Canada
Con noi, Patronato Acli
Presso una qualsiasi delle nostre sedi del Patronato ACLI possiamo offrirti supporto e informazioni utili per muovere i primi passi in Canada. Per richiedere un appuntamento o porci dei quesiti puoi contattarci telefonicamente, puoi scriverci un’email o puoi seguire la nostra pagina Facebook o visitando il nostro sito.
Ecco le sedi e i contatti dei nostri uffici in Canada:
Clicca qui per trovare la sede più vicina.
Diritto di soggiorno
L’Immigration, Refugees and Citizenship Canada permette ai visitatori italiani di soggiornare fino a 6 mesi alla volta, salvo diversa indicazione dell’ufficiale di frontiera.
Per turismo non serve il visto, ma serve l’eTA (Electronic Travel Authorization) valida fino a 5 anni o fino alla scadenza del passaporto
Si richiede online, costa circa 7 CAD
https://www.canada.ca/en/immigration-refugees-citizenship/services/visit-canada/eta.html
Diritto di soggiorno
Per rimanere in Canada per più di sei mesi ci sono due indicazioni importanti:
- Richiedere un’estensione prima della scadenza dei 6 mesi
- Dimostrare di avere mezzi economici sufficienti
L’estensione non è automatica e deve essere approvata.
È consigliabile partire muniti di un’assicurazione di viaggio che copra anche eventuali infortuni e ricoveri in Ospedale.
Qualora non si sia muniti di tale polizza, le prestazioni sanitarie sono da saldare in loco e sono abbastanza care.
Il sistema sanitario canadese (gestito dalle singole province) non è al livello federale copre solo cittadini canadesi, residenti permanentie alcune categorie di residenti temporanei (es. studenti o lavoratori con permesso valido)
Il turista ha diritti civili di base, come chiunque si trovi in Canada, ma non ha i benefici riservati a cittadini o residenti permanenti, né il diritto automatico al lavoro o all’assistenza sanitaria pubblica.
I turisti in Canada non sono soggetti a dichiarazione fiscale, mentre chiunque svolga attività lavorativa, anche temporanea, deve presentare la dichiarazione dei redditi e rispettare le trattenute fiscali previste.
Il Canada mette annualmente a disposizione dei cittadini italiani tra i 18 e i 35 anni un programma chiamato International Experience Canada (IEC), che consente di ottenere un permesso di lavoro temporaneo senza necessità di LMIA (Labour Market Impact Assessment). La categoria più utilizzata è la Working Holiday, che permette di lavorare per qualsiasi datore di lavoro in Canada con un open work permit. Per i cittadini italiani, la durata del permesso può arrivare fino a 12 mesi, salvo diverse disposizioni annuali legate alle quote disponibili. La partecipazione è infatti soggetta a un numero massimo di posti stabilito ogni anno dalle autorità canadesi. La domanda deve essere presentata online tramite il portale ufficiale di Immigration, Refugees and Citizenship Canada (IRCC).
Per quanto riguarda gli studenti internazionali, chi intende frequentare un percorso universitario deve richiedere uno Study Permit. Gli studenti regolarmente iscritti possono lavorare fino a 20 ore settimanali durante il periodo accademico e a tempo pieno durante le pause programmate, purché il permesso di studio includa l’autorizzazione al lavoro. In ogni caso, per svolgere attività lavorativa retribuita è necessario ottenere il Social Insurance Number (SIN). Chi percepisce un reddito in Canada è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi l’anno successivo, poiché le ritenute fiscali vengono applicate direttamente in busta paga secondo la normativa vigente.
In Canada è molto comune condividere appartamenti o singole stanze, soprattutto nelle grandi città come Toronto, Vancouver e Montreal, dove il costo degli affitti può essere elevato. Il prezzo della sistemazione varia sensibilmente in base alla città, al quartiere, al tipo di immobile (condominio, casa indipendente, seminterrato) e ai servizi inclusi. Online sono disponibili numerosi portali specializzati con migliaia di annunci relativi a stanze, appartamenti o abitazioni intere, sia in condivisione sia ad uso esclusivo.
Per quanto riguarda l’acquisto di una proprietà, la procedura è generalmente chiara ma diversa rispetto a quella italiana. Nella maggior parte delle province la compravendita è gestita da un avvocato specializzato in diritto immobiliare, mentre nella provincia del Quebec è previsto l’intervento del notaio. Dopo aver individuato l’immobile, si firma un contratto di acquisto che può essere subordinato a condizioni (come l’ottenimento del mutuo o l’ispezione tecnica), si effettuano le verifiche legali e si procede al closing. Oltre al prezzo dell’immobile, occorre considerare le imposte di trasferimento, le spese legali, i costi di ispezione e, in alcune province, eventuali imposte aggiuntive per acquirenti stranieri non residenti. Le property taxes sono imposte municipali e possono risultare più elevate rispetto all’Italia, poiché finanziano servizi locali come scuole, infrastrutture e sicurezza. I prezzi degli immobili variano notevolmente in base alla tipologia dell’abitazione e alla località.
Il Canada è dotato di un sistema sanitario pubblico, comunemente noto come Medicare, finanziato principalmente attraverso la fiscalità generale e gestito a livello provinciale. L’accesso al sistema sanitario dipende dalla provincia di residenza e dallo status migratorio. I lavoratori stranieri in possesso di un valido permesso di lavoro possono generalmente iscriversi al piano sanitario provinciale, purché soddisfino i requisiti di residenza previsti; in alcune province è previsto un periodo di attesa di tre mesi prima di poter usufruire della copertura pubblica. Il Social Insurance Number (SIN) è necessario per lavorare, ma non è di per sé sufficiente per ottenere l’assistenza sanitaria pubblica.
