Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza

Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido

Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati

Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia

Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca
Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative
Lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del decreto legislativo n. 67 del 2011
Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne

 

Il termine per la presentazione delle domande di verifica del diritto è fissato anche quest’anno al 1° marzo. Le domande presentate successivamente a tale data, ma non oltre il 30 novembre, saranno prese in considerazione dall’INPS solo se, a conclusione della procedura di monitoraggio di quelle presentate entro il 1° marzo, vi saranno disponibilità finanziarie residue a causa dei limiti di spesa imposti dalla normativa per la concessione di tale agevolazione.

Per vuoi saperne di più rivolgiti agli Uffici del Patronato Acli: Trova la sede più vicina o Prenota un appuntamento.

 

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Quota 100 è legge, l’intervento di Claudio Piersanti a TV2000 https://www.patronato.acli.it/quota-100-e-legge-lintervento-di-claudio-piersanti-a-tv2000/ Mon, 01 Apr 2019 15:34:24 +0000 https://www.patronato.acli.it/?p=25705 La settimana scorsa il Senato ha approvato in via definitiva il cosiddetto decretone contenente alcune norme riguardo la pensione anticipata, tra cui quota 100 e opzione donna. Claudio Piersanti, responsabile Previdenza del Patronato Acli, ne ha parlato venerdì 29 marzo all’interno della trasmissione Bel tempo si spera, su TV2000.

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