Nella mattinata del 17 ottobre si è svolto l’incontro nazionale dei consulenti medici del Patronato ACLI, il secondo dopo quello realizzato nel 2024.
L’incontro aveva l’obiettivo di valorizzare la figura del consulente medico di sede, affrontando anche questioni di interesse quotidiano, e di rafforzare le relazioni tra i livelli centrali del Patronato ACLI e i consulenti medici. È stata inoltre un’occasione per favorire una maggiore sintonia tra professionisti che, in alcuni casi, si erano conosciuti soltanto da remoto, e per approfondire il valore dell’azione di tutela svolta ogni giorno.
La consulenza medico-legale è infatti una delle attività che più caratterizzano la nostra missione di tutela delle persone in condizioni di fragilità per motivi di salute. L’impegno dei consulenti medici di sede è sempre più determinante per il concreto riconoscimento dei diritti sociali dei cittadini, non solo nell’attività valutativa, ma soprattutto nella verifica delle decisioni degli enti e nel sostegno alle ragioni degli assistiti.
Il confronto ha riguardato questioni che incidono direttamente sulla vita delle persone: le difficoltà di accesso alle nuove procedure, i tempi di risposta e la possibilità di ricevere supporto nei diversi territori. In questo contesto, i consulenti medici aiutano gli assistiti a documentare le proprie condizioni di salute e a sostenere le richieste di tutela nei confronti degli enti.
I lavori sono stati moderati dal consulente medico centrale del Patronato ACLI, prof. Adriano Ossicini, già sovrintendente medico INAIL.
L’apertura è stata affidata a Massimiliano Assalve, responsabile centrale Infortuni e malattie professionali, servizio nel quale rientra anche l’attività medico-legale.
I contributi dei relatori
- Patrizio Rossi, sovrintendente sanitario centrale INAIL: Riconoscere la persona, misurare il danno: il sistema valutativo INAIL tra scienza e tutela. Ha ricordato che patronati e INAIL sono due parti della stessa medaglia e che è necessario porre sempre più al centro gli infortunati e i tecnopatici, attraverso una collaborazione più stretta. Il sostegno dell’INAIL comprende cure, riabilitazione e reinserimento lavorativo e sociale: un percorso nel quale la collaborazione con i patronati può contribuire ad accompagnare le persone e a rispondere ai loro bisogni.
- Giuseppe Fatigante, Coordinamento generale medico-legale INPS: La lenta transizione verso la nuova criteriologia della valutazione di base della condizione di disabilità. Ha ripercorso l’evoluzione della riforma, a partire dal d.lgs. 62/2024, evidenziando le criticità ancora presenti, tra cui la mancanza del regolamento generale. Le nuove procedure sono state avviate mentre alcune regole necessarie alla piena applicazione della riforma devono ancora essere completate. Ha inoltre richiamato l’obiettivo di costruire percorsi di sostegno più vicini alle esigenze delle persone con disabilità, nella vita quotidiana, nella scuola e nel lavoro, favorendone l’autonomia e la partecipazione sociale.
- Daniela Vantaggiato, Sovrintendenza sanitaria centrale INAIL: Le collegiali mediche da remoto. Ha illustrato la sperimentazione avviata dall’Istituto da circa un anno, che potrebbe svilupparsi ulteriormente nei prossimi anni. Il confronto a distanza tra i medici dell’INAIL e quelli dei patronati può evitare spostamenti quando le visite già svolte e la documentazione disponibile sono sufficienti per discutere il caso. Questa modalità può semplificare il lavoro e rendere più tempestive le risposte agli assistiti, mantenendo gli incontri in presenza quando necessari. Ha infine sottolineato il valore del dialogo tra i medici dell’INAIL e quelli dei patronati per individuare soluzioni condivise nei casi di disaccordo e contribuire a evitare il ricorso al giudice.
- Carlo Blasi, medico INPS di Firenze: L’esperienza del Centro medico-legale INPS di Firenze a oltre venti mesi dall’avvio della sperimentazione della riforma della disabilità. Ha raccontato l’esperienza di Firenze, tra le prime province chiamate ad applicare la riforma: un avvio difficile, seguito da un percorso di adattamento alle nuove procedure e di collaborazione con medici, patronati e altri soggetti del territorio.
- Valerio Palminteri, consulente medico del Patronato ACLI: Il punto di vista del consulente medico di patronato sulle collegiali mediche da remoto e sulla sperimentazione della riforma della disabilità. Partendo dalle esperienze di Firenze e Massa-Carrara, ha espresso una valutazione critica sulle nuove procedure, richiamando il maggiore carico di adempimenti per i medici, l’aumento del costo dei certificati e le difficoltà dei cittadini nel trovare chi li compili. Pur riconoscendo i miglioramenti del sistema informatico, ha sottolineato l’importanza di preservare il ruolo dei patronati nell’accompagnamento e nella tutela delle persone. Sul versante INAIL, ha invece valutato positivamente le collegiali da remoto, considerate un’opportunità per rendere disponibile la consulenza medica anche nelle sedi che ne sono prive e favorire una tutela più uniforme nei territori.
È seguito un vivace dibattito, con numerosi interventi e questioni che avrebbero richiesto uno spazio ancora più ampio.
Le conclusioni sono state affidate a Giacomo Martelli, vicepresidente all’Organizzazione, che ha sottolineato l’importanza strategica dei consulenti medici di sede. Il loro lavoro comprende anche un confronto competente e costruttivo con i medici di INAIL e INPS, per sostenere le ragioni degli assistiti e favorire il riconoscimento dei loro diritti.
L’iniziativa rappresenta una tappa significativa del percorso che il Patronato ACLI intende proseguire, valorizzando le competenze dei consulenti medici e il confronto tra le esperienze dei territori. Rafforzare questa rete, attraverso l’aggiornamento professionale e il dialogo con INAIL e INPS, significa migliorare la capacità di accompagnare le persone nei percorsi di tutela. L’obiettivo è offrire un’assistenza competente e vicina a chi vive una condizione di fragilità, affinché la complessità delle procedure non diventi un ostacolo al riconoscimento dei diritti e all’accesso alle prestazioni.













