Nel 2026, l’indennità di frequenza ammonta a € 351,04 al mese. L’indennità di frequenza è legata alla frequentazione scolastica; per questo motivo viene erogata dall’INPS da ottobre a giugno di ogni anno fino al compimento dei 18 anni (decade automaticamente al raggiungimento della maggiore età). I ratei mensili non vengono pagati nei mesi di luglio, agosto e settembre, salvo che sia attestata la partecipazione estiva a centri riabilitativi o a corsi terapeutici presso la ASL o strutture convenzionate.
Cosa succede all’indennità di frequenza una volta compiuti 18 anni
- Al raggiungimento dei 18 anni, l’indennità di frequenza viene sospesa automaticamente, poiché si tratta di un beneficio destinato esclusivamente ai minorenni e termina quindi con la maggiore età.
- Non vi è una conversione automatica in altre forme di sostegno: se il giovane percepiva soltanto l’indennità di frequenza, una volta maggiorenne deve sottoporsi a un nuovo accertamento sanitario per valutare l’eventuale diritto a una prestazione da adulto (come l’assegno mensile di invalidità civile o la pensione di inabilità), ed è necessario presentare una nuova domanda di invalidità civile.
Sperimentazione della riforma sulla disabilità 2026
Le novità introdotte riguardano in modo significativo chi presenta la domanda, le modalità di presentazione, i passaggi che vengono eliminati e il nuovo ruolo attribuito all’INPS. In particolare, viene abolita la domanda amministrativa: l’intera procedura viene ora avviata dal medico. Quando il medico trasmette telematicamente il certificato medico introduttivo, la procedura si attiva automaticamente.
Il certificato rappresenta l’avvio della richiesta; tuttavia, per ottenere effettivamente i pagamenti (pensione, indennità, ecc.), è necessario fornire informazioni relative a reddito, IBAN, composizione del nucleo familiare, eventuali ricoveri, compilando il modello AP70. L’assistenza del Patronato ACLI è richiesta per la trasmissione dei dati socio-economici tramite il modello AP70.
In assenza del modello AP70, la prestazione non può essere erogata, anche qualora siano soddisfatti tutti i requisiti previsti.
Per saperne di più: RIFORMA DISABILITÀ: LA SPERIMENTAZIONE SI ESTENDE AD ALTRE 40 PROVINCE ITALIANE.
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