Si parla di infortunio sul lavoro quando un danno alla salute (lesione) è causato da un evento improvviso (causa violenta) che si verifica in occasione di lavoro. Con l’espressione “occasione di lavoro” s’intende non solo tutto ciò che riguarda l’attività lavorativa in senso stretto, ma anche ciò che è obbligatoriamente connesso con essa (pensiamo agli infortuni in itinere che si possono verificare nel tragitto tra abitazione e luogo di lavoro, oppure a eventi che possono accadere durante le pause “fisiologiche”, ovvero situazioni particolari, comunque legate all’attività lavorativa, come risse, rapine o aggressioni, ecc.).
Più in generale, può trattarsi di una caduta, un taglio, uno schiacciamento, una distorsione, un colpo ricevuto, una bruciatura, una reazione dal contatto con una sostanza nociva, un’infezione da parassiti o batteri (come non pensare ai contagi in ambito lavorativo da Covid 19?), uno sforzo “eccezionale”, e molto altro ancora.
E’ fondamentale, nel momento in cui si verifica un infortunio, rivolgersi al Pronto Soccorso o al proprio medico e fin da subito comunicare chiaramente che si è trattato di un infortunio sul lavoro, spiegando con precisione la dinamica. Sottovalutare la cosa o “resistere” per non creare problemi è un errore che può costare caro, sia per la propria salute che per la tutela dei propri diritti.
Il secondo passaggio consiste nel consegnare tempestivamente il primo certificato di infortunio al datore di lavoro. Un ritardo nell’invio del certificato può comportare la perdita del diritto all’indennità sostitutiva della retribuzione per i giorni precedenti a quello in cui il certificato giunge al datore di lavoro.
È essenziale anche conservare con cura la documentazione: certificati medici, referti, eventuali documenti di lavoro. Possono risultare importanti anche eventuali testimonianze di colleghi o altre persone presenti al momento dell’infortunio; infatti, in caso di “contestazioni” riguardanti l’occasione di lavoro, può diventare necessario dover documentare l’accaduto. Una descrizione errata dei fatti, un ritardo nelle comunicazioni o documenti incompleti possono compromettere il riconoscimento del caso da parte dell’Inail e quindi l’impossibilità ad accedere alle tutele previste.
Anche per questi motivi, conviene rivolgersi prima possibile al Patronato ACLI (e non solo dopo che l’infortunio si è chiuso), L’assistenza degli operatori e dei medici legali del Patronato ACLI consente di gestire la pratica in modo corretto fin dall’inizio, evitando errori e tutelando i propri diritti.
Il riconoscimento del caso da parte dell’Inail comporta l’attivazione di tutte le prestazioni previste dalla normativa: l’indennità per inabilità temporanea assoluta (sostitutiva della retribuzione), le esenzioni dal ticket, i rimborsi di spese e cure sanitarie, la fornitura di protesi e ausili e infine, in caso di danni permanenti, gli indennizzi economici che variano in base alla percentuale di danno riconosciuto (da un importo una tantum ad una rendita mensile).
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Se hai subìto un infortunio sul lavoro, non attendere, contatta il Patronato ACLI: è un tuo diritto tutelarti e farlo nel modo giusto può fare la differenza.
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Massimo Calestani