Dal 2024, le lavoratrici e i lavoratori dipendenti – sia nel settore pubblico che privato – che non hanno maturato anzianità contributiva entro il 31 dicembre 1995, oppure che possiedono i requisiti per il computo avendo anche un’iscrizione alla gestione separata, possono accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni.
Per richiedere questa forma di pensione è necessario:
- aver compiuto 64 anni di età;
- attendere una finestra di tre mesi;
- aver maturato almeno 20 anni di contribuzione effettiva (ossia versamenti obbligatori, volontari o da riscatto, esclusi i contributi figurativi).
Ci sono due aspetti tecnici da considerare:
- L’importo della pensione deve raggiungere una soglia minima, pari a 3 volte l’assegno sociale. Nel 2026 questo valore è di 638,72 euro al mese. Per le donne con un figlio la soglia scende a 1.529,47 euro (2,8 volte l’assegno sociale), e con due figli a 1.420,22 euro (2,6 volte).
- L’importo della pensione non può superare 5 volte il trattamento minimo fino al raggiungimento dell’età pensionabile, fissata a 67 anni. Nel 2026, questo limite è di 059,25 euro lordi mensili.
Una consulenza personalizzata fa la differenza
Le regole pensionistiche sono articolate e ogni carriera lavorativa è diversa. Per questo, è fondamentale una valutazione personalizzata che tenga conto dell’età, della contribuzione maturata e delle diverse opzioni disponibili. È possibile richiedere una consulenza previdenziale personalizzata per analizzare la propria situazione e pianificare il pensionamento.
L’appuntamento può essere prenotato direttamente dal sito web, nella sezione “Prenota il tuo appuntamento”, oppure contattando la sede del Patronato ACLI più vicina.