Quando si parla di pensione di vecchiaia, molte persone pensano che siano utili solo i contributi versati durante l’attività lavorativa. In realtà, per raggiungere i requisiti richiesti possono essere importanti anche altri periodi riconosciuti.
Per accedere alla pensione di vecchiaia servono infatti 67 anni di età, più l’aspettativa di vita, ed almeno 20 anni di contributi. A questi possono contribuire anche i cosiddetti contributi figurativi, accreditati senza costi per il lavoratore.
Contributi e pensione: quali periodi possono essere utili
I contributi figurativi
Tra i periodi che possono essere valorizzati troviamo: malattia, infortunio, maternità, congedi parentali, disoccupazione indennizzata, cassa integrazione, indennizzo dei commercianti, congedo per legge 104/92 e servizio militare. Questi contributi possono essere utili per raggiungere il requisito dei 20 anni richiesti per la pensione di vecchiaia.
Un esempio concreto
Una persona con 18 anni di contributi da lavoro e alcuni periodi coperti da disoccupazione indennizzata potrebbe raggiungere i 20 anni necessari grazie ai contributi figurativi accreditati dall’INPS.
Cosa fare concretamente prima della pensione e anche dopo
Prima di presentare la domanda di pensione è importante verificare che tutti i periodi utili risultino correttamente registrati. In alcuni casi i contributi figurativi vengono riconosciuti automaticamente, in altri può essere necessario presentare una specifica domanda. Inoltre, in alcune situazioni possono essere inseriti anche dopo l’accesso alla pensione: se riconosciuti, possono determinare il ricalcolo dell’importo pensionistico.
Per una consulenza personalizzata
Quando si parla di pensione di vecchiaia, non contano solo i contributi da lavoro. Verificare la tua posizione contributiva può aiutarti a valorizzare tutti i periodi utili.
Trova la sede più vicina o prenota il tuo appuntamento: insieme possiamo controllare la tua situazione e aiutarti a tutelare il tuo diritto alla pensione.
Tiziana Teresi