L’Italia inizia il percorso di applicazione del Patto UE Migrazione e Asilo (Decreto-legge n.100/2026), introducendo importanti novità per chi presenta una domanda di protezione internazionale. Le nuove regole modificano le procedure di richiesta asilo ma intervengono anche sul diritto del richiedente di rimanere sul territorio dello Stato, sulla procedura di asilo alla frontiera, individuano i casi in cui la procedura in frontiera diventa obbligatoria, nonché le relative procedure accelerate da parte delle Commissioni territoriali.
La riforma prevede una nuova procedura per la richiesta di protezione internazionale articolata in tre fasi: manifestazione della volontà, registrazione della domanda e formalizzazione. La domanda viene considerata presentata con la manifestazione di volontà da parte del richiedente all’Autorità competente. Durante l’istruttoria della domanda saranno rilasciati nuovi documenti identificativi collegati alle diverse fasi della procedura.
Fase transitoria fino al 31 ottobre 2026
L’applicazione delle nuove regole sarà graduale. Fino al 31 ottobre 2026 resta infatti in vigore un regime transitorio durante il quale Questure e Uffici di Polizia di Frontiera continuano a ricevere, registrare e formalizzare le domande di protezione internazionale. In questa fase viene rilasciato l’Attestato di manifestazione di protezione internazionale, documento utile all’identificazione del richiedente fino all’emissione di quello definitivo.
Accesso al lavoro: cosa cambia
Un’ importante novità riguarda l’accesso al lavoro. I richiedenti asilo potranno iniziare un’attività lavorativa solo dopo 90 giorni dalla formalizzazione della domanda.
Il Patto UE Migrazione e Asilo introduce cambiamenti importanti che possono incidere sul percorso di chi richiede la protezione internazionale in Italia.
Puoi rivolgerti agli uffici del Patronato ACLI, dove operatori qualificati sono a disposizione per darti supporto.
Sara Pera