Manuela ha 56 anni e lavora come sarta dal 1985. Le sue mani hanno cucito migliaia di tessuti, soprattutto cappotti. Per quarant’anni, la macchina da cucire è stata la sua compagna quotidiana: stessi movimenti, stesse posture, stesse tensioni muscolari. Gesti ripetitivi che, col tempo, hanno logorato articolazioni e tendini.
Nel 2023 si rivolge al Patronato ACLI con due diagnosi precise: sindrome del tunnel carpale (già operata) e dito a scatto, entrambe all’arto sinistro. Con l’assistenza degli operatori e del medico-legale del Patronato, vengono presentate le domande di riconoscimento di malattia professionale.
L’INAIL le accoglie, riconoscendo un danno del 5% per la sindrome del tunnel carpale e del 2% per il dito a scatto. La normativa prevede l’unificazione dei postumi, che porta a un danno complessivo del 6%, per il quale Manuela riceve un indennizzo di oltre 6.000 euro.
Nel 2024 la storia si ripete: questa volta la diagnosi riguarda l’arto destro, sempre sindrome del tunnel carpale. Anche in questo caso, con il supporto del Patronato ACLI, viene presentata una nuova domanda. L’INAIL riconosce un danno del 4%, che, unificato con i postumi precedenti, porta a una percentuale del 9% e a un ulteriore indennizzo di circa 4.700 euro.
Nel 2025, Manuela affronta una nuova sfida: i movimenti ripetuti di estensione e flessione degli arti superiori hanno causato epicondilite (gomito del tennista) ed epitrocleite. Patologie comuni tra chi, per anni, ha spinto, teso e guidato stoffe con la forza delle braccia. Le nuove domande di riconoscimento sono state inoltrate e sono in fase di valutazione da parte dell’INAIL.
Se anche queste patologie verranno riconosciute, le percentuali verranno nuovamente unificate e Manuela riceverà un nuovo indennizzo. Un piccolo risarcimento per una vita di lavoro, ma soprattutto un riconoscimento importante.
Segnala la tua malattia professionale
Ogni patologia legata all’attività lavorativa va segnalata e riconosciuta. Se pensi che un disturbo possa essere conseguenza del tuo lavoro, non esitare: contatta il Patronato ACLI per tutelare la tua salute e i tuoi diritti.
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