Il sistema pubblico copre le cure mediche e ospedaliere essenziali, mentre alcune prestazioni – come farmaci da prescrizione, cure dentistiche, fisioterapia e servizi ottici – non sono generalmente incluse. Per questo motivo è fortemente consigliata la stipula di un’assicurazione sanitaria o di viaggio privata prima della partenza, al fine di coprire eventuali spese non comprese nel sistema pubblico, soprattutto nel periodo iniziale di soggiorno.
Il Canada offre diverse alternative per lavorare come straniero, tramite visti specifici a seconda della categoria professionale. Tra i principali si annoverano il permesso di lavoro legato a un datore di lavoro (Work Permit con LMIA), i programmi per assistenti domiciliari e baby sitter e il Working Holiday Visa (International Experience Canada) per i giovani. Esistono inoltre permessi per professionisti qualificati, trasferimenti intra-company e il Start-Up Visa per imprenditori con progetti innovativi supportati da organizzazioni approvate dal governo canadese.
Le opportunità di lavoro variano in base alla provincia, alla città e al settore. Alcune categorie di professionisti tecnici e qualificati, come ingegneri, operatori dell’edilizia, operatori industriali e specialisti in infrastrutture, possono essere particolarmente richieste, così come posizioni nel settore tecnologico e dei servizi qualificati. Anche l’avvio di un’attività in proprio è possibile, ma richiede di seguire le procedure provinciali o federali previste e, nel caso di Start-Up Visa, di presentare un progetto innovativo con il supporto di un incubatore, investitore o fondo approvato.
I tempi e la complessità delle procedure variano notevolmente in base alla provincia scelta, al settore di attività e alla durata prevista dell’impiego o dell’impresa. In alcune province e settori esistono incentivi e programmi a supporto di start-up e investitori stranieri, ma non vi sono vantaggi fiscali automatici: ogni beneficio deve essere richiesto e soddisfare i requisiti previsti.
In base al tipo di permesso di lavoro, è possibile svolgere attività subordinata a tempo pieno, part-time o a ore. Una volta ottenuto il permesso, è necessario richiedere il Social Insurance Number (SIN), l’equivalente canadese del codice fiscale, da comunicare al datore di lavoro per poter percepire lo stipendio e accedere ad alcuni benefici governativi.
Dalla busta paga vengono automaticamente trattenuti gli importi relativi all’imposta sul reddito (federale e provinciale) e ai contributi previdenziali, come il Canada Pension Plan (CPP) e l’Employment Insurance (EI). Chiunque abbia lavorato in Canada è inoltre tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi l’anno successivo.
Il secondo passo consiste nel registrarsi presso il sistema sanitario provinciale competente, la cui procedura e tempistica variano da provincia a provincia. In alcune province è previsto un periodo di attesa prima di poter usufruire della copertura pubblica; per questo motivo è fortemente consigliata la stipula di un’assicurazione sanitaria privata temporanea, almeno per i primi mesi di permanenza.
Il lavoro stagionale in Canada richiede generalmente un permesso di lavoro temporaneo, simile a quello previsto per i lavoratori dipendenti. A seconda del settore e della provincia, il permesso può richiedere una LMIA positiva da parte del datore di lavoro, oppure essere ottenuto tramite programmi specifici come il Seasonal Agricultural Worker Program (SAWP), che prevede procedure semplificate per alcuni tipi di attività stagionali.
Una volta ottenuto il permesso di lavoro, il lavoratore straniero deve richiedere il Social Insurance Number (SIN), iscriversi al piano sanitario provinciale se previsto e presentare la dichiarazione dei redditi in Canada l’anno successivo.
A causa dell’estensione del territorio canadese e della varietà dei settori stagionali, non è possibile fornire una media dei salari. La retribuzione varia in base alla stagione, alla provincia e al profilo professionale richiesto.
Il costo della vita in Canada varia significativamente in base alla città e alla provincia di residenza. In grandi centri come Toronto e Vancouver il costo degli affitti e dei servizi può risultare superiore rispetto a molte città italiane, mentre in aree meno centrali o in province diverse i costi possono essere più contenuti. Il confronto con l’Italia dipende anche dall’andamento del cambio euro/dollaro canadese. La benzina e il gas naturale sono generalmente meno costosi rispetto all’Italia, mentre il costo dell’elettricità varia a seconda della provincia.
Il sistema di tassazione sui consumi prevede una GST federale del 5%, alla quale si aggiunge un’imposta provinciale (PST) o un’imposta armonizzata (HST), con un’aliquota complessiva che può variare a seconda della provincia e arrivare fino al 15%. I prodotti tecnologici possono risultare competitivi rispetto ai prezzi italiani, anche se occorre considerare che i prezzi esposti nei negozi sono indicati al netto delle imposte, che vengono aggiunte al momento del pagamento.
Nei ristoranti l’offerta è molto ampia e i prezzi di un locale di fascia media sono generalmente comparabili a quelli italiani nelle grandi città. È consuetudine lasciare una mancia, solitamente tra il 15% e il 20% del totale. In particolare nelle zone costiere sono spesso convenienti e di buona qualità il sushi e i molluschi, comprese diverse varietà di ostriche.
Le grandi città canadesi dispongono generalmente di un buon sistema di trasporto pubblico che copre gran parte dell’area urbana. Il costo del biglietto singolo si aggira solitamente tra i 3 e i 4 dollari canadesi, minter gli abbonamenti mensili possono variare indicativamente da circa 90 fino a oltre 150 dollari, a seconda della città e delle zone incluse.

