LEGGE DI BILANCIO 2026: NOVITÀ PENSIONISTICHE IN BREVE

Poche e circoscritte le novità in ambito pensionistico introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, in vigore dal 1° gennaio. La manovra, da un lato, conferma l’Ape Sociale come misura-ponte di flessibilità in uscita dal lavoro e, dall’altro, non rinnova né la Pensione Anticipata Flessibile (c.d. Quota 103) né Opzione Donna, che rimarranno operative soltanto per coloro che abbiano maturato i requisiti rispettivamente entro il 31.12.2025 (Quota 103) e il 31.12.2024 (Opzione donna).

L’Ape Sociale viene invece confermata alle stesse condizioni vigenti lo scorso anno, per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2026. L’indennità è riconosciuta ai soggetti con almeno 63 anni e 5 mesi di età che rientrano in una delle seguenti categorie:

 

  1. disoccupati per licenziamento o dimissioni per giusta causa, oppure per scadenza del termine del contratto a tempo determinato con almeno 18 mesi di lavoro negli ultimi 3 anni, che abbiano fruito integralmente della Naspi;
  2. lavoratori che assistano un familiare convivente disabile grave (c.d. caregiver) da almeno sei mesi;
  3. invalidi civili in misura pari o superiore al 74%;
  4. lavoratori dipendenti che svolgono, da almeno sette anni negli ultimi dieci oppure sei negli ultimi sette, attività “gravose” (ad esempio magazzinieri, addetti alle pulizie, ecc.).

 

Per le prime 3 categorie l’accesso al beneficio è subordinato al possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, mentre per i lavoratori impegnati in attività “gravose” il requisito contributivo è elevato a 36 (per gli operai edili e i ceramisti è sufficiente un’anzianità contributiva di 32 anni).

Confermato anche, per le lavoratrici madri, la riduzione del requisito contributivo di 12 mesi per ogni figlio, fino ad un massimo di 2 anni.

 

Adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita 

Oltre alla stretta sulle misure di “flessibilità” pensionistica, la Legge di Bilancio interviene sul meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, introducendo una gradualità nell’applicazione dell’aumento previsto per il biennio 2027/2028. L’incremento complessivo di 3 mesi verrà infatti distribuito su due anni: 1 mese nel 2027 e i restanti 2 dal 2028.

Di conseguenza, in via generale e a titolo di esempio, nel 2027 il diritto a pensione di vecchiaia si acquisirà a 67 anni e 1 mese d’età, che diventeranno 67 anni e 3 mesi nel 2028, salvo alcune specifiche deroghe previste per determinate categorie di lavoratori.

 

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