Proseguire l’attività lavorativa oltre i 67 anni, in taluni casi, risulta quasi impossibile. Per questa ragione, alcune categorie di lavoratori possono valutare di richiedere un’indennità che accompagni fino all’età di pensione di vecchiaia. La legge di Bilancio conferma anche per il 2026 l’Ape sociale per chi maturerà i requisiti richiesti nel corso dell’anno.
Francesco assiste la moglie malata ormai da oltre due anni e ha usufruito quasi interamente del congedo straordinario. Purtroppo, nel suo incarico di caregiver non può essere sostituito e la moglie ha ancora bisogno del suo supporto. Avendo maturato oltre 30 anni di lavoro, si è rivolto al Patronato Acli per avere maggiori informazioni sulla possibilità di ottenere l’Ape sociale.
Paola ha compiuto 63 anni a dicembre 2025, lavorava in un’azienda che l’ha licenziata e per lei è risultato impossibile reimpiegarsi. Dal licenziamento sono trascorsi due anni. Ha usufruito per intero del sussidio di disoccupazione e le hanno detto che nel 2026 potrà accedere all’Ape sociale.
L’anticipo pensionistico si rivela un’ottima soluzione in attesa di maturare il diritto a pensione, ma in cosa consiste e chi può richiederla?
- Uomini e donne che abbiano compiuto 63 anni e 5 mesi di età e che abbiano maturato almeno 30 anni di contribuzione (previsto un beneficio per le lavoratrici madri).
- L’importo è quello dell’assegno pensionistico calcolato al momento dell’accesso al beneficio e comunque fino ad un massimo di 1.500 euro al mese erogato per 12 mensilità.
- È richiesta la cessazione dal lavoro
- Durante la percezione dell’indennità non è previsto l’accredito di contribuzione figurativa, a differenza della Naspi.
- I requisiti di accesso devono essere validi fino all’erogazione della prestazione.
Inoltre è necessario appartenere a determinate categorie:
- Disoccupati che abbiano terminato di fruire integralmente l’indennità di disoccupazione spettante.
- Lavoratori caregiver che assistano da almeno 6 mesi un parente convivente con handicap in situazione di gravità (art. 3, c. 3, L.104/92).
- Invalidi civili, con grado di invalidità pari o superiore al 74%.
- Lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sette anni negli ultimi dieci, oppure sei negli ultimi sette, attività lavorative considerate gravose (in questo caso saranno necessari 36 anni di contribuzione accreditata).
La prestazione è soggetta a limiti di spesa; la domanda di verifica delle condizioni di accesso all’Ape sociale si può presentare entro i termini di scadenza del 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre.
Per una consulenza personalizzata
È importante richiedere una consulenza previdenziale per capire se si possono raggiungere entro l’anno i requisiti richiesti, eventualmente integrando la propria posizione contributiva. Per questo i nostri sportelli sono a disposizione del cittadino accompagnandolo nella scelta della soluzione più adatta alle proprie esigenze.
L’appuntamento può essere prenotato direttamente dal sito web, nella sezione “Prenota il tuo appuntamento”, oppure contattando la sede del Patronato ACLI più vicina